Le elezioni e il valore dei sondaggi 

0
346

Paradossalmente, ma non tanto, si può ritenere che i partiti di oggi non abbiano messo in soffitta l’ideologia, ma l’abbiano sostituita con i sondaggi, che sono la vera spinta della loro azione politica. Interpretano la volontà degli elettorati ai quali si rivolgono facendo propri e, spesso, enfatizzandoli, i loro desideri, le loro paure, le richieste, gli egoismi e l’ostilità verso i più fortunati e verso coloro che pensano vengano a rubargli il lavoro e a portare insicurezza.
Cavalcano l’onda, talvolta addirittura prevenendo i cittadini più sprovveduti, spesso descrivendo una realtà che, spesso, è più percepita che reale. Non parlano mai il linguaggio della verità, nascondendo i dati a loro sfavorevoli, ingrandendoli o addirittura inventando fatti o prefigurando scenari disfattistici, titillano i loro bisogni e accrescono le loro paure. Di conseguenza fanno promesse le più seducenti, che sanno irrealizzabili, abilmente rivolte a carpire la loro buona fede, la loro scarsa conoscenza della economia e la disinformazione che loro stessi fanno, direttamente o attraverso i media che controllano. Parlano sempre alla pancia e mai alla mente: le cose negative sono sempre colpa degli avversari, loro sono gli onesti e quelli che lavorano, disinteressatamente, per il bene comune, nella consapevolezza che gli italiani siano di mente corta. Molti ci cascano, altri si comportano con indifferenza, altri votano per abitudine, altri perché hanno o conoscono un amico candidato, alcuni per voto di scambio; molti si allontanano dalla politica, non pochi si incazzano, tantissimi si astengono, contribuendo così a far andare le cose come vanno. Utile come esempio è l’immigrazione, argomento principale di questa squallida campagna elettorale e del modo con il quale viene affrontata e narrata. Gli ultimi fatti di Macerata, la difesa della razza bianca secondo il candidato della Lega alla Regione Lombardia, Fontana, le continue espressioni razziste di un cinico Salvini, nei fatti fomentatore di odio, le espressioni volgari e delinquenziali contro la Boldrini sul Web, sono la conferma di un clima di caccia alle streghe, che viene alimentato da quei politici che dovrebbero, invece, invitare alla calma ed alla riflessione e che dovrebbero dire come stanno veramente le cose e cosa si possa e si debba fare e, invece, trattano gli elettori come dei veri imbecilli, tanto da far dire al penta stellato Di Battista che gli italiani gli sembrano diventati dei veri “rincoglioniti” In più non hanno alcuna remora di promettere quelle cose che non hanno mai realizzato in passato quando hanno gestito il potere. Continuano imperterriti e dire “fesserie”. Ed è questa deriva il primo vero discrimine con la politica della prima Repubblica, forse perché allora non c’erano i sondaggi e i politici, anche quelli più spregiudicati (alla Andreotti, tanto per intenderci) erano di tutt’altra pasta ed avevano molto di più il senso dello Stato. Fiorentino Sullo amava ripetere che le folle, prima di essere guidate, devono essere orientate e la funzione del politico deve essere quella di elaborare progetti, obbiettivi da raggiungere; fornire soluzioni ai problemi, indicare metodi e percorsi. Invece, oggi, è tutta un’altra storia! Rimaniamo sull’immigrazione sul come viene raccontata e alcune soluzioni proposte. Senza entrare nel merito del fenomeno, (che è epocale, irreversibile e di difficile soluzione senza il coinvolgimento dell’Europa, sul quale si è scritto tantissimo ed ognuno si è fatta un’idea), le promesse e le analisi dei politici di opposizione sono le più cinicamente irresponsabili e irrealizzabili e, nei fatti, fomentano un clima di odio e divisioni, soprattutto nelle periferie e nei ceti più popolari, in un’Italia che di problemi ne ha già tantissimi. Salvini (fino ad ieri razzista anche contro i “terroni meridionali”) spara cannonate: “Bisogna chiudere tutte le Moschee … l’Islam è incompatibile con la nostra Costituzione …prima gli italiani … via dall’Italia i clandestini … via dalle nostre città gli immigrati perché rubano, delinquono, stuprano…“ e via di questo passo. Per il ministro Calenda., e non solo, è un cialtrone. Il redivivo Berlusconi, (pregiudicato per truffa contro lo Stato, per legge non candidabile e che non può nemmeno votare!), per non essere di meno del suo sodale Salvini temendo di perdere voti a destra, rincara la dose: “Quando andremo al Governo espelleremo dall’Italia 600.000 clandestini”. Come, quando, dove? E perché non lo ha fatto quando è stato (lungamente) al governo e oltra alla Bossi/Fini ha regolarizzato circa un milione di stranieri? Palesemente è una colossale fesseria! A Napoli si direbbe: “All’anima d’a palla!”.

di Nino Lanzetta edito dal Quotidiano del Sud