Alto Calore, attuate le modiche della riforma Madia. 2016 in rosso di oltre 1 milione

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Si è svolta l’assemblea di chiusura 2017 fra i soci dell’Alto Calore Servizi, con i soliti e infiniti scontri fra le parti.

Fra le urgenze che hanno caratterizzato quest’anno drammatico, mai un’estate così drammatica dal punto di vista della crisi idrica, il punto centrale della società resta l’adeguamento della struttura ai sensi delle nuove direttive imposte dalla riforma Madia. Modifiche ritenute indispensabili per la sopravvivenza della società e per la sua competività, ha spiegato De Stefano.

Il Bilancio del 2016 si chiude con un passivo complessivo di 126,944 milioni di euro, cifra che sottolinea l’eterna crisi dell’ente.