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La terra dei fuochi





11/11/2013
Sulla questione della gestione dei rifiuti alcuni fatti della scorsa settimana meritano una riflessione particolare. 1) La Camera ha approvato otto mozioni che chiedono la bonifica della Terra dei fuochi, ma Caldoro e i parlamentari campani vogliono una legge speciale perché non hanno i soldi per effettuare bonifiche. Quelli che sono rimasti sono già impegnati per mantenere una costosissima quanto inefficiente classe politico – burocratica. Quella che, nella migliore delle ipotesi, ha assistito inerte al saccheggio di quel territorio ( più di trecento chilometri tra Napoli e Ponticelli che comprende decine di comuni popolatissimi) che ora dovrebbe – sempre la stessa – governare la bonifica. 2) Bassolino, già sindaco di Napoli, Presidente della Regione Campania e Commissario straordinario per i rifiuti, ed altri 27 imputati per presunti reati sulla gestione rifiuti, sono stati assolti dal Tribunale di Napoli. I siti di stoccaggio di Giugliano, Acerra, Casalduni e Capua sono stati dissequestrati. Solo a Giugliano vi sono oltre settemila tonnellate di eco balle. Chi dovrà provvedervi? 3) Irpinia Ambienti e altre società di emanazione locale rischiano il collasso per i molti debiti e potrebbero sospendere il servizio di raccolta rifiuti perché non pagano i dipendenti in quanto i comuni, tra cui i principali, Avellino, Atripalda, Mercogliano non pagano le quote. I cittadini, però, pagano la Tarsu che in Campania è tra le più care d’Italia.Che dire? La terra del fuoco - secondo una felice espressione di Saviano – è stata avvelenata da migliaia di tonnellate di rifiuti speciali e tossici, provenienti dalle industrie del Nord. A sentire lo scanso di responsabilità generale, sembrerebbe che uno dei più grandi disastri ambientali sia avvenuto per il destino cinico e baro e non per le colpe immense di coloro che dovevano vigilare, governare il territorio e che invece hanno chiuso gli occhi creando un regime emergenziale – che dura ancora oggi- che ha permesso immensi ed illeciti arricchimenti! Il disastro ambientale ce lo siamo procurato noi; non ce l’ha imposto nessuno. Non è successo in altre regioni solo perché da noi c’è stata la contemporanea presenza della camorra e di una classe politica e burocratica inefficiente se non collusa. Ma anche perché la gente ha assistito inerte allo scempio senza fiatare. Nessuno ha visto migliaia di camion scaricare rifiuti tossici nei campi, nessuno ha avuto sentore di tutta un’organizzazione che ricavava profitti immensi, nessuno ha visto nulla, nessuno ha parlato. E ancora adesso che le proteste si sono finalmente levate ed incarognite c’è ancora chi continua a chiudere gli occhi come fosse tutto normale e sotto controllo! Quei pochi coraggiosi magistrati e uomini di legge sono finiti in minoranza e le loro azioni vanificate come le 33 inchieste giudiziarie sui traffici illeciti che si sono succedute dal 2001 ad oggi, le 311 ordinanze di custodia cautelare, le 448 persone denunciate. Ben poca cosa di fronte all’esercito di malfattori che hanno operato nel settore. Ancora oggi gran parte della popolazione dimostra scarso senso civico e poco rispetto per la legalità e la sicurezza assieme a chi dovrebbe presiedervi. Bassolino e gli altri assolti hanno avuto un ruolo di comprimari nella questione dei rifiuti. Bassolino per essere stato – se non altro – anche commissario straordinario ai rifiuti quando era Governatore. E’ stato assolto per i reati penali che gli contestavano e questo sul lato umano non può che farci piacere. Ma la questione penale è roba degli avvocati e dei giudici. Ai cittadini e agli elettori importa la condotta politica. E su questa Bassolino è colpevole se non altro per evidenti omissioni e per aver lasciato incancrenire una questione che il suo acume politico e la sua intelligenza avevano capito a tempo! L’accordo con De Mita e Mastella non gli ha portato bene. In politica non ci dovrebbero essere attenuanti. Perciò è stato messo da parte, ed è bene che continui a starci. Sulle associate che sono state create dagli Enti locali si dovrebbe fare una lunga analisi. Esse rappresentano, purtroppo, il modo di concretizzarsi della politica clientelare e sono un tassello di un’organizzazione politica amministrativa del territorio, (come il tesseramento falso nel PD) che si deve ribaltare se si vuole rinascere. Non continuiamo a piangerci addosso e cominciamo ad agire dicendo, intanto, pane al pane e vino al vino e, poi, a comportarci di conseguenza!

Quest'articolo è stato visualizzato 604 volteNino Lanzetta
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