Taccone: “Ferullo non è più socio. Gli ho chiesto scusa”

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Il presidente Walter Taccone si è concentrato soprattutto sull’addio forzato ad Angelo Ferullo, riservando una stoccata alla tifoseria biancoverde: “Non è stata una bella giornata. Essere costretto a eliminare una persona venuta per dare una mano all’Avellino, con entusiasmo, che non ha battuto ciglio nel ricedermi le quote e a non togliere alla società le sponsorizzazioni portate, soltanto perché a qualcuno non andava a genio. Non è stata una bella giornata per me e per la città di Avellino. Dal notaio eravamo io, Ferullo e il revisore dei conti. Gli ho chiesto scusa, perché le persone non si giudicano sui giornali, ma osservando i fatti. Con me Ferullo sta facendo operazioni imprenditoriali fuori da Avellino, lo vedrete bazzicare in città per altri motivi. Lui e il suo gruppo estero stanno dandomi una mano, a marzo presenteremo i primi risultati dell’operazione messa in piedi. Il signor Ferullo da oggi non è più socio dell’Avellino, lo dico e lo confermo, in barba a quello che possono dire i cretini, che sicuramente parleranno di manfrine e di cessioni fittizie. La città di Avellino ha perso la possibilità di crescere da un punto di vista economico e di risultati. Ferullo è stato oggetto di minacce velate e non velate, chi si è comportato in questo modo deve vergognarsi“.

Sul futuro societario e Michele Gubitosa: “Concentriamoci per mantenere la categoria. L’idea è di farci affiancare da persone che possono darci una mano dal punto di vista sportivo ed economico. Abbiamo delle offerte concrete, chi volesse farsi avanti sono pronto a discutere. Non voglio lasciare il 100% dell’Avellino, perché non voglio lasciare ad altri i miei sacrifici economici. La proposta di Gubitosa non era seria. Le proposte serie si fanno in altri modi, la proposta di Gubitosa non è mai arrivata in sede. Con lui ci siamo incontrati, mi disse che avrebbe voluto prendere la società con altra gente, senza dirmi chi fossero i soggetti indicati. Poi mi disse che avrebbe voluto il 100% della società, gli risposi di essere a disposizione per la cessione del 90%. Non di più. Mi ha telefonato dopo un po’ e mi ha detto di essere d’accordo con l’acquistare il 90%. Poi di colpo rivoleva il 100%. E’ stato incoerente. Io faccio sempre quello che dico, non torno mai indietro sui miei passi”.