TEATRO, CANTI E POESIA IL 12 OTTOBRE A GESUALDO
Madrigali all’ombra della Luna



Gesualdo | 10/10/2013
Un intreccio di teatro, canti e poesia per raccontare il principe Carlo, nel IV centenario della morte. E' il nuovo appuntamento della Fondazione Gesualdo, presieduta da Edgardo Pesiri, in programma il 12 ottobre, sulle terrazze del complesso Pisapia Mattioli, promosso in occasione del IV centenario della morte del Principe di Venosa. Di scena "Madrigale in fuga", un viaggio nel sentimento del tempo, attraverso la riscoperta dei canti della passione del sud, per raccontare una storia d'amore e morte, quella di Carlo Gesualdo, eccelso madrigalista del Seicento e assassino della moglie, "la più bella donna di Napoli", Maria d'Avalos. Una notte, quella del delitto, dominata dalla presenza di una luna complice e insieme dal trambusto e dal silenzio. Mentre infatti la luna illuminava le stradine facilitando il lavoro degli assassini, grande fu il trambusto durante cui vennero uccisi gli amanti. Pietro Marziale detto Bardotto, guardarobiere di Carlo, dichiarò di aver sentito, dopo il quietarsi del trambusto, i rintocchi della settima ora. Dopo le grida, furono solo il silenzio, la luna e le stelle a restare a guardare l’orribile scena. Il Principe avverte Maria che andrà a caccia con i servi nel bosco degli Astroni e resterà lontano due giorni. E' l’ultimo tassello di un preciso piano per cogliere di sorpresa gli amanti e ucciderli. I cardini della serratura della camera da letto di Maria sono stati allentati, mentre gli zoccoli dei cavalli saranno avvolti con stracci, Carlo agirà con l’ausilio di tre servi e della luce della Luna. Quella sera, Maria, dando fiducia alle parole del marito e quindi “certa” della sua lontananza, accoglie Fabrizio in casa Gesualdo. Ma Carlo rientra con i servi. I due amanti vengono colti in flagrante adulterio e spietatamente uccisi secondo una prassi fatta di urla e di brutalità di cui abbiamo ripetuti esempi nelle cronache dell’epoca.
Dopo il processo, Carlo Gesualdo, per paura di una vendetta e per allontanarsi dal penetrante odore del sangue degli amanti, fugge nel suo meraviglioso castello di Gesualdo. Da qui, dalla “fuga” a Gesualdo, parte il racconto degli attori. Protagonisti gli attori Andrea de Goyzueta e Fabio Rossi e la meravigliosa voce di Francesca Rondinella. E proprio la luna sarà la protagonista della serata. Dopo lo spettacolo teatrale, Michele Zarrella, in occasione della Giornata Internazionale dell’Osservazione della Luna, proporrà una serata astronomica e di osservazione del cielo con il telescopio. La luna sarà oggetto anche di una poesia (“Complice la luna”) di Carmine Iannarone che sarà interpretata da Kabiria Bianco. A leggere un altro componimento poetico di Iannarone, “Il sole che indugia”, sarà invece Fabio Fulchini. Michele Zarrella metterà un punto fermo anche sull’ora del duplice omicidio che, in base ad alcune testimonianze dell’epoca, avvenne il 15 ottobre 1590 e non il 16 ottobre, come riportato da alcuni testi.
 

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