Castellarte, l’associazione accusa il Comune

Il festival non si farà. Di Nardo: Comune assente, nessun intervento per riqualificare il borgo

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“Il borgo di Capocastello è ormai abbandonato all’incuria. Basta avventurarsi tra i vicoli per rendersene conto. Uno stato di degrado che è la causa dell’impossibilità di garantire la sicurezza dell’area. Se Castellarte non si farà quest’anno è per la mancanza di lungimiranza dell’amministrazione”. Lo sottolinea Maria Pia Di Nardo, ideatrice del festival di arte di strada, nel corso della conferenza stampa, promossa dall’associazione Castellarte nel salone della chiesa dell’Annunziata per chiarire le ragioni dello stop alla XXV edizione. “Questa storia – chiarisce – ha radici profonde. L’amministrazione ha dimostrato di non aver recepito in nessun modo il nostro appello alle buone pratiche per rendere vivibile il borgo. Mercogliano era il fiore all’occhiello dell’Irpinia, oggi è evidente che non è solo il borgo di Capocastello a versare in uno stato di abbandono ma tutto il paese”. Ricorda i sacrifici compiuti in questi anni dai volontari dell’associazione “per fare sì che Capocastello diventasse il cuore della rinascita dell’Irpinia, trasformando il borgo in un gioiello capace di richiamare turisti. Eravamo noi a preoccuparci di ripulire e risistemare gli spazi, sempre a nostre spese. Oggi il mulino che ospitava gli spettacoli teatrali è allagato, l’antiquarium della chiesa della Concezione cade a pezzi. Ma non ci arrendiamo. Per troppi anni non abbiamo voluto vedere, il Comune non ha mai convocato un incontro per definire una progettualità legata al rilancio del borgo. Ma noi non ci arrendiamo, andiamo avanti e nei consigli comunali Castellarte sarà uno dei temi del confronto. Quella che manca è, oggi più che mai, una politica culturale che faccia rivivere la città”. E’ Francesco Dello Russo, presidente dell’associazione, a ricostruire le tappe che hanno condotto alla pausa forzata: “Dal 2014 il festival è sottoposto al vaglio della commissione comunale di vigilanza imposta dal Comune. Sin da allora l’associazione ha rispettato una serie di norme rigorose raramente imposte ad un festival di strada. Nel giugno del 2017 il decreto Gabrielli ha aggiunto semplicemente prescrizioni legate alla capienza, ai soggetti circolanti, al controllo dei varchi e sorveglianza, sia sui punti di ristoro che spettacolo. Prescrizioni che abbiamo sempre rispettato. I problemi riguardano, invece, la sicurezza dei luoghi che ospitano l’evento e che rendono sempre più difficile la vita quotidiana degli abitanti del borgo. La commissione di vigilanza aveva evidenziato la presenza di case pericolanti, strade sdrucciolevoli, valloni senza pavimentazione, sentieri senza protezione. Lo scorso anno, solo l’ultimo giorno, siamo riusciti ad ottenere l’autorizzazione. Ma dopo la fine della rassegna il borgo è tornato nel dimenticatoio. Ci saremmo aspettati che il Comune e l’ufficio tecnico provvedessero a mettere in sicurezza le emergenze segnalate dalla Commissione e temporaneamente messe in sicurezza dall’associazione. A febbraio 2018 l’associazione ha inviato al Comune una richiesta di incontro. Di fronte al silenzio dell’ente abbiamo rivolto all’amministrazione un nuovo sollecito. Solo allora l’assessore Di Nardo ha convocato l’associazione presso la sala consiliare ma, in mancanza, di una relazione sullo stato dei luoghi, la riunione è stata aggiornata al 24 aprile. Quello che chiedevamo era un impegno concreto per la messa in sicurezza del borgo. Il 24 aprile, ancora una volta in assenza del sindaco, primo responsabile della sicurezza del paese ci siamo rivisti alla presenza di un componente della giunta ma la riunione si è conclusa con un nulla di fatto”. E sul tentativo in extremis di salvare il festival del sindaco Carullo, chiamato in causa dalla minoranza nell’ultimo consiglio comunale “Il primo cittadino – spiega – ha estratto in modo strumentale dal cilindro dell’estate mercoglianese diecimila euro da devolvere all’associazione. Una chiara provocazione, poiché Carullo sa bene che il festival si organizza almeno otto mesi prima della data prescelta e con una cifra maggiore di dieci volte dell’obolo offerto. Di qui la controproposta di utilizzare questa somma per mettere in sicurezza il borgo e salvaguardare la vita quotidiana dei cittadini”. Amareggiato anche l’artista Vinyl Giampy, da sempre ospite della rassegna “Mi piange il cuore. Ho sempre amato la bellezza del borgo ma anche il calore e l’accoglienza della sua gente. Un’amarezza sottolineata anche dal direttore artistico Anna Di Nardo. Presenti in sala anche Maddalena Poerio e Filomena Argenziano dell’opposizione, che spiega: “E’ una sconfitta per la città. Non è solo una rassegna che scompare ma è il borgo che deve essere riqualificato. Siamo convinti che la richiesta di aiuto lanciata dalle associazioni sia importante, una richiesta a cui il Comune non ha risposto quando ne va della sicurezza dell’intera comunità”