Marted́ 7 Settembre 2010

Caldoro s’impegna: Sud e lotta al crimine

Una telefonata di auguri al premier Berlusconi di buon mattino e poi di corsa a Roma a raccogliere l'applauso di Montecitorio da cui si dimettera' presto per dedicarsi all'impegno di neo governatore della Campania. Stefano Caldoro, il portabandiera del Pdl protagonista del successo che ha posto fine a una stagione politica fatta di undici anni di governo del centrosinistra in Campania, annuncia di voler bruciare le tappe ma intanto si gusta il successo sul suo sfidante, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, suggellato in modo netto dai numeri (54,2% a 43% il dato definitivo). Il primo pensiero di Caldoro, dopo una notte di festeggiamenti, e' per Silvio Berlusconi. Al premier, che lo ha sostenuto con convinzione, Caldoro ha espresso 'gli auguri per il successo del Pdl'.
Poi ai cronisti ha detto: 'Ha vinto ancora una volta Berlusconi, che ha impostato in maniera intelligente la campagna elettorale'.
'Il giuramento, che e' stato preso sotto gamba, ha voluto rappresentare che c'e' un'intesa tra il governo e le regioni, di avere delle amministrazioni locali in piena sintonia col governo', ha proseguito Caldoro che gia' dalle prossime ore si dedichera' alla formazione della giunta.
Piano Sud e lotta alla criminalita' organizzata 'le priorita' del prossimo governo regionale' indicate dal neo governatore che avra' dalla sua un' ampia maggioranza in un Consiglio in cui, grazie alla legge elettorale che ha introdotto la doppia preferenza di genere, ci saranno tredici donne.
Tra queste non il ministro Mara Carfagna, che si dimettera' da consigliere dopo aver conquistato il record delle preferenze nel Paese, circa 56.000, vincendo il derby tra primedonne del Pdl con Alessandra Mussolini, eletta con oltre 15.000 voti.
Tra i figli d'arte disco verde per Ettore Zecchino, figlio dell'ex ministro Ortensio, mentre niente da fare per Angelo Gava, rampollo dell'ex ministro degli Interni Dc Antonio e per Giovanni Mensorio figlio dell'ex deputato Carmine.
Ma la polemica del giorno dopo verte sull'elezione di Roberto Conte, il consigliere uscente ex Pd condannato in primo grado per associazione esterna di stampo mafioso e rieletto con piu' di 10.000 preferenze nella lista Alleanza di Popolo.
Durissimo il giudizio del ministro Carfagna: 'Chi ha candidato Roberto Conte si e' assunto la responsabilita' di sporcare il Consiglio regionale: il capo di imputazione e' molto grave'.
Il Pdl invano ne aveva chiesto il ritiro dalla competizione. Pur dall'esilio di Roma e con una campagna elettorale fatta per telefono e via web, e perfino con apparizioni in ologramma, torna in Consiglio regionale anche Sandra Lonardo Mastella, coinvolta nelle inchieste giudiziarie sull'Arpac e sul sistema Udeur e costretta al divieto di dimora fuori dalla Campania.
Nel Pd bene il sindaco di Villaricca Lello Topo e l'ex capo della segreteria di Bassolino, