Preziosi: “Il nostro progetto per cambiare Avellino”

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Questa mattina Dino Preziosi, candidato sindaco al primo turno con la lista civica La svolta inizia da te, ha illustrato i punti programmatici già inviati al sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi. «Si tratta per lo più di proposte che rientravano nel mio programma elettorale – ha spiegato -, ma con una maggiore attenzione a questioni legate all’urbanistica. Auspico di potermi confrontare con Ciampi per definire un programma condiviso per il bene della città. Diversamente, valuterò di volta in volta quali provvedimenti approvare in aula».

“Il nostro impegno – spiega Preziosi – si basa sulla volontà concreta e attiva per il rinnovo della città di Avellino. Una città che possa di nuovo sorridere, essere fiera e orgogliosa di se stessa, con una visione a lungo termine  di crescita e prosperità condivisa tra tutti i cittadini”

Creiamo quindi una città in cui vivere, sognare, progettare; una città dove restare e non dalla quale scappare.

Di seguito i concetti che rappresentano il comune denominatore di questo programma:

  • Corresponsabilizzazione – Cittadini, amministratori e aziende devono essere sensibilizzati sul proprio ruolo strategico nella realizzazione dello sviluppo sociale e culturale della propria città. Creare, dunque, una azione sinergica tra politica – mondo produttivo – comportamento dei singoli.
  • Governance – Passaggio da un’ottica impositiva ad una partecipativa, flessibile e aperta alle varie componenti sociali.
  • Miglioramento continuo – Monitoraggio delle varie fasi dei processi che si andranno ad attuare affinché vengano continuamente ricalibrate per raggiungere i migliori risultati possibili.
  • Partenariato – Creazioni di partnership fondate su un nuovo modo di intendere il rapporto pubblico – privato, per la concreta realizzazione di azioni concertate per lo sviluppo della comunità.

 

 

DIREZIONE E COORDINAMENTO GENERALE PALAZZO DI CITTA’

 

Nuova Gestione palazzo di città

Com’è noto, l’ente locale è un’azienda multi-servizi, la cui produzione è identificabile con gli atti che determinano l’azione amministrativa.

Le risorse umane, le risorse economiche e strumentali, i dirigenti, il segretario Generale, gli organi di direzione politica, sono gli elementi che incidono maggiormente sulla produttività, un fattore di produzione significativo: esse, infatti, rappresentano il motore dell’attività amministrativa e un personale efficiente e motivato garantisce sicuramente alti livelli di produttività.

 

Per ricreare un sistema virtuoso di produttività, efficacia ed efficienza all’interno di Palazzo di Città noi prevediamo:

  • La creazione di un sistema di valutazione che misuri la performance del lavoratore cui è collegato il sistema di attribuzione degli incentivi in base al principio della trasparenza e della meritocrazia;
  • Il monitoraggio continuo e, quindi, una valutazione comparativa fra i dipendenti stessi che potrebbe e dovrebbe innescare una competizione interna che innalzi i livelli di efficacia ed efficienza, e quindi, della produttività;
  • La pubblicazione dei risultati di produttività nel corso dell’esercizio, che favorirà un incremento della produttività;
  • La responsabilizzazione totale dei dirigenti. Saranno valutati in base all’attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con atti d’indirizzo;
  • La creazione di una nuova interfaccia (sito web, social network, sportelli pubblici, etc.), che possa essere intuitiva, trasparente, di utilità sociale, con nuovi servizi e a servizio dei cittadini. Il Comune deve diventare la casa dei cittadini, un luogo dove trovare risposte e soluzioni rapide e concrete.

 

Gli organi politici sono responsabili delle scelte che l’ordinamento gli assegna, E NON DEVE ESSERE inquinata dall’esclusiva gestione del consenso e che sia volta a favorire la meritocrazia a tutti i livelli al fine di garantire più alti livelli di efficienza, efficacia ed economicità e, quindi, di produttività.

 

 

LAVORI PUBBLICI E AMBIENTE

 

Avellino Città Smart

Creazione di una società migliore, dove si realizzi un’economia sostenibile, smart ed inclusiva.

Per attuare questo piano è fondamentale la concretizzazione della così detta “Innovation Union”, ovvero una nuova modalità di partnership integrata tra pubblico e privato e quindi tra istituzioni, amministrazione e privati.

 

  • MOBILITA’: azioni mirate su nuovi veicoli e loro utilizzo (intermodalità, car sharing, bike sharing, piste ciclabili, basso impatto ambientale, mezzi non motorizzati); infrastrutture (semafori intelligenti, reti stradali consapevoli e chiusura cantieri, agevolazioni per ricariche mezzi elettrici, aree wi-fi comuni nei punti di sosta, nuove aree sosta e attesa); social utility (condivisione delle informazioni, gestione emergenze, sicurezza); servizi (pagamenti elettronici, gestione flotte).

Creazione di una mobilità intelligente che riduca l’inquinamento ambientale e incentivare nuove forme intelligenti di mobilità. La stessa promozione di queste ultime e dei collegamenti extra – urbani con la nostra città favorirebbe anche l’arrivo di nuovi residenti/domiciliati provenienti dalle aree universitarie limitrofe, ripopolando abitazioni sfitte e aiutando cosi a rimettere in moto l’economia cittadina.

  • INCLUSIONE: government (e-administration, e-democracy, e-partecipation); coesione (sostegno sociale a livello di quartiere, supporto al volontariato, integrazione/coinvolgimento disoccupati, contrasto all’isolamento immigrati); inclusione (invecchiamento attivo, autonomia disabili motori, innovazione d’impresa, imprenditoria giovanile); education (strumenti di apprendimento per soggetti fragili, studenti universitari, formazione professionale).
  • QUALITA’ DELLA VITA E DELLA SALUTE: ambiente e territorio (water management, analisi qualità ambientale, monitoraggio territorio, pianificazione territoriale, prevenzione disastri, monitoraggio infrastrutture); sicurezza (sorveglianza urbana, lotta criminalità, monitoraggio e gestione grandi eventi, gestione ordine pubblico); cultura e turismo (promozione del patrimonio, dell’attività agro-alimentare e prodotti tipici, tutela e riqualificazione aree e beni pubblici, promozione offerta turistica e affitti case); benessere (promozione di stili vita sana, eventi pubblici con esperti del settore, istruire su differenziata, risparmio idrico ed energetico, far conoscere le best practice.
  • ENERGIA: edifici (monitoraggio consumi, automazione impianti, apparati per risparmio, interazione con reti energetiche); persone (interazione uomo-edificio, sensibilizzazioni a politiche di risparmio energetico, gestione community); infrastrutture (gestione intelligente dell’illuminazione pubblica, luce solare, reti elettriche intelligenti, reti di riscaldamento raffreddamento intelligenti, punti ricariche elettriche reti veicolari); trasporti (stili di guida eco-driving, pianificazione viaggio).

 

 

POLITICHE DI SVILUPPO: EDILIZIA E URBANISTICA

 

RI.U.SO.

RI.generazione  U.rbana  SO.stenibile

 

Gli obiettivi sono:

  • La messa in sicurezza, manutenzione e rigenerazione del patrimonio edilizio;
  • La riduzione del consumo del suolo e degli sprechi degli edifici, sia energetici che idrici;
  • La rivalutazione degli spazi pubblici, del verde urbano, dei servizi di quartiere;
  • La razionalizzazione della mobilità urbana e del ciclo dei rifiuti;
  • La riqualificazione delle aree periferiche;
  • L’implementazione delle infrastrutture digitali innovative con la totale messa in rete della città;
  • La salvaguardia del centro storico e la sua rivitalizzazione.

 

 

In sostanza, una sfida di progettazione ed integrazione che potrebbe delineare una nuova stagione di trasformazione urbana. Rivisitazione di pezzi di città a fronte di progetti avanzati e partecipati di sostenibilità ambientale e sociale, parametrati sulla base di standard ecologici elevati riguardanti gli edifici, gli spazi pubblici, la mobilità, il ciclo rifiuti, l’infrastrutturazione digitale.

  • Cooperazione progettuale, economica ed urbanistica tra pubblico e privato, connessa ad una semplificazione responsabile e ad una maggiore efficacia dell’azione amministrativa;
  • Attivazione dei principi di Compensazione e Perequazione urbanistica, sulla fiscalità e gli incentivi. Ridefinire le destinazioni urbanistiche delle aree attualmente occupate da proprietà dell’ente territoriale, comunque inseriti entro il perimetro urbano;
  • Introduzione di norme riguardo la maggiorazione sostanziale della fiscalità a carico della nuova edificazione e contemporanea defiscalizzazione dei nuovi interventi derivanti da precise politiche e specifiche norme basate sulla sostituzione edilizia.

La nostra è una Città ferma ed ingessata perché i numerosi Piani Urbanistici Attuativi (PUA) che dovevano, nel disegno di Piano, dare un volto nuovo e diverso a pezzi importanti della Città non sono stati mai concretamente né attuati ed ancor prima progettati, ciò per l’evidente “miopia” della politica cittadina.

A mero titolo esemplificativo la scheda Ni01 – Nuovo Parco Urbano, “grande vuoto all’interno del nucleo urbano centrale di Avellino”, prevedeva la realizzazione di un grande parco urbano con la creazione di una rete di percorsi pedonali – ciclabili alberati, l’incremento degli spazi destinati a parcheggio, nonché infine la monetizzazione della potenzialità edificatoria detenuta dal Comune di Avellino, circa €. 12.000.000, più volte posta nel Bilancio Comunale, avrebbe avuto bisogno di un controllo, di una regia,   da parte della politica cittadina.

Uno strumento che da piano di iniziativa pubblica, in cui cioè il Comune avrebbe dovuto investire risorse, è passato “inopinatamente” sempre più nel dimenticatoio, salvo poi essere resuscitato per esigenze di Bilancio.

Penso sia utile partire dal PUC Cagnardi, salvando tutto quanto di buono contenuto, arricchendolo di nuove idee che nel frattempo si sono prospettate nel panorama urbanistico nazionale.

 

Fra queste sicuramente il concetto di RI.U.SO. RI.generazione U.rbana SO.stenibile, tema ancora oggi di grandissima attualità e da me sostenuto già a far data dal 2013.

Quali gli obiettivi?

 

  • La messa in sicurezza, manutenzione e rigenerazione del patrimonio edilizio pubblico e privato;
  • La drastica riduzione del consumo del suolo e degli sprechi degli edifici, sia energetici che idrici;
  • La rivalutazione degli spazi pubblici, del verde urbano, dei servizi di quartiere;
  • La razionalizzazione della mobilità urbana e del ciclo dei rifiuti;
  • La riqualificazione delle aree periferiche;
  • L’implementazione delle infrastrutture digitali innovative con la totale messa in rete della città, favorendo l’home working e riducendo così spostamenti e sprechi;
  • La salvaguardia di ciò che resta del centro storico e la sua rivitalizzazione.

Dove poter reperire le risorse disponibili?

  • La messa a sistema delle risorse dei programmi comunitari;
  • La razionalizzazione dei contributi o incentivazioni pubbliche sull’energia già in essere, ora destinati a politiche settoriali fuori da un progetto sintetico e generale;

All’interno di un Piano di rigenerazione, gli investimenti, dovrebbero essere suddivisi più razionalmente tra risparmio e produzione energetica.

  • La messa a sistema degli investimenti privati e pubblici per le manutenzioni ordinarie e straordinarie;
  • La messa a frutto delle dismissioni del patrimonio pubblico per raggiungere gli scopi del Piano, facendone il volano delle trasformazioni urbane sostenibili;
  • L’ideazione di strumenti finanziari ad hoc in grado di mettere a reddito il risparmio energetico, idrico e sulla manutenzione, oltre a bonus volumetrici a fronte di un impatto ambientale vicino allo zero e di innovazioni tecnologiche utili all’efficienza delle città.

L’esito sarebbe:

  • Porre le condizioni per un risparmio complessivo a lungo termine delle risorse energetiche, naturali (acqua, terra) ed economiche degli abitanti della città, attuando così le premesse di sostenibilità del welfare abitativo;
  • Il rilancio dell’occupazione, aumentando la capacità di spesa dei cittadini, rianimando le casse comunali, aumentando l’efficienza della città e favorendo lo sviluppo anche di altri settori;
  • Il miglioramento dell’habitat urbano, potenziando la sicurezza dei cittadini, riducendo le malattie connesse all’inquinamento ed allo stress, favorendo la socialità e perciò riducendo i fenomeni di delinquenza;
  • La salvaguardia del patrimonio edilizio, del patrimonio culturale della città favorendo il turismo e l’educazione dei cittadini.
  • In sostanza una sfida di progettazione ed integrazione che potrebbe delineare una nuova stagione di trasformazione urbana.

Rivisitazione di pezzi di città a fronte di progetti avanzati e partecipati di sostenibilità ambientale e sociale, parametrati sulla base di standard ecologici elevati riguardanti gli edifici, gli spazi pubblici, la mobilità, il ciclo rifiuti, l’infrastrutturazione digitale.

  • Cooperazione progettuale, economica ed urbanistica tra pubblico e privato, connessa ad una semplificazione responsabile ed a una maggiore efficacia dell’azione amministrativa.
  • Attivazione dei principi di Compensazione e Perequazione urbanistica, sulla fiscalità e sugli incentivi. Ridefinire le destinazioni urbanistiche delle aree attualmente occupate da proprietà dell’ente territoriale, comunque inseriti entro il perimetro urbano;
  • Introduzione di norme incentivanti la maggiorazione sostanziale della fiscalità a carico della nuova edificazione occupante nuove aree di espansione e comunque totalmente nuova e non preesistente e contemporanea effettiva defiscalizzazione dei nuovi interventi derivanti da precise politiche e specifiche norme basate sulla sostituzione edilizia.

Tutto ciò in coerenza con quanto messo in campo dal Governo Nazionale con la legge di Stabilità 2018 ove si consente, con l’attuazione delle misure di SISMABONUS ed ECOBONUS, misure premiali con rilevanti agevolazioni fiscali della detrazione dell’imposta lorda sul reddito Irpef o IRES.

In sintesi l’ipotesi urbanistica sarebbe quella di indirizzare il proprio sguardo al futuro o meglio alle esigenze reali delle nostre città.

L’urbanistica deve rinunciare all’aspirazione di costruire un modo perfetto, tornando a essere una disciplina che invece di cercare inutilmente di pianificare l’intero territorio comunale (già in gran parte regolato da altre legislazioni, ambientali e paesaggistiche), si interroghi, promuova e gestisca prevalentemente le trasformazioni della città esistente.

Un’urbanistica che si concentri, cioè sulla promozione e gestione degli effetti delle trasformazioni urbane, sia che si tratti di più complesse iniziative di rigenerazione di intere parti di città, che di singoli interventi di sostituzione edilizia o rinnovo urbano.

Ponendo attenzione a questioni essenziali dell’economia e società contemporanea, quali la concorrenzialità delle operazioni immobiliari ed una particolare attenzione alla valutazione della qualità dei progetti.

Questo può realizzarsi attraverso il RIUSO, non solo come strumento di sviluppo e occupazione, ma come un’occasione per riconnettere i progetti alla città.

 

 

PATRIMONIO: CITTA’ E COMUNITA’ URBANA

 

L’organizzazione e l’amministrazione della struttura sociale di una comunità non possono prescindere dall’organizzazione ed amministrazione dei luoghi entro i quali detta comunità è viva ed attiva. Perché ci si possa accostare al governo di questi spazi è, però, preliminarmente necessario acquisire la conoscenza:

  • delle sinergie che si realizzano fra gli elementi costitutivi;
  • della mutevolezza di tali rapporti che involgono strutture edilizie, spazi aperti, comunità civile e dotazioni infrastrutturali;
  • degli scenari evolutivi che è possibile prefigurare sulla base di possibilità e limiti individuati.

 

Le città si trasformano attraverso la semplice aggregazione di parti nuove, funzionali, e l’abbandono di quelle obsolete non più rispondenti ai bisogni delle singole comunità.

Una politica di indirizzo in materia urbanistica si pone gli obiettivi di:

  • riammagliare il tessuto urbano, quando degradato;
  • favorire la fruizione degli spazi urbani, riorganizzando i sistemi e le reti di accessibilità, attraverso più adeguati piani di mobilità urbana ed extra-urbana;
  • garantirne la vitalità attraverso la ricerca di una ritrovata vivacità ambientale;
  • consentirne la vivibilità in termini di sicurezza sociale.

Un’idea di città da offrire alla comunità che la abita: il tutto si traduce, dunque, in occasione di rilancio economico, sociale e culturale.

 

Sulla base di quanto detto, molti sono i luoghi e le strutture non utilizzate, lasciate vuote o semplicemente non riqualificate e, quindi, abbandonate a se stesse.

Punto chiave di questo programma è dare nuova vita a queste aree, condividendo con tutti i cittadini le modalità fattive di un nuovo utilizzo per riportarle a nuova vita.

Creare un progetto integrato di gestione per la riqualificazione del tessuto urbano della città di Avellino permette di:

  • Creare nuovi luoghi di incontro, socialità e scambio culturale, occasione di crescita della società e del singolo;
  • Creare nuove opportunità di lavoro per i giovani e nuovi luoghi dove scambiare idee, incontrare professionisti, organizzare incontri mirati;
  • Implementare scambi con la Regione, la Provincia e il territorio nazionale;
  • Creare riconoscibilità e visibilità sul territorio;
  • Garantire una rivalutazione e/o trasformazione territoriale;
  • Ricostruire un’identità;
  • Promuovere e/o rilanciare il turismo;
  • Generare interculturalità e confronto.

Ogni azione sarà valutata sulla base di budget previsionali con specifica divisione e trasparenza  dei costi e dei ricavi, in modo che ogni struttura e lavoro possa innescare nel tempo un ciclo virtuoso di autofinanziamento e rigenerazione.

 

 

PARI OPPORTUNITA’

 

Politiche per l’incremento dell’occupazione delle donne nella nostra comunità.

Riteniamo indispensabile nel nostro programma inserire politiche attuative per valorizzare e attualizzare il ruolo delle donne nella nostra comunità.

Che cosa vogliamo fare in concreto?

  • La contrattazione decentrata di secondo livello in termini di flessibilità di orario di lavoro e l’utilizzo delle tecnologie moderne (telelavoro) per evitare fuoriuscite dal mercato del lavoro delle giovani madri, per incoraggiare le donne disoccupate alla ricerca attiva di lavoro, nonché incentivare la condivisione degli oneri e della curatela dei figli all’interno della coppia;
  • Incentivare la presenza di strutture a servizio della famiglia: asili nido aziendali o interaziendali, ovvero attivazione di servizi collettivi di trasporto da e per gli asili pubblici ecc., di strutture di accoglienza e di strumenti di supporto per le persone anziane e non autosufficienti, e abbattere i costi per le rette degli asili nidi che oggi vanno a gravare sull’economia della famiglia resa sempre più debole dalla crisi economica che investe il nostro territorio;

 

 

POLITICHE SOCIALI

 

AVELLINO: programma operativo per le diverse abilità

Le politiche sociali non sono un costo, ma un investimento: non possono essere quelle più subordinate a logiche di bilancio, perché la loro azione tocca bisogni e diritti fondamentali. Si deve abbandonare la logica di emergenza che lascia esplodere le situazioni, per intervenire solo quando i problemi sono ormai diventati cronici.

La nuova Amministrazione Comunale dovrà battersi per un’Avellino i cui i servizi non lasciano sole o ai margini le persone con difficoltà fisiche e/o quelle anziane; dovrà impegnarsi a costruire la loro autonomia e che si misura con ostacoli materiali che i più dicono di vedere, ma non rimuovono nel concreto  delle azioni pubbliche.

La vera sfida per la nuova Amministrazione Comunale sarà dunque quella di ricondurre le Politiche per le Persone con Disabilità all’interno delle Politiche Generali. L’impegno maggiore sarà rendere vincolante il parere della Consulta Comunale per le disabilità per tutti gli assessorati. Un’utile indicazione potrebbe essere quella di istituire un Garante per la Diversa Abilità da affiancare alla Consulta, e/o di individuare un consigliere comunale di riferimento per le politiche sulla disabilità.

 

Mobilità:

TRASFORMARE IL MERCATONE IN PARCHEGGIO MULTIPIANO. LA PROCEDURA DEL PROJECT FINANCING È NULLA E/O ANNULLABILE PERCHE VIOLA APERTAMETE L’ART. 42 DEL TUEL. INFATTI, L’AFFIDAMENTO DEL BENE PER QUARANTA ANNI PUO ESSERE DELIBERATO SOLO DAL CONSIGLIO COMUNALE CHE NON E’ MAI STATO INVESTITO SULL’ARGOMENTO. ESSO UN ATTO DI INDIRIZZO PROGRAMMATICO DI ESCLUSIVA COMPETENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE.

Questo vivacizzerebbe tutta la zona, le categorie commerciali ed artigianali, nonché si offrirebbe ai cittadini un parcheggio notturno custodito a canone sociale, con incremento occupazionale, e riduzione della microcriminalità per la riduzione dei furti di autovetture.

Emissione dei nuovi Talloncini Parcheggio Europei dotati di tecnologia RFID per un efficace e rapido controllo delle autorizzazioni. Il costo di tale operazione sarebbe pari a EURO ZERO grazie al recupero finanziario dei posti parcheggio. Istituzione di parcheggi riservati dinanzi ai cosiddetti “punti sensibili”.

Predisposizione di attività preventive, di sensibilizzazione e sanzionatorie per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, ed una “rigorosa attività sanzionatoria di comportamenti sbagliati” con riferimento specifico agli abusi in termini di scivoli e di parcheggi riservati alle persone con disabilità, per migliorare la cultura della circolazione stradale e debellare l’increscioso malcostume di parcheggiare nei posti riservati.

Realizzazione di fermate per gli autobus provviste di scivoli sul marciapiede per consentire la messa in funzione delle pedane disabili dei mezzi pubblici. Messa in posa, per la città, di mattonelle sensibili per consentire l’orientamento ai disabili visivi.

Permettere ai disabili di accedere liberamente ai negozi ed alle farmacie della città rimuovendo le barriere architettoniche che ne impediscono la fruizione.

Realizzazione di una pista ciclabile in città per persone in bici ed in carrozzella (ad autospinta o elettrica) in modo da consentire agli stessi di attraversare il capoluogo in tutta sicurezza.

La mobilità sostenibile è condizione indispensabile per una migliore qualità della vita: meno traffico significa aria pulita, meno rumore, spazi pubblici restituiti ai pedoni, sicurezza nelle strade. Una città che migliora la qualità della vita e dell’aria, e nella quale ci si muova facilmente.

 

Servizi:

istituire dei consultori di quartiere nelle strutture comunale, allo stato esistenti e chiuse, nonché mercatini rionali.

 

Accesso alle prestazioni comunali e del Piano di Zona:

Si dovranno fissare delle regole e  dei parametri precisi affinchè le prestazioni siano destinate ai veri bisognosi, limitate ai paesi con conurbazione urbanistica.

 

 

POLITICHE GIOVANILI

 

I giovani non sono i cittadini del futuro. Sono i cittadini del presente.

Gli interventi devono saper coinvolgere l’intera comunità, la scuola, la parrocchia, o le società sportive, e tutto ciò che queste offrono. Le Politiche giovanili dovranno tradursi poi in una serie di interventi per i giovani inseriti nei bilanci delle Amministrazioni in capitoli ad hoc tra le spese correnti ed anche tra gli investimenti (es.: la realizzazione di infrastrutture).

 

Le politiche giovanili della città prenderanno tre direzioni ben precise:

  • I GIOVANI E IL LAVORO: creazione di una bacheca – fisica e virtuale – in cui saranno inseriti gli annunci che riguardano la ricerca o le offerte di lavoro. Potranno essere inserite offerte che andranno da piccoli lavori quotidiani (es.: baby-sitting, dog-sitting, ecc.), a offerte di lavoro più strutturate da imprese del territorio. Accanto a ciò, verranno istituiti corsi pratici per sviluppare competenze di base per tutti i giovani che vogliono affacciarsi nel mondo del lavoro.
  • I GIOVANI E LA SCUOLA: potenziamento del ruolo e della funzione della Biblioteca Comunale, affinché possa diventare un vero e proprio luogo di aggregazione, in cui i giovani possano trovare coetanei, ma soprattutto servizi e strutture capaci di intercettare il loro bisogno di cultura. Creazione di un collegamento tra le scuole e le Politiche Giovanili del Comune, in modo da promuovere un maggiore interesse e coinvolgimento delle scuole per le iniziative dell’Ente.
  • I GIOVANI E LA COMUNITA’: promozione del volontariato, per rendere i giovani parte attiva della comunità, organizzando – ad esempio – giornate dedicate alla protezione dell’ambiente. Istituzione di una CARD per i giovani, aiutando i più bisognosi con contributi per l’iscrizione all’Università e per l’acquisto dei libri, dedicando in cambio 10 ore mensili per aiutare le persone anziane (richieste ticket, file dal medico, acquisti in farmacia e non) in una sorta di “Banca del tempo”. Promozione di incontri interculturali: un’esperienza di incontro con una persona di un altro paese, o di in un contesto culturale differente, in modo da valorizzare le differenze e farne patrimonio culturale.