ARIANO IRPINO - Centocinquanta detenuti in più e cento poliziotti in meno. Il carcere di Bellizzi è in una vera e propria emergenza. A questo si aggiungono le precarie condizioni igienico sanitarie, sovrafollamento. Sono solo questi alcuni dei problemi denunciati da tempo dall’Osapp il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. L’emergenza più grande riguarda il personale. Sono almeno cento i poliziotti che servirebbero nel carcere di Bellizzi, venticinque ad Ariano ed altrettanti a Sant’Angelo dei Lombardi. La situazione rischia seriamente di precipitare come ha denunciato ieri mattina Leo Beneduce, segretario nazionale Osapp in visita al carcere di Ariano.
«Abbiamo circa il 50% dei detenuti in più solo nella struttura di Bellizzi - dice - in più un personale di polizia penitenziaria che è vecchia come età media e va in pensione. Quindi rispetto ad un organico stabilito abbiamo circa il 30% in meno. Il problema sostanzialmente è nazionale e va risolto con una riforma seria del sistema penitenziario e della detenzione. Noi abbiamo in Italia troppa promiscuità tra reati effettivamente gravi e reati di minore incidenza e minore impatto sociale come per esempio può essere la tossicodipendenza rispetto a quelli legati alla criminalità organizzata. Secondo noi dovremmo trovare delle strutture alternative per reati di minore allarme rispetto a quelle penitenziarie ordinarie e invece inasprire le pene per quei reati legati alla criminalità organizzata e poi per il personale occorre un maggior numero di agenti di polizia penitenziaria anche perché siamo l’unico corpo di polizia che dal 1992 non abbiamo avuto incrementi di organico». Gli agenti sono anche costretti a svolgere compiti non istituzionali e garantire i livelli di sicurezza non è sempre facile. «Serve necessariamente una riforma» conclude Beneduce.
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