Quel tre settembre ‘82 

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D’un tratto fu buio. La voce tremante di Pippo Baudo annunciava per microfono la morte di Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro. A Palermo, in via Carini. Il gelo attraversò lo stadio “Pini” di Viareggio, il concerto con Franco Califano si tacque. Si udirono urla di sgomento e di paura. Poi, in pochi attimi, in un terrificante scenario, lo stadio si svuotò. Era il 3 settembre del 1982. A Viareggio, dove ero stato inviato per raccontare la Festa dell’Amicizia della Dc, la kermesse era appena iniziata con l’intervento di apertura di Flaminio Piccoli e solo poche ore dopo indossò gli abiti a lutto. Oggi, trentacinque anni dopo quell’infame agguato, mi tornano in mente le parole che solo qualche mese prima mi aveva detto il generale-prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, in occasione dell’ennesimo omicidio mafioso, in quel 1982 che segnò la più cruenta guerra di mafia dal dopoguerra.

Ancora giovane e nell’animo la consapevolezza della straordinarietà del mio interlocutore, incontrai il prefetto nel palazzo di giustizia di Palermo. Fu nell’ascensore, dove la scorta mi concesse di salire con il generale, che, forse con ingenuità, mi rivolsi a lui, chiedendogli: “Generale come si sconfigge la mafia?”. Senza esitare, accennando un sorriso garbato, nascosto dietro quei suoi folti baffi, mi rispose: “Caro giovanotto, si comincia dai banchi della scuola”. Aveva visto giusto se è vero come è vero che, nonostante le inchieste giudiziarie sui grandi delitti di mafia abbiano avuto esiti modesti, la coscienza civile ha fatto enormi passi in avanti, grazie anche ai giudici Falcone e Borsellino e ai loro uomini di scorta. Le navi della legalità che ogni anno con a bordo migliaia di giovani attraccano a Palermo “per non dimenticare”, il grande commovente murale con i giudici uccisi dalla mafia appena consegnato ai palermitani e al mondo, sono testimonianza di un reale cambiamento che ha preso avvio proprio dai banchi delle scuole e dai tanti studenti che oggi gridano: “La mafia non ci fa paura”. E ciò lo si deve anche al profetico pensiero di Dalla Chiesa.

di Gianni Festa edito dal Quotidiano del Sud