Truffa ai danni di un’anziana a Montoro, 50enne denunciato

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I carabinieri all'esterno del club Fiore di Giffoni a Campigliano, frazione di Giffoni Valle Piana (Salerno), dove è avvenuto l'omicidio-suicidio, 01 febbraio 2015. ANSA/ FRANCESCA BLASI

Credeva di potersi recare nella tranquilla provincia irpina per mettere a
segno una truffa ai danni di un’anziana signora e garantirsi così in modo
impunito illeciti profitti, ma non avevano fatto i conti con la macchina
investigativa che il Comando Provinciale Carabinieri di Avellino
quotidianamente dispiega sul territorio nel perseguimento di quell’obiettivo
primario rappresentato dalla sicurezza e rispetto della legalità.

I Carabinieri della Compagnia di Baiano hanno deferito in stato di libertà
alla competente Autorità Giudiziaria un pregiudicato di Napoli ritenuto
responsabile di truffa.

I fatti si sono verificati in Montoro alla fine dello scorso mese di
ottobre: a cadere nella trappola, una 85enne la quale era stata circuita
dall’uomo che, con modi garbati, presentatosi come amico del figlio,
riusciva a farsi consegnare la somma in contanti di 5mila euro.

L’attività investigativa avviata nell’immediatezza dai Carabinieri della
Stazione di Montoro Inferiore permetteva, attraverso un’attività di ricerca
ed incrocio di dati ed immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza
nonché l’analisi del “modus operandi” e delle varie testimonianze raccolte,
l’identificazione del malfattore nel 50enne di Secondigliano, già gravato da
precedenti per analoga fattispecie di reato.

Scattava dunque a suo carico la denuncia in stato di libertà alla Procura
della Repubblica di Avellino, diretta dal Procuratore Dott. Rosario
Cantelmo.

Sono tuttora in corso accertamenti da parte dei Carabinieri finalizzati sia
a risalire all’identità di eventuali complici sia ad appurate eventuali
ulteriori responsabilità del soggetto in analoghi fatti reato.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino ricorda ancora una volta
i consigli riportati con l’iniziativa “DIFENDITI DALLE TRUFFE”,
principalmente rivolta agli anziani potenziali vittime di truffa, ma anche a
tutti gli operatori pubblici e privati, reti parentali o amicali che,
venendo a contatto con persone anziane a vario titolo, possono assumere un
ruolo nella prevenzione e nella tutela nei confronti di questa categoria di
persone. È importante saper riconoscere le situazioni più a rischio,
conoscere gli elementi che possono far pensare che sia in atto un tentativo
di truffa e, di conseguenza, i comportamenti da assumere. Spesso è la
condizione di solitudine della persona che favorisce i truffatori: le
persone anziane con pochi amici e scarse relazioni sociali, con minore
prontezza di riflessi o minor conoscenza dei fenomeni di truffa possono
essere ingannate con maggiore facilità.

Prestare attenzione se qualcuno telefona o si presenta a casa, chiedendo del
denaro o oggetti preziosi per pagare debiti o acquisti di merce, con la
scusa che lo ha mandato un parente: in tal caso rinviare l’appuntamento o
chiedere al familiare interessato di partecipare al successivo incontro,
segnalando immediatamente ogni situazione sospetta al “112” o al più vicino
Comando.