Dopo il Tar, anche il Consiglio di Stato dà ragione al Codacons contro gli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi autostradali in gestione Anas, decisi con la manovra economica e scattati lo scorso 1° luglio. Ed ora è proprio il Codacons ha chiesto un sostanziale risarcimento per quegli automobilisti che avevano pagato ciò che non avrebbero dovuto. Secondo le prime stime sarebbero addirittura otto i milioni di euro che l’Anas dovrebbe restituire agli automobilisti. «È evidente - dichiara il presidente del Codacons Carlo Rienzi - come ora le maggiori somme pagate ai caselli debbano essere restituite agli automobilisti, altrimenti si configurerebbero veri e propri reati a danno degli utenti. Se ciò non avverrà siamo pronti ad intentare una class action». Federconsumatori e Adusbef chiedono inoltre di estendete la decisione del Consiglio di Stato a tutto il territorio italiano, quantificando un risparmio medio, per gli automobilisti, pari a 60 euro l’anno.
Il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, precisa che la società aveva già sospeso gli aumenti dal 4 agosto. Mentre per i rimborsi mette le mani avanti: «Ogni decisione riguardante l'ipotizzato rimborso da parte di Anas dei pedaggi corrisposti durante il breve periodo di applicazione del Decreto Legge sarà assunta quando la Giustizia amministrativa si pronuncerà in via definitiva in merito al Decreto in discussione, come già ho dichiarato alcune settimane fa».
|