De Luca contro De Magistris, è ancora polemica

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Il presidente della Campania Vincenzo De Luca alla riapertura, dopo sette anni, del Pronto soccorso del Cto a Napoli, 23 aprile 2018 ANSA / CIRO FUSCO

Dissensi con de Magistris? «Non lo so, a me non risulta, dovrebbero spiegarmelo ». A parlare è il governatore Vincenzo De Luca intervistato dal direttore di Panorama, Raffaele Leone. Sollecitato da Leone sui motivi di dissenso con il sindaco di Napoli, De Luca ha spiegato che occorre fare una «operazione verità». «Esponenti dell’Amministrazione comunale assumono atteggiamenti di vittimismo gratuiti e immotivati – ha detto – Tutto quello che si muove a Napoli, si muove grazie alla Regione Campania. Per il resto è deserto».

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, sul caso dell’Anm, partecipata del Comune di Napoli, ha dichiarato che:«se non ci fossero i soldi della Regione, 60 milioni di euro, avrebbe già chiuso». E ancora: gli abbonamenti gratis ai mezzi pubblici per gli studenti e per i pensionati, il trasporto scolastico ai disabili, le opere pubbliche, con la riapertura dei cantieri, investimenti per «20 milioni per il cantiere di via Marina e i fondi per il teatro di San Carlo». «Na – poli – ha aggiunto – è una grande capitale che, grazie a Dio, si salva da sola». «La verità dei numeri ci dice che il Comune di Napoli è il più grande disastro amministrativo d’Italia, è l’unica grande città in cui i Revisori dei conti hanno bocciato il bilancio», ha aggiunto. Non ha risparmiato una stoccata ai centri sociali, che più volte lo hanno contestato. «La democrazia è fatta di conflit – to, confronto ma il conflitto se diventa intimidazio – ne e aggressione è altro, questa è la linea di demar – cazione che deve essere chiara, ma qui non lo è». Renzi ha distrutto il Pd? «Credo che si debba essere meno tranchant e più generosi. Renzi è stato novità della politica italiana – ha affermato. «Oggi siamo costretti a una competizione globale spietata e siamo un Paese totalmente ingessato». «Serviva in Italia un cambio radicale – ha aggiunto – Renzi ha perso le sue sfide per tante ragioni, con la sburocratizzazione per esempio». «Per la scuola, sono stati investiti 3 miliardi di euro e passeremo alla storia per una vocazione al suicidio che ha visto mettersi contro anche gli stabilizzati». «Punto ancora sul Pd a condizione che si svegli ed esca dal letargo». «C’è una parola usata quasi mai dalla classe dirigente ed è sicurezza – ha affermato – siamo ancora alle prese con una sinistra radical chic». «Ci sono realtà in cui io ho paura e sono abbastanza “carogna” – ha concluso – si deve capire che la sicurezza è un bene primario ». Alla domanda su cosa farà terminata l’esperienza da governatore risponde: «Mi accontenterei di stare in buona salute». E conclude: «Non verranno cose efficaci da questo Governo, ma la prova è demandata ai fatti. Dopo 10 anni di insulti, aggressioni verbali e fisiche, trascorsi a calpestare la dignità degli interlocutori – dovreste dire pur qualcosa, se continuare a involgarire la vita del Paese o cominciare a trovare un terreno comune di rispetto reciproco». «E poi perché un contratto? Si fa un programma di Governo – ha concluso – Il contratto si fa quando vai nella Piana del Sele e contratti le vacche».

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