Massimiliano Taccone: “Necessario fare un passo indietro”

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Il dimissionario dg dell’Avellino Massimiliano Taccone è intervenuto in diretta a ‘Lupi in Gol’ Su Avellino Tv per parlare della sua scelta. “Sono stati 9 anni intensi che mi hanno formato sotto il profilo sportivo e umano, mi hanno rafforzato tanto come persona, ma era arrivato il momento di fare delle scelte. Le contestazioni? Esistono da anni e sono secondarie, il motivo principale è sportivo: quando ricopri una carica così importante come il dg era necessario assumersi delle responsabilità. Si era investito di più e i progetti erano altri, i risultati non ci stanno dando ragione e spero che questa mia decisione possa cambiare qualcosa e far scattare qualcosa nei ragazzi. La società si è presto le sue responsabilità, il mister anche, ora è la volta dei calciatori. In 8 partite abbiamo fatto una sola vittoria, un’involuzione che non so spiegarmi, devo assumermi delle responsabilità e non stare fermo e farmi solo chiamare direttore. Siccome ho una mia dignità era necessario fare un passo indietro.

Per i fatti di Catanzaro sono tranquillo perché ho visto gli atti e non c’è mai il nome di Taccone o del ds De Vito. Un atto dovuto viste le intercettazioni e il procedimento penale in corso, ho letto gli atti e non c’è assolutamente nulla di preoccupante per noi. Se mi sono dimesso vuol dire che ammetto anche degli errori, per me la dignità viene prima di tutto e nessuno mi ha prescritto di fare il direttore generale, ora posso tornare alle mie attività come prima. Abbiamo solo 3 punti in più della scorsa stagione quindi neanche quest’anno stiamo facendo bene”.

Sui nuovi sviluppi societari: “Non mi sono mai occupato di queste cose, poi è chiaro che avendo costruito un passo fuori dal campo con Gubitosa, mi sono fatto portavoce di un suo ritorno, ma ora che resto solo socio non mi occuperò più di Avellino calcio. Michele Gubitosa voleva che restassi al mio posto se avesse preso l’Avellino ma ormai il mio ciclo era finito. Indipendentemente da eventuali sviluppi futuri, semmai ci saranno. Il futuro di mio padre lo deciderà lui, non sono io a dover parlare delle sue scelte e non voglio entrarci. Ferullo? L’ho incontrato un paio di volte, mi sembra una bravissima persona, nel calcio tutto è relativo, dipenderà da cosa si vorrà fare ma preferisco non entrare in un discorso per me chiuso”.

Su Novellino: “C’è massima fiducia in lui. Io sono contrario alle interviste post gara, rispetto il lavoro dei giornalisti ma spesso un allenatore con rabbia può dire cose che non si pensano e così secondo me è anche quando ha detto che qualcuno non lo segue. Ma ha tutta l’esperienza di poter riunire il gruppo attorno a sé”.