Fiamme gialle ancora nella sede dell’Avellino, i retroscena sulla situazione

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ROMA- I militari del Nucleo di Polizia Economica-Finanziaria delle Fiamme Gialle di Avellino sono tornati due giorni fa nella sede della Figc di Via Allegri per completare l’ acquisizione della documentazione  contabile e fiscale prevista dal sistema delle licenze nazionale della Lega Nazionale professionisti di serie B presentata dalla società Avellino calcio per la partecipazione ai campionati 2016/2017 2017/2018 nella sede della Covisoc. Si tratta dell’ ultima parte della decreto di sequestro di atti firmato dal Procuratore Aggiunto Vincenzo D’Onofrio nell’ambito delle indagini nate da una verifica fiscale a carico dell’Us Avellino ed in particolare agli sviluppi della stessa attività, partita con la contestazione provvisoria di false fatturazioni a cui si è aggiunta quella di falso in bilancio a carico dell’ex patron biancoverde Walter Taccone.

I militari delle Fiamme Gialle agli ordini del tenente colonnello Gennaro Garzella erano già stati nelle sede di Via Allegri a Roma, dove già avevano acquisito tutta la documentazione relativa all’Informativa periodica prevista dall’articolo 85 della noif presentata negli anni solari tra il 2016-2018, oltre alla documentazione di natura contabile e fiscale che è stata comunicati agli organi della federazione nello stesso periodo anche a seguito di ispezioni e controlli disposti  della società. La documentazione è stata acquisita presso la commissione di vigilanza  sulle società di calcio professionistiche, la Covisoc, come chiesto anche dal consulente tecnico nominato procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio il dottor Antonio Abruzzese nella richiesta integrativo di acquisizione avanzata dallo stesso  dopo la informativa di reato depositata nel dicembre 2017 della Guardia di Finanza di Avellino. Completata quindi l acquisizione di documenti  in relazione al procedimento nei confronti del presidente dell’Unione sportiva Avellino Calcio Walter Taccone per  il reato di falso in bilancio. Quello di essere stato di ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza sempre addebitato allo stesso legale rappresentante della società calcistica avellinese. Come già emerso nella precedente attività dei militari delle Fiamme Gialle, l ipotesi si reato e legata ad una presunta attività da parte di Taccone  e dei dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili della società che sono ancora in corso di identificazione, nel bilancio di esercizio chiuso il 30 giugno 2016 e approvato dall’Assemblea ordinaria il 30 dicembre dello stesso anno e nelle relazioni nelle comunicazioni sociali diretta ai soci e al pubblico come previsto dalla legge, avrebbe di fatto esposto  vicende che non erano rispondenti al vero e avrebbe invece omesso fatti rilevanti che per legge avrebbe dovuto comunicare sia sulla situazione economica e patrimoniale e finanziaria della società calcistica, questo anche per indurre in errore altri prospetta e ipotizza la procura possibili acquirenti. Al primo reato contestato su questo filone si aggiunge altra contestazione relativa al ostacolo all’attività della società di della società di controllo cioè la Covisoc, a. Jk avrebbe dovuto effettuare comunicazioni dirette in base alla legge in particolare avrebbe nascosto elementi in tutto in parte della  situazione economica dell’Avellino Calcio in questo caso fatto ostacolato consapevolmente le funzioni della Covisoc. Le contestazioni si riferiscono al periodo che va da dicembre 2017 a luglio 2018 quindi sono molto recenti. Ora si attendono gli sviluppi dopo l’acquisizione completa degli atti da parte di Fiamme Gialle e Procura.