Giovedì 11 Marzo 2010

Al Gesualdo si ride con Biagio Izzo

Una commedia brillante, fatta di amicizia e sentimenti, in cui si alternano battute a raffica, situazioni esilaranti e personaggi grotteschi. E’ “Un tè a tre”, il nuovo spettacolo di Biagio Izzo scritto, come sempre, col fidato Bruno Tabacchini, con la regia di Claudio Insegno, in scena, al Teatro Gesualdo, stasera, alle 21 per gli abbonati del turno A, domani, fuori abbonamento e domenica per gli abbonati del turno B, alle 18.30. La formula è quella che si è rivelata vincente nelle ultime stagioni teatrali: una commedia leggera e brillante, con inserti musicali e balletti, scene d’effetto e luci sfavillanti. Punto di partenza della trama un tredici miliardario al totocalcio vinto da due amici, un napoletano e un milanese. Uno dei due, il napoletano, più passionale, non regge all’emozione e muore colto da un infarto. L’intera cifra finisce nelle mani del vincitore superstite, il milanese, più pragmatico, finisce così per spassarsela con i soldi. Solo dopo anni l’uomo capirà di aver sbagliato, avvertendo il peso della colpa di non aver diviso quella fortuna con gli eredi dell’amico. Di qui la decisione di rimborsare il primogenito del defunto, quella che si rivelerà una vera e propria impresa, poichè i tre figli dell’amico altri non sono che gemelli, con un crescendo di equivoci e colpi di scena, che vedranno protagoniste tre donne, differenti per razza, usanze e abitudini, ma tutte accomunate dal rito del tè. Un’anglosassone, un’orientale e un’indiana, ciascuna caratterizzata dai propri costumi e le proprie tradizioni. In cambio dell’ammontare di circa tre milioni di euro, all’unico erede dell’amico tragicamente scomparso, l’uomo non chiederà altro che il perdono. In scena con Biagio Izzo i bravissimi Teresa Del Vecchio e Francesco Procopio, che avevano già contribuito al grande successo di pubblico del precedente "Una pillola per piacere”. Ritroviamo nello spettacolo una formula cara a Izzo, nel segno di un ritmo serrato, dominato dalla comicità esuberante e vistosa dell’artista. Vero e proprio tormentone la canzone neomelodica del protagonista, che diverte e resta in testa anche fuori dalla sala. E Izzo si conferma mattatore irresistibile, capace di strappare applausi a scena aperta, ormai ospite fisso della stagione del Gesualdo.

Redazione Cultura
 








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