Gestione della risorsa Idrica e fluviale tra malagestione e possibili soluzioni

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Un trionfo è stato l’evento "Save the Water", organizzato dalla Fondazione Carlo Gesualdo in collaborazione con la Prefettura di Avellino,  dove si è discusso il delicato  tema -Sicurezza e Gestione della Risorsa Idrica e Fluviale-   che ha  annoverato  prestigiosi relatori in una cornice di assoluta attenzione e sensibilità dell’autorevole platea, tra essa il presidente Nicola Mancino rimasto affascinato dalla bellezza della pluripremiata pellicola de "Il Bacio Azzurro" del regista Pino Tordiglione .
 
Relatori della tavola rotonda sono stati il prof. Endro Martini, presidente Alta Scuola e membro del tavolo nazionale sui Contratti di Fiume; il Dott. Mauro Grassi, Italiasicura della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Colonnello Robert P. Ruffolo, capo della Sicurezza e Difesa dell’Ambasciata USA in Italia;
 
Il dibattito  moderato dal direttore de Il Quotidiano del Sud,  Gianni Festa, è stato preceduto dalla proiezione del  capolavoro filmico, prodotto dall’Alto Calore Servizi, che racconta la spiritualità di questo elemento cosi importante  e così prezioso ed al tempo stesso così poco considerato dall’attuale dirigenza dell’ente committente, che ha come scopo primario, unitamente agli altri gestori, oltre alla normale gestione, anche la preservazione e tutela del bene vitale attraverso giuste campagne di comunicazione .
 
Si è discusso di preservazione dell’Acqua, di tutela e sicurezza del territorio, di mala gestione degli impianti idrici e depuratori.
 
“L’Acqua è e resterà un bene pubblico, demaniale,- dichiara Mauro Grassi,  direttore di Italiasicura della Presidenza del Consiglio- chi pensa che l’Acqua sia o sarà di proprietà privata si sbaglia essa è e resterà pubblica, demaniale. Le trivellazioni  in Irpinia, terra ricca d’Acqua, potrebbero rappresentare solo un dramma per il territorio già di per sé a rischio sismologico. Per quanto attiene il problema della scarsa funzionalità degli impianti di depurazione la responsabilità è delle amministrazioni locali o delle gestioni, che, insieme agli enti idrici, non sono in grado di attuare piani gestionali proficui tanto che l’Italia è stata multata dall’Unione Europea, per somme cospicue,  somme, queste, che saranno prelevate dalle tasche dei cittadini utenti.  Ci sono 3,5 miliardi di euro disponibili – continua Grassi- per la depurazione e pochi sono stati i comuni o i gestori, a tutt’oggi, che ne abbiano fatto richiesta.
La questione delle condotte fatiscenti, è un problema tutto italiano,  c’è necessità sostituire gli impianti attraverso investimenti mirati, ma c’è anche la necessità di reperire risorse attraverso l’adeguamento delle  tariffe che in alcune regioni italiane sono molto basse rispetto al resto d’Europa.
 
Il problema della difesa del suolo, degli alluvioni, altra questione dolente,  -continua imperterrito Grassi- bisogna rendersi conto che il clima è cambiato e le forti precipitazioni saranno comunque inevitabili.  La presidenza del Consiglio, i ministeri competenti, sono ancora in attesa di ricevere le mappe di rischio da parte di molti comuni italiani e non può essere Roma a stabilire quello che è il livello di rischio. Credo che il Sud – conclude Grassi- non sia tanto diverso dal resto d’Italia e ritengo che la consapevolezza delle amministrazioni locali,  alcune lo hanno già fatto e  altre lo stanno facendo,  sapranno rendere proficua la prevenzione e l’adeguamento e la messa in sicurezza dei territori . Il film di Tordiglione ci insegna, si, il valore dell’Acqua, ma ci insegna anche che la distribuzione dell’acqua  è fatta di complessi impianti idraulici e che la  gestione è affidata alla competenza degli ingegneri, dei tecnici, gli unici in grado di assicurarci un servizio.  Per l’Irpinia, il Sannio, il Comune di Forino ed altri,  ho dato la mia completa disponibilità ad interagire con gli organi preposti affinché sia data priorità a questi territori.
 
