Due campani tra i primi 10 classificati al Trofeo Vespistico del Mezzogiorno

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“Un evento che passerà alla storia e che resterà a lungo nelle menti e nei cuori di quanti vi hanno preso parte”. Conclusa con successo la rievocazione storica 1958-2018 del II Trofeo Vespistico del Mezzogiorno Caserta-Bari, gara di regolarità in Vespa organizzata dal Vespa Club Maddaloni e svolta sabato 1 settembre che, in oltre 335 km, ha unito il Meridione d’Italia.

 

Nonostante la pioggia che ha “presenziato” alla Reggia di Caserta (e fino a Benevento) alle partenze dei 97 piloti giunti da tutto lo Stivale ma anche da altri Stati europei (Svizzera, Austria, Germania e Francia), la gara si è svolta senza intoppi, concludendosi regolarmente, e con un tempo decisamente migliore sul lungomare di Bari, proprio come accadde nell’edizione originale del 1958.

 

A dare il via ai piloti è stato il presidente Onorario del Vespa Club Maddaloni Antonio Bernardo, 96enne che prese parte all’edizione 1958 del Trofeo Caserta-Bari.

 

L’ambito premio individuale passa dal Sud al Nord. Infatti a raccogliere l’eredità di Campione del casertano Stefano Di Girolamo (vincitore assoluto del trofeo nel 1958) è stato il trentino Leonardo Pilati (Vespa Club Rovereto) con appena 19 penalità. Seconda posizione per un altro trentino, Tomas Calzà (di Villa Lagarina ed ugualmente tesserato al club di Rovereto), con 21 penalità. Medaglia di bronzo per il Lombardo Filippo Sterli del Vespa Club Chiari (residente a Ospitaletto, BS) con 36 penalità seguito al 4° e 5° posto dai soci dello stesso club Cristian Sabbadini (Capriolo, BS) e Nicola Lonati (Ospitaletto, BS).

 

 

 

Di seguito i premiati fino alla decima posizione e , in allegato, le classifiche totali:

 

  1. Massimo Marchetto – VENETO (Arzignano, VI)
  2. Paolo Ingenito – CAMPANIA (Castel San Giorgio, SA)
  3. Ruggero Paiola – LOMBARDIA (Gorgonzola, MI)
  4. Pierfabrizio Donadonibus – LOMBARDIA (Almenno San Bartolomeo, BG)
  5. Giovanni Angelico – CAMPANIA (Acerra, NA)

 

Premio di consolazione al campano Ferdinando Chianese di Afragola, nonché presidente del Vespa Club Napoli, il quale è stato costretto al ritiro a seguito di una brutta caduta.

 

Premiate anche le uniche tre donne presenti in gara: Elisabeth Pecoraro dalla Germania (Norimberga), Loretta Fuzzi dall’Emilia Romagna (Ravenna) e Rosa Annunziata dalla Campania (Saviano, NA).

 

A conquistare la medaglia d’oro nella competizione a squadre è stato il già menzionato Vespa Club Chiari con Sterli, Sabbadini e Lonati. Ancora, i trentini Pilati e Calzà, insieme al Lombardo Ettore Braghini (Sovere, BG), portano via anche l’argento in questa classifica. Infine, sul terzo gradino del podio, sale   il trio “i Longobardi” composto dal già citato Ruggero Paiola (LOMBARDIA, Gorgonzola) insieme al corregionale Davide Mario Palini (Pontoglio, BS) ed allo svizzero/ticinese Manlio Robotti di Paradiso.

 

Le premiazioni si sono svolte all’interno della splendida Sala della Gloria della Reggia di Caserta.

 

“Siamo davvero soddisfatti – ha commentato il presidente del Vespa Club Maddaloni, Vincenzo d’Angelo – I piloti ci hanno più volte manifestato il loro entusiasmo complimentandosi per l’organizzazione e per le varie fasi che hanno composto l’evento, dalla punzonatura dei veicoli alla Reggia di Caserta passando per la parata fino a Maddaloni (con tanto di fumogeni, fuochi pirotecnici, palloncini e coriandoli) ed al briefing con momento conviviale alla Fondazione “Villaggio dei Ragazzi”, fino all’espletamento della gara vera e propria e successive cena di gala e premiazioni. Una tre giorni intensa e avvincente. Certo, le difficoltà non sono mancante, sia nei due anni di preparazione all’evento che nelle giornate di svolgimento dello stesso. Ma ogni ostacolo è stato superato magistralmente e per questo devo ringraziare innanzitutto i soci del Vespa Club Maddaloni che hanno dedicato tempo ed energie per la migliore riuscita della manifestazione. Un grazie va anche alle varie associazioni che ci hanno aiutato lungo tutto il percorso ovvero l’UNAC, l’ANAVO di Maddaloni, il Camec di Santa Maria Capua Vetere, il Vespa Club Caserta, il Vespa Club San Felice a Cancello, il Vespa Club Benevento, la proloco di Buonalbergo (BN),  il Vespa Club Lucera, la proloco di Candela (FG), il Vespa Club Melfi, il gruppo Passione Motori Cercepiccola (CB),  l’associazione auto e moto d’epoca “La Banda degli Amish” di Altamura, il Vespa Club Cassano delle Murge, il Vespa Club Acquaviva delle Fonti, il Vespa Club Santo Spirito Palese e la Federazione Italiana Cronometristi.

Un grazie anche alle amministrazioni comunali di Caserta e Bari che hanno patrocinato l’evento, e alle amministrazioni di Maddaloni, Montesarchio, Benevento, Buonalbergo, Candela, Altamura, Cassano delle Murge e Acquaviva delle Fonti per averci consentito di poter mettere in scena questa colossale rievocazione verso la quale noi maddalonesi avevamo un dovere storico nel riproporla. Infatti, nel 1958 l’allora presidente del Vespa Club Caserta, cav. Luigi Caterino affidò l’organizzazione materiale a Pasquale Bernardo, maddalonese doc e padre del nostro presidente onorario.

 

Menzioni particolari vanno sicuramente all’amico e presidente del Vespa Club Lucera Raffaele Fatigato per aver curato il punto di ristoro a Candela, al pilota veneto Paolo Zanon che con la sua competenza in fatto di storia della Vespa ci ha permesso di dare il giusto spessore all’evento, al socio onorario Luigi Caturano ed al socio Antimo Caturano per il concreto supporto logistico fornito nelle varie fasi della gara, a Marco Fumagalli che ci ha permesso di poter esporre il rarissimo ed unico esemplare della Vespa Sport Velocità 125 del 1949 e, ultimo ma non ultimo, il presidente onorario del Vespa Club Acquaviva delle Fonti Agostino Mastrorocco, riferimento assoluto per le prassi burocratiche e organizzative in terra pugliese e senza il cui magistrale aiuto, precisione e competenza, probabilmente questo evento non avrebbe avuto il successo che ha riscosso”.

 

 

 

Un evento mastodontico, dunque, curato in ogni dettaglio e che sicuramente ha lasciato una traccia indelebile in tutti, dai partecipanti agli organizzatori, dagli spettatori a quanti ne hanno scritto in questi mesi. Una manifestazione destinata a restare nella storia del vespismo, storia che comprenderà i nomi di tutti gli audaci piloti che hanno sfidato una gara non semplice, come forse potrebbe apparire agli occhi dei meno esperti, ma di certo in grado di evidenziare le abilità dei singoli concorrenti. Una storia che si ripete e che certamente durerà, proprio come l’aver fatto rivivere la memorabile gara di sessant’anni orsono.