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Movida - L’appello dalla bassa Irpinia, il prefetto risponde





Montefalcione 16:33 | 29/03/2013
MONTEFALCIONE- Un nuovo appello quello che viene lanciato dall’assemblea territoriale Montefalcione- Bassa Irpinia, attraverso la coordinatrice Angela Marcarelli. La violenza che esplode tra i giovani, dicono, non può certo passare inosservata.

“Se a questi si aggiungono le quotidiane tensioni, i litigi e le aggressioni che caratterizzano le compagnie giovanili, oscuri alle forze dell’ordine o che non vengono registrati dalla cronaca, si comprende che ci troviamo difronte ad una vera e propria recrudescenza di una movida violenta. Non è tardata la risposta del prefetto Umberto Guidato, che si dice consapevole “dell’ impegno già profuso a favore dei giovani da parte delle Istituzioni scolastiche nell’ azione educativa di affermazione della cultura della legalità e dei Sindaci nel creare spazi più sicuri e vivibili grazie anche al supporto delle Forze dell’Ordine che sono comunque e sempre vicine al mondo giovanile, anche attraverso la partecipazione ad appositi incontri organizzati su tutto il territorio dai dirigenti scolastici”. Ma, allo stesso tempo, il prefetto sollecita queste stesse istituzioni ad agire per andare incontro ai giovani, dicendosi pronto ad ogni forma di collaborazione (anche in sede di conferenza provinciale permanente).
La lettera dell’associazione, intanto, continua a dire quanto segue: “Si può, ormai, parlare di un crescente ed incontrollato fenomeno di devianza di comportamenti giovanili che inizia a suscitare allarme sociale e che se non frenato in tempo potrà radicarsi sul nostro territorio con imprevedibile conseguenza sulla sicurezza della vita sociale”. Di qui un nuo appello al prefetto da parte dell’Assemblea Territoriale Cittadinanzattiva Montefalcione Bassa Irpina che chiede formalmente un intervento, “quale massima espressione dello Stato, a garanzia dell’ordine e della sicurezza pubblica nella nostra provincia.
Bisognerebbe dare una forte risposta che va oltre la collaudata riunione del comitato provinciale dell’ordine e sicurezza pubblica”. L’associazione chiede di coinvolgere in questo percorso “le istituzioni scolastiche, le quali attraverso mirati e articolati percorsi educativi possono offrire un notevole contributo alla formazione alla legalità . Non è trascurabile l’effetto benefico degli incontri di legalità già attuati nelle scuole. Tuttavia non si può nascondere che essendo sporadici si sono rilevati insufficienti vista la recrudescenza del fenomeno di movida violenta perché i giovani, oggi, il più delle volte non sembrano orientati sulle conseguenze negative delle loro azioni violente e dell’effetto del cosiddetto “branco” che finisce per disorientare anche quelli consapevoli”.
Altro richiamo - incalza la coordinatrice - alla sensibilità dei Sindaci “che dovrebbero fattivamente contribuire nei rispettivi territori a promuovere ogni iniziativa utile finalizzata a coinvolgere ed orientare i giovani e le famiglie sul crescente fenomeno di violenza gratuita che coinvolge ormai tutte le comunità della nostra Provincia.
Un ultimo sprono alla sensibilità delle Forze dell’Ordine che nella loro quotidiana attività preventiva dovrebbero anche loro cercare, in ogni favorevole occasione, di colloquiare con i giovani per stimolarli e motivarli , anche con il loro esempio di vita professionale, al culto del rispetto e del positivo comportamento sociale senza fare ricorso ad inutili moralismi”.  

Quest'articolo è stato visualizzato 371 volteRedazione cronaca
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