Fate presto 

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Eora che cosa accadrà? Il Capo dello Stato, forte delle prerogative che gli assegna la Costituzione, non si è lasciato intimorire, rinviando al mittente (Lega-M5s) le accuse di imparzialità a lui rivolte. Non sono state sufficienti le dichiarazioni di Paolo Savona (più morbido verso l’Europa) per far cambiare idea all’inquilino dell’alto Colle. Lo scontro istituzionale, inedito, e mai così aspro, nella storia repubblicana, apre le porte ad uno scenario inquietante, mentre la crisi di credibilità del Paese crea grande allarme soprattutto nel mondo economico. Non a caso Mattarella a conclusione del colloquio con il premier incaricato Giuseppe Conte ha inteso ribadire che: “E’ mio dovere, nello svolgere il compito di nomina dei ministri che mi affida la Costituzione, essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani”. Non solo. Ha difeso l’Italia dagli attacchi della stampa estera, ribadendo il ruolo fondativo del Paese nella costruzione europea.

Sono queste le ore di grande polemica, dell’uso di parole grosse, di insulti e provocazioni, ma anche di solidarietà per il Quirinale. La prospettiva del voto anticipato rimette in gara gli sconfitti di ieri e assegna ai vincitori il ruolo di attacco per mantenere le posizioni del 4 marzo. Tenta di ricompattarsi il centrosinistra, mentre si riapre lo spazio di riflessione nella Sinistra che sembrava seppellita. Le decisioni di Mattarella che stamane saranno rese note (con il probabile incarico a Cottarelli per la guida di un governo fino alle prossime elezioni) è un’ulteriore tappa di una crisi senza precedenti. Ora è urgente fare presto.

di Gianni Festa edito dal Quotidiano del Sud