Il populismo e le anomalie del Governo 

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Il M5S e la Lega, per molti aspetti, sono partiti alternativi tra loro e non a caso hanno condotto una campagna elettorale su posizioni diverse. Poiché dalle urne non è uscita una maggioranza che garantisse la governabilità del Paese, si sono messi insieme solo in virtù di un elaborato e pasticciato contratto di governo che riconoscesse ad ognuno di loro la libertà di continuare a propagandare quanto avevano promesso in campagna elettorale, soprattutto la flat tax ed il reddito di cittadinanza.

Non avendo le risorse per farle si sono messi a cavalcare l’onda della protesta popolare contro gli sbarchi dei migranti e l’Europa che si mostra insensibile al loro grido di dolore. La prima anomalia del governo: giallo – verde è appunto quella di voler mescolare il giallo dei 5 stelle con il verde della Lega pensando di poter mantenere le tinte originali, senza dare né il blu né l’azzurro, (cioè una linea di compromesso) nella convinzione di averne diritto in forza del voto popolare. E’ come se nella prima Repubblica si fossero messi insieme la DC e il PCI, in nome di una somma del consenso elettorale, dato ai due partiti, in antitesi fra loro.

Anche l’infelice esperimento del Governo Tambroni del 1960, che aveva avuto l’appoggio di appena 26 voti del MSI, fu travolto dalle dimissioni di Sullo, Bo e Pastore e dai moti di Genova. Su questa anomalia si fonda un governo che ha come collante comune la gestione del potere, un populismo esasperato, un antieuropeismo praticato ed un odio razzista e fascista per i migranti, e che vede in un Presidente del Consiglio (evanescente e privato di un reale potere di sintesi e di rappresentanza) costretto a fare la parte del re travicello, in mano a Salvini e Grillo che hanno l’arroganza di non passargli neanche le veline. La democrazia è un sistema di equilibrio – ammoniva Fiorentino Sullo- è l’equilibrio va trovato nel compromesso tra i due opposti interessi, magari fondendoli nel superiore interesse dello Stato. Cosa che palesemente non avviene, come dimostrano, solo in ordine di tempo, gli ultimi due casi del crollo del ponte di Genova e della nave Diciotti con a bordo centocinquanta migranti, ferma nel porto di Genova da una settimana, il cui sbarco è stato imposto a furor di popolo ad un razzista, disumano e fascista Salvini, finalmente indagato per sequestro di persone, arresto illegale e abuso di ufficio, Ministro della propaganda, più che dell’Interno, che si permette il lusso di violare, vantandosene, principi costituzionali (artt. 10 e 13) e norme del codice penale e internazionali in nome di un presunto consenso popolare come se la Costituzione (che può essere modificata solo in base ad una procedura codificata) o le altre leggi non fossero state votate da maggioranze che avevano avuto, a loro volta, il consenso elettorale ed ignorando platealmente il principio della continuazione dello Stato e del rispetto delle leggi vigenti soprattutto da parte di chi riveste funzioni istituzionali di grande rilevanza.

Purtroppo l’opposizione è assente ed il PD è in una evidente crisi irreversibile, che i fischi di Genova non riescono a fargli ricordare l’antico orgoglio di essere stato un grande partito. Peccato che la moral suasion del Presidente Mattarella che pur, con grande senso dello Stato, continua ad esercitare, non sortisca effetto alcuno con populisti alla Salvini: “Sui migranti decido io. Se Mattarella o Conte vogliono prendere una decisione lo faranno senza il mio consenso”. Continua a fare comizi e ad attaccare, questa volta, la magistratura, parlando in nome di 60 milioni di Italiani che verrebbero processati con lui, rivendicando un successo irrisorio e provvisorio. I due compari si sono alienati ogni residua considerazione da parte dell’Europa senza la quale l’Italia non può andare da nessuna parte con le buffonate e le minacce di non voler più corrispondere il contributo dovuto dai paese membri alla Comunità.

E’ evidente che si è già passati al piano B del ministro Savona di uscire dall’Europa. Per il resto, con buona pace del Presidente della Camera Fico il duo Salvini Grillo si comportano come conquistatori di una democrazia a loro uso e consumo e non come cultori e gestori pro tempore. Nel M5S i mugugni aumentano, prima o poi, deflagreranno. Fino a quando il loro populismo sfrenato e sguaiato continuerà a farli crescere nei sondaggi? Anche Renzi riuscì a portare il PD al 40%, poi la caduta è stata disastrosa, non tanto per il PD quanto per il Paese. A volte la storia si ripete, speriamo stavolta, con il minor danno possibile per i cittadini.

di Nino Lanzetta edito dal Quotidiano del Sud