A Napoli protesta delle imprese funebri

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Alcune tombe del cimitero monumentale di Poggioreale. La Squadra Mobile della Questura di Napoli di Napoli ha notificato un'ordinanza cautelare nei confronti di 45 persone tra dipendenti cimiteriali, medici legali, titolari e dipendenti d'imprese funebri, accusate di essere coinvolte nel cosiddetto racket delle pompe funebri. Napoli, 09 luglio 2012. ANSA/CESARE ABBATE

“Celebreremo a Napoli i funerali delle piccole e medie imprese delle onoranze funebri campane dando vita ad un corteo ‘silente’, come è nel nostro stile di lavoro. La speranza è che Palazzo Santa Lucia possa ascoltarci e rivedere i recenti atti deliberativi della giunta regionale che, ignorando anche le direttive dell’Antitrust, decretano di fatto la morte di circa 700 imprese del settore, lasciando in vita solo le ‘grandi’ e favorendo una sorta di monopolio. Noi siamo contro i monopoli sia perché limitano la libertà di impresa sia perché potrebbero far gola alla camorra”.
E’ quanto rende noto il Comitato spontaneo delle imprese funebri campane, riunitesi a Benevento dove hanno deciso di presentare ricorso al Tar.
Alla base del ricorso viene contestata l’imposizione della giunta regionale “che ogni impresa di onoranze funebri per operare deve avere in organico un numero minimo di 4 dipendenti e un direttore tecnico”. Il 28 dicembre in programma una ‘marcia’ da Benevento a Napoli.