E’ sempre bufera alla Fma di Pratola Serra e più in generale per i lavoratori dell’indotto Fiat. Dopo la manifestazione del 5 febbraio a cui è seguita la seduta del tavolo anticrisi dal quale è emersa la volontà da parte della Provincia e dei sindacati di organizzare un incontro con il Ministro all’Economia, e allo stesso tempo una frattura profonda tra lavoratori, Rsu, sindacati e Unione degli Industriali, si svolgerà questa mattina a palazzo di Città un nuovo incontro organizzato dal sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso.
Critica la posizione della “maggioranza della rsu”, che già il cinque aveva abbandonato i lavori e che attraverso un comunicato ha reso noto: «I lavoratori della Fma ricorderanno il 5 febbraio come una bella giornata di lotta operaia che ha bloccato per un giorno l’intera produzione di motori Fiat e ha messo a nudo l’incapacità della politica irpina di sintonizzarsi con gli operai».
«Chi ne esce con le ossa rotte -continua la nota- è l’assessore Solimine, scaricato dagli industriali e contestato dagli operai della Fma».
Da qui il duro attacco ai segretari generali dei sindacati rispetto ai quali «chiederemo l’intervento di Epifani, Bonanni e Angeletti per richiamare all’ordine questi segretari scollegati dalla base nella fase più calda della vertenza». Il ringraziamento, invece, è andato ai segretari di categoria Zaolino, Vecchia, Altieri e Longobardi.
Infine l’annuncio «ci scusiamo con il sindaco Galasso ma non parteciperemo all’incontro presso il Comune di Avellino».
Intanto, nella mattinata di ieri i metalmeccanici della Ugl hanno ascoltato a piazza San Pietro le parole del Papa.
«Una delegazione dell'Ugl di Avellino -si legge in una nota-, guidata dal segretario nazionale dei metalmeccanici Giovanni Centrella e dal segretario generale dell'Ugl-Utl di Avellino Costantino Vassiliadis, ha raggiunto Roma per assistere alla Santa Messa celebrata dal Papa.
Per l'occasione hanno esposto uno striscione di ringraziamento al Santo Padre per l'appello rivolto in difesa dei lavoratori e dei posti di lavoro. Un appello molto sentito dai lavoratori che stanno vivendo nell'incertezza e che sono molto preoccupati per il futuro visto il perdurare della crisi e delle aziende in gravi difficoltà». |