I giovani e la lezione di La Pira 

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Il ricordo di Giorgio La Pira, nel quarantesimo della sua morte, si è caricato di un significato di pregnante attualità per vari aspetti di cui, sommessamente, cercherò di delinearne i contenuti più salienti e le prospettive più convincenti. Di altissimo profilo culturale, politico e pastorale sono stati i contributi di Francesco Barra, di Gerardo Bianco e di Mons. Arturo Aiello, Vescovo di Avellino: la straordinaria figura di La Pira è stata onorata dalla competenza e dalla significativa statura dei tre relatori.

L’aspetto più immediato percepito, tra l’altro, dall’intera platea dei partecipanti al convegno, è stato la coincidenza dell’evento con un momento di drammatica sofferenza del tessuto comunitario cittadino, a fronte di orribili fatti di cronaca, riportati da tutti i canali di informazione. Quando all’interno di una comunità sgomentata e tormentata da ricorrenti interrogativi sul che fare per arginare una decadenza dilagante, la figura e l’azione di Giorgio La Pira diventano un faro che illumina il tunnel buio del momento attuale e si rivela come una risposta efficace ai tanti genitori, preoccupati della sorte dei propri figli.

La centralità del valore persona, pilastro fondamentale del pensiero e dell’azione politica di La Pira, si configura non solo come un approdo antropologico e spirituale sicuro, ma come l’urgente inizio di un percorso di partecipazione attiva e responsabile, da cristiani consapevoli che da troppo tempo hanno proclamato la loro connotazione religiosa, stando alla finestra a guardare il travaglio umano, sociale e spirituale dei piccoli di cui chiaramente parla il Vangelo. Cristiano di altissima spiritualità, assertore convinto che la politica è la più alta espressione di carità, con le opere concrete come sindaco di Firenze, La Pira, già presidente delle ACLI di Firenze, costituisce un esempio di amministratore, illuminato e cristiano, di costruttore di una città con un’anima percepibile e non come un mero agglomerato edilizio.

Per gli avellinesi che hanno avuto la ricostruzione di gran parte della città, attualmente attanagliati dall’angoscia di un futuro triste per le generazioni attuali e future, evidentemente non è servito a nulla vivere in abitazioni nuove con un’anima opacizzata dalla «drammaticità del presente» come ha sottolineato il Vescovo Aiello. La Pira, ha sottolineato Gerardo Bianco, è stato anche un anticipatore della questione ecologica, sulla base di una sua originale visione dei beni del creato, da tutelare con l’educazione ecologica e con provvedimenti legislativi efficaci come la legge Galasso.

Numerosi gli interventi dei presenti tra cui quello di chi scrive che – come segretario generale della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali di Avellino – ha riproposto la esigenza di una Scuola di formazione per l’impegno sociale e politico, intitolata proprio a Giorgio La Pira, rivolta ai giovani disponibili ad alimentarsi alla fonte sorgiva della dottrina sociale della Chiesa, per riproporsi come futura generazione di politici, capaci e responsabili per la costruzione del bene comune. È questa una preziosa indicazione progettuale, da più parti sollecitata ed apprezzata, che troverà certamente nell’ormai provvidenziale e unanimemente apprezzato profilo pastorale del Vescovo Aiello, il necessario sostegno per costruire immediatamente piste di futuro e di speranza per i nostri giovani – non più costretti a fuggire dalla propria terra – mettendo in cantiere «il prezioso deposito di valori e di principi» dal quale bisogna partire, come ha sottolineato lo stesso Monsignor Aiello. In tal senso è auspicabile che il convegno, organizzato dalla fondazione “Fiorentino Sullo”, di cui è presidente Gianfranco Rotondi, abbia avuto un respiro culturale, politico e progettuale più ampio di quello sperato.

di Gerardo Salvatore edito dal Quotidiano del Sud