Mocerino attacca De Luca sulle parole sulla criminalità organizzata

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Il presidente della Campania Vincenzo De Luca alla riapertura, dopo sette anni, del Pronto soccorso del Cto a Napoli, 23 aprile 2018 ANSA / CIRO FUSCO

“Possiamo dirlo Presidente ma abbiamo il dovere di uscire dalla polemica, individuare soluzioni” così Carmine Mocerino, Presidente della Commissione speciale Anti Camorra e Beni Confiscati della Campania risponde al Presidente De Luca che aveva detto “La camorra c’è, ma ci sono persone che guadagnano sui diritti d’autore. Persone che si fanno i milioni rovinando intere generazioni di ragazzi che, per fenomeni imitativi, si comportano come quegli imbecilli delle serie tv. Possiamo dirlo o no?”

“La sfida vincente, mi permetto di ricordarlo sempre, è rappresentata – dice Mocerino  – dalla collaborazione istituzionale. Il contrasto alla criminalità organizzata deve essere condotto dallo Stato, con impegno continuo e senza divisioni. Insieme le Istituzioni, ognuna con le sue competenze, la Chiesa, la scuola, le famiglie. Il fronte deve essere unito e compatto. In Campania, ed a Roma con i colleghi Presidenti delle varie Commissioni regionali, ho lanciato una proposta.  Ci sono storie significative, coraggiose, buone pratiche che vanno raccontate. La Campania è una Regione fantastica, con vivacissime realtà, con giovani volenterosi e con imprese sane. Ci sono storie da raccontare perché esse rappresentano gli esempi dai quali ripartire, le Rivincite dello Stato”.

“La grande stampa, le tv, le grandi produzioni cinematografiche potrebbero darci una mano se costruiamo un rapporto virtuoso teso a dare concretezza e sostanza alle voci della Rivincita. Si può lavorare – rilancia Mocerino – alla costituzione di un fondo destinato ad un concorso di idee finalizzato alla selezione di progettualità per la valorizzazione dei Beni confiscati. Per sostenere il racconto della migliore storia, della più impertinente, coraggiosa, audace attività di riutilizzo”.

“Vinciamo se consegniamo buoni esempi, se ci impegniamo ad individuare soluzioni possibili e superando, almeno su questo tema, la politica delle parole per passare ai fatti” conclude