Il prof Endro Martini, presidente di Alta Scuola e membro del Comitato Nazionale dei Contratti di Fiume, ha spiegato e fatto capire quanto sia importante , insieme alla condizionalità agraria, il contratto di fiume. Sono strumenti preventivi straordinari per la difesa del suolo e del fiumi che partono dal basso.  “ La condizionalità agraria, -afferma Martini- è uno strumento  che indica agli agricoltori, fruitori dei benefici comunitari, le condizioni per la manutenzione dei terreni fatta soprattutto di opere provvisionali semplici e senza costi. Si tratta – continua- di  elementari regole di “Buona pratica agricola” che nessuno adotta. Le amministrazioni locali e gli organi di controllo preposti, divengono, molto spesso, complici di disastri annunciati. Il contratto di fiume  è un concetto culturale eccezionale che vede coinvolti tutti, dalle amministrazioni, imprenditori, e cittadini, i quali  si danno delle regole per la salvaguardia e la manutenzione dei fiumi che possono diventare  strumenti economici di sviluppo basati sul concetto della  salubrità. Un terrirorio salubre  si riflette sulla qualità di tutta la filiera agroalimentare” – Il problema è di natura culturale- conclude Martini- la politica non può e  non deve scegliere uomini alla guida di istituzioni o enti economici pubblici che non abbiano il senso della responsabilità pubblica o il rispetto della cosa pubblica.
 
Sulle tracce del prof. Martini, il regista Tordiglione, incalza attraverso le considerazioni del grande letterato Francesco De Sanctis, sul concetto di "Istruzione e Educazione".  "Oggi la classe dirigente -afferma il regista- è completamente slegata dal territorio e dai problemi della gente. Chiedo alla politica quel senso di responsabilità nello scegliere persone responsabili alla guida di Enti o Istituzioni, non c’è meritocrazia e tantomeno sensibilità verso le condizioni di bisogno della società.
Non si possono scegliere uomini privi di quella  sensibilità sociale, privi di cultura, incapaci di dare risposte alle esigenze della comunità che rimane inerme, vincolata da scelte calate dall’alto. Il cinema in questo caso è una forma di letteratura visiva, di lettura sulle condizioni e aspettative di un territorio che implora competenze e giustizia".
Sulla questione dell’Acqua e i bacini da proteggere, il regista fa una riflessione e tira le orecchie all’Acquedotto pugliese: "Pur rispettando e condividendo il principio della solidarietà non si può accettare che la Puglia continui a sperperare l’Acqua d’Irpinia con le sue condotte colabrodo  e non vi ponga rimedio. Sono anni che questa regione continua così.  E inammissibile, inconcepibile ed ingiustificabile che una terra ricca di risorsa idrica, l’Irpinia,  debba elemosinare, durante   i periodi estivi, la propria Acqua alla stessa Puglia. E’ assurdo. Ecco perché la politica su questo tema, ed altri che evito di enunciare, debba dotarsi di leaders capaci di interpretare bisogni e sogni di una comunità.
 
IL colonnello Robert P. Ruffolo, capo della Sicurezza e Difesa dell’Ambasciata USA in Italia,  ha ribadito la necessità che il primo scopo dell’uomo e preservare la propria sopravvivenza su questo pianeta. “L’Acqua è il bene primario che ci consente di vivere, -spiega Ruffolo- è l’uomo deve maturare la consapevolezza che la natura, l’ambiente sono la sua ricchezza; danneggiarla, distruggerla è peggiore di una guerra. La natura stessa diviene arma di distruzione di massa. E’ obiettivo primario, -conclude il colonnello- preservare ed incrementare i bacini idrici di tutto il mondo.”
 
Il prefetto di Avellino, Carlo Sessa, ha assicurato la platea che per quanto attiene la sicurezza delle sorgenti e gli impianti di distribuzione idrica da eventuali attacchi terroristici,  è stato predisposto un monitoraggio continuo di controllo  di concerto con l’ente gestore e le forze dell’ordine.
 
Sotto lo sguardo attonito  ed imbarazzato, dell’attuale presidente in uscita dell’Acs, Lello De Stefano, in veste di invitato,  la Fondazione ha conferito   all’ex direttore generale dell’Alto Calore Servizi, l’ing. Eduardo Di Gennaro, promotore del film, uno speciale  riconoscimento  “Terracqua” dell’artista Giuseppe Rubicco, consegnato dal prefetto di Avellino, con la motivazione coniata dalla poetessa irpina Amalia Leo “Per aver avuto l’intuizione e la determinazione di voler far descrivere in una rappresentazione filmica di forte suggestione il cuore pulsante dell’Irpinia, Terracqua, da mostrare far conoscere e difendere”.
A levigare l’immagine,  consunta dalla cronaca, dell’attuale presidente dell’ente gestore Irpino in cerca  di salvagenti, il quale non ha voluto rilasciare commenti e dichiarazioni sul film, è stato il giornalista Coppola de “Il Mattino di Avellino", cognato del medesimo outsider AD.