Ex Almec, De Mita: “Non sono un sindacalista, ma trovo auspicabile una mediazione”

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Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 16-10-2012 Roma Politica Camera - presentazione del libro l'Italia non è finita di Ciriaco De Mita Nella foto: Ciriaco De Mita Photo Mauro Scrobogna /LaPresse 16-10-2012 Rome Politics Chamber of Depties - Ciriaco De Mita debutig his book Italian history is not ending In the picture: Ciriaco De Mita

NUSCO – Dopo l’incontro tra il sindaco del Comune di Nusco Ciriaco De Mita
avvenuto l’altro la Cgil non è convinta della mediazione tra lavoratori e
azienda Sirpress avanzata dal primo cittadino. Intanto continuano i sit-in
davanti alla fabbrica ex Almec da parte dei lavoratori che dal 2011 non
hanno lavoro. Infatti, De Mita aveva detto: “Io non sono sindacalista però
consiglierei di trovare se c’è una mediazione”. I sindacati non credono sia
la giusta strada per permettere la salvaguardia del lavoro degli operai ex
Almec. Anche perché attualmente l’azienda vuole assumere ex novo altri
operai e ne vuole reintegrare solo 15, lasciando tutti gli altri fuori
dalla fabbrica. Sono 40 gli operai da ricollocare che la Sirpress, deve
ricollocare o la polemica non si fermerà. Al fianco dei lavoratori, il
segretario della Fiom-Cgil Sergio Scarpa, che risponde all’appello di
mediazione di De Mita. “Noi abbiamo chiesto con forza a De Mita – afferma
Scarpa – di scendere in campo, per il semplice motivo che è stato uno dei
fautori a portare qui questi imprenditori in questa provincia, per
salvaguardare quei livelli occupazionali. Oggi che l’azienda ha i
presupposti per ricollocare 40 lavoratori, dice che i lavoratori dell’Almec
non sono più idonei, questa è un’assurdità. Noi abbiamo chiesto con forza
che si apra una discussione con l’azienda, ci sono tutti i presupposti per
ricollocare quei lavoratori”. L’importanza di salvaguardare il lavoro di
questi operai resta il punto fermo della Cgil che ha ammesso più volte di
non “fare una guerra tra poveri”, tra i lavoratori vecchi e nuovi. Scarpa
pone poi l’accento sulla gestione aziendale che oggi dice che non può
reintegrare quei 40 lavoratori, ma poi cerca altre assunzioni per gli
sgravi fiscali che vengono assegnati per le aziende che assumono.