Risse in carcere, il comunicato del sindacato

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Misure «anti-radicalizzazione» ,si intensificherà la formazione degli agenti di polizia penitenziaria, indicati dall’Isis come potenziali bersagli .

«Ancora sangue e violenza in un carcere della Campania, dove le violente intemperanze di una parte di detenuti sono ormai all’ordine del giorno». Queste le parole del comunicato ufficiale del Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria “Sappe”. «Ieri pomeriggio si è consumata una cruenta rissa tra detenuti ad Alta Sicurezza. I ristretti, sette, calabresi e siciliani, tutti con lunghe pene da scontare, favoriti dall’essere a regime penitenziario aperto si sono affrontati in una rissa senza esclusione di colpi. Forse il pretesto del furioso pestaggio tra i detenuti è tra i più futili, ossia l’incapacità di convivere – seppur tra le sbarre – con persone diverse. O forse le ragioni sono da ricercare in screzi di vita penitenziaria o in sgarbi avvenuti fuori dal carcere. Fatto sta che ieri i sette detenuti se le sono date di santa ragione, ma è certo che se non fosse stato per il tempestivo interno dei poliziotti penitenziari le conseguenze della rissa potevano essere peggiori». Il segretario regionale campano Emilio Fattorello si congratula con i suoi uomini per aver evitato il peggio, ma tiene a precisare la situazione drammatica che si vive nelle carceri e chiede aiuto alle istituzioni.