Giovedì 11 Marzo 2010

Caldoro: «Irpinia protagonista»
Dopo quindici anni di malgoverno saranno gli elettori a segnare la svolta democratica in Campania. E’ con questa convinzione che il Popolo della Libertà al gran completo lancia la sua sfida al centrosinistra di De Luca. Per l’apertura della campagna elettorale di Antonia Ruggiero, candidata azzurra al Consiglio regionale, al Country sport di Avellino ci sono tutti o quasi; compreso il candidato governatore Stefano Caldoro, che irrompe fuori programma quando la manifestazione è già iniziata.
Nella sala, affollatissima, si scorgono i volti degli altri candidati alla regione e di tanti amministratori. Ci sono però soprattutto loro la deputata Alessandra Mussolini, anche lei in corsa per un posto in Consiglio regionale nella lista di Napoli, il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, coordinatore del Pdl campano e i già citati Caldoro e Ruggiero.
«Tutti noi siamo impegnati in questa campagna elettorale per portare nella nostra Regione il seme buono del cambiamento - dice quest’ultima in avvio di manifestazione - Il contributo di ciascuno di noi è determinante per affermare la svolta di cui la Campania, oggi più che mai, ha bisogno e per sottrarsi ancora una volta allo sfascio del centrosinistra».
Ruggiero parla di una Campania «ricca di potenzialità, di belle energie e viva di grandi intelligenze» ma «mortificata, messa in ginocchio, devastata da una gestione miope, scellerata, incapace di far emergere talenti e prospettive».
Per questo, a dispetto di tutti i sondaggi che vedono il centrosinistra in ripresa, si dice sicura della vittoria: «Non ce la farà lo sceriffo De Luca ad affermarsi come il simbolo del rinnovamento. De Luca è tutto fuorché il cambiamento che tanto va sbandierando. Anzi, rappresenta proprio la continuità rispetto agli errori di Bassolino. E non ha nemmeno l’onestà intellettuale di ammetterlo. Dice che vuole agire al di là dei partiti, ma De Luca è figlio di quel sistema partitico che oggi vorrebbe rinnegare. E’ figlio del Pci prima, dei Ds poi e del Pd oggi. Di quella tradizione politica, cioè, che in Campania è da sempre sinonimo di assistenzialismo, clientelismo, malasanità, malaburocrazia, inefficienza. E ha, al suo fianco, tutti i protagonisti, nessuno escluso, dello sfascio attuale».
Infine conclude: «In questa campagna elettorale io porto il mio impegno, porto tutto quello che ho dimostrato di saper fare nella mia esperienza da assessore provinciale, qui ad Avellino e in Irpinia, nella terra dove vivo da sempre e dove voglio che possa vivere anche mio figlio».
Sicuro della svolta si dice anche il leader campano Cosentino. «I cittadini - attacca - hanno già scelto il cambiamento. In quindici lunghi anni abbiamo visto di tutto. Abbiamo visto l’uomo che è stato simbolo del rinascimento napoletano e ministro della Repubblica fallire il suo progetto di governo perché attorniato da una coalizione rissosa e inesistente. Bassolino ha perso perché il centrosinistra ha proposto un modello sbagliato, quello dell’uomo solo al comando. Lo stesso che propone oggi con De Luca che non vale certo quanto il suo predecessore. Noi proponiamo un modello diverso: Caldoro sarà capitano di una squadra fatta dalla migliori energie dei nostri partiti e della società civile».
E’ poi Mussolini ad infiammare il popolo azzurro con la verve e l’energia che la contraddistingue. «La gente - dice - non ce la fa più. Dopo aver governato per quindici anni, la classe dirigente del centrosinistra è diventata punto di riferimento anche per tante cose negative. Dobbiamo spezzare questi legami. Serve una svolta democratica che faccia fare alla nostra regione un salto in avanti».
Quando Caldoro si porta al microfono la gente lo saluta con un’ovazione. Alla stampa qualche minuto prima aveva assicurato: «L’Irpinia sarà protagonista della prossima Regione perché è giusto che la Campania metta da parte frazionamento e scontri tra territori. Ogni realtà sarà messa in grado di valorizzare le potenzialità, i valori e gli uomini di cui deve essere orgogliosa. Bisogna ragionare in termini di squadra». E ricordando l’appello della Cei e del Cardinale Sepe al mondo politico aveva aggiunto: «Lo condividiamo ma ora non servono parole, risponderemo con i fatti».
Dal palchetto dei relatori Caldoro lancia critiche nei confronti del suo avversario, considerato schiavo di Di Pietro, «il nuovo giullare della politica». «Italia dei Valori - dice - lo ha designato candidato nel giorno del suo congresso e ora gli impone la sua linea giustizialista, parolaia e demagogica». De Luca, aggiunge, «continua a ripetere di rappresentare il rinnovamento. Noi non abbiamo bisogno di dirlo perché lo siamo realmente. La novità sta nel fatto stesso che abbiamo fatto quindici anni di opposizione a questo centrosinistra». Poi riferendosi a De Mita dice: «E’ vero che ci sono personaggi che non sono all’opposizione da tanto tempo come noi ma evidentemente hanno fatto autocritica all’interno di uno schema politico». Tra le priorità del suo governo, assicura, ci saranno «sanità e rifiuti». Poi conclude: «Vinceremo questa battaglia di liberazione per riappropriarci del nostro futuro».
Redazione politica
 





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