Una crisi alle porte o forse no

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Paradossi della politica italiana: la maggioranza litiga praticamente su tutto, il governo perde pezzi, un ministro si dimette, l’opposizione che fino a ieri sembrava divisa e litigiosa, improvvisamente si ritrova unita e pronta a riconoscere il suo leader (quello di sempre), i sondaggi la danno già vittoriosa; all’orizzonte sistagliano scadenze legislative impegnative su temi importanti come la libertà di informazione, la giustizia, la concorrenza economica, la lotta alla criminalità, il codice antimafia, i diritti dei figli di immigrati nati in Italia, norme rinviate per quattro anni e che ora non si capisce come potrebbero essere definite nelle poche settimane di lavoro parlamentare residue utili. Insomma, un clima da vigilia di una catastrofe epocale: un cambio di regime all’insegna del si salvi chi può. E invece, nulla di tutto questo: gli stessi commentatori che dipingono l’ultima spiaggia del governo sono unanimi nel chiarire che no, la crisi non è alle porte anzi, le dimissioni del ministro Costa sono né più né meno che l’inci sione diun fastidioso foruncoloin un organismo sano: e del resto fino alla vigilia nessuno ne conosceva l’esistenza. Si minaccia un esodo dalla maggioranza? No, assolutamente, anzi: è lo stesso Berlusconi a rinserrare le porte del suoaccampamento, unpo’perché deveanzituttogarantire quellichegli sono stati sempre fedeli,un po’perché non può ammettere tutti di nuovo alla sua corte come se nulla fosse successo. Dopo tutto, anche nella Bibbia il figliol prodigo erauno solo,mica unalegione. E le scadenze legislative, poi? Altrettanti trabocchetti per il governo? Non è proprio detto: nessuno ha voglia di affrettarei tempi, alcuneleggi vanno comunque approvate, si possono discutere i dettagli,gli emendamenti, maprima diprovocareun incidentedi gravità tale da aprire la crisi bisogna pensarciduevolte. Siamopronti?No, non ancora. Meglio aspettare, tanto allascadenza naturaledellalegislatura mancano pochimesi. Insomma,il governo sembra alla vicino al cataclisma, eppure la stabilità paradossalmente si rafforza. La gran confusione che c’è nel centrosinistra (soprattutto), ma anche nel centrodestra dove troppi sgomitano perentrate, potrebbefavorire una qualche sia pur precaria tregua politica,proprio perchétutti hanno bisognodi tempoper posizionarsi, per decidere dove andare e cosa fare. Si guarda al futuro con apprensione, e nessunoosa compiereil primopasso. Tanto più che a settembre andrà in scadenza la cambiale inutilmente finora rinviata delle regole per il voto. Il presidente del Senato Piero Grasso l’ha detto chiaramente, con l’autorevolez zache glideriva dalruolo chericopre di seconda carica dello Stato: “Sulla legge elettorale si giocherà la credibilitàdei partitidaqui alleelezioni…sono questioni che incidono sul principio costituzionale della rappresentanza e della sovranità popolare, e che vanno affrontatecon grandeserietà,responsabilità e la più ampia condivisione”. Il Capo dello Stato lo ripeterà fra pochi giorni;e perconcordare lenecessarie modifichealla leggeelettoraleoccorre ristabilire un clima disteso fra i partiti. Aggiungiamopoi chelacongiuntura economica mostra segnali positivi, il Pilcresce piùdel previsto,il futurosi coloradi rosa,ed eccocheil governoe il presidente delConsiglio hanno gioco facile a predicare stabilità, continuità, distensione. Intendiamoci: il generale agosto avanza a grandi passi e quindi per un paio di mesi non succederà niente;ma subito dopola guerra di posizione riprenderà, e con essa le fibrillazioni neglischieramenti politici, soprattutto nell’area di centrosinistra, doveforti sonolepressioni degliscissionisti di articolo 21 (soprattutto Bersani eD’Alema) su Pisapiaper indurlo a interrompere ogni confronto con il Pddi Renzi.L’ex sindacodi Milanosi rende ben contoche ciò significherebbe prepararsi ad una sconfitta epocale, a vantaggiodi Berlusconi odei grillini, maha qualche difficoltàa mettere ordinein unesercitoche finoraconta più colonnelli che truppe, e dove i colonnelli hanno strategie divergenti.

di Guido Bossa (edito dal Quotidiano del Sud)