2018: l’anno del ritorno alle urne 

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Accantonato il 2017 con i suoi problemi l’anno che è appena cominciato propone per l’Irpinia, tra gli appuntamenti più interessanti, il richiamo alle urne il prossimo 4 marzo per il rinnovo della deputazione provinciale per il Parlamento nazionale e quello della elezione diretta del sindaco e del Consiglio comunale in alcuni comuni della provincia, tra cui il capoluogo. Nel primo caso la vigilia è già all’insegna dello scontro tra partiti e i probabili candidati. Nel Pd, in particolare, mentre s’infittisce il giallo sul congresso provinciale (si farà o no?) la polemica si sposta sui nomi degli aspiranti. Soffia un vento forte di trasformismo che fa ritenere il Pd in difficoltà dovendo rinunciare probabilmente a ben due posizioni, per effetto delle scelte maturate da Scelta Civica e l’Udc (oggi Popolari di Lorenzin). Quale sarà la reazione degli iscritti che per effetto della coalizione allargata dovranno rinunciare a due propri rappresentanti per far posto agli ultimi arrivati? Il tempo delle decisioni è ormai prossimo e dalle scelte si potrà capire anche l’atteggiamento degli elettori. Ciò vale anche per il centrodestra che, sia pure meno rissoso, sembra avere idee più chiare. Interessante sarà anche il voto per il rinnovamento al Comune di Avellino. E’ evidente che la partita si aprirà subito dopo il voto politico, ma dalle prime indiscrezioni sarà una competizione tra un fiorire di liste civiche personalizzate e la presenza minore delle liste di partito. I nomi? Tanti e sussurrati, ma di certo l’auspicio è che la scelta sia meditata e non imposta come nel passato. Il resto, si vedrà.

di Gianni Festa edito dal Quotidiano del Sud