Regione, approvata la legge che promuove la lingua dei segni. Todisco: “Atto di civiltà”

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«Il riconoscimento e la promozione della lingua italiana dei segni diventano priorità dell’azione amministrativa della Regione Campania. Un risultato importante che riempie di soddisfazione perché rappresenta un passo in avanti fondamentale verso la rimozione delle barriere comunicative e l’inclusione sociale dei bambini con disabilità». E’ quanto dichiara Francesco Todisco, consigliere regionale del gruppo “De Luca Presidente” a margine della seduta dell’assise regionale che ha licenziato la Legge di semplificazione 2018,  che accogli il testo unificato per l’inclusione sociale, la rimozione delle barriere alla comunicazione, il riconoscimento e la promozione della lingua dei segni italiana e della lingua dei segni italiana tattile.

Il consigliere di Articolo Uno Mdp, segretario della commissione consiliare politiche sociali, che ha partorito il testo unico, esprime soddisfazione e ringrazia per il lavoro profuso, Carmine De Pascale, rappresentante del gruppo “De Luca Presidente”.

«Tra i punti fondamentali della legge- spiega Todisco- la previsione di interventi per favorire la diffusione della Lis e della Lis tattile nelle attività di comunicazione e di informazione istituzionale e nell’accesso ai media, ma anche nell’accesso alla conoscenza del patrimonio storico, artistico, culturale regionale, al turismo e agli eventi culturali, ricreativi, sportivi. Particolare riguardo si avrà per i bambini sordi, sordociechi o con disabilità uditiva con la promozione di attività di formazione e sperimentazione degli interventi logopedici e protesici per l’abilitazione linguistica orale precoce nell’apprendimento della Lis e della Lis tattile. La Regione, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e con le Università campane, sosterrà inoltre le azioni di supporto agli studenti con disabilità uditive. Questi sono solo alcuni degli aspetti di una legge che mancava da troppo tempo e che è necessaria per ridurre le differenze e rendere tutti più consapevoli dell’importanza di liberare ogni forma di comunicazione da barriere che rischiano di emarginare chi è affetto da disabilità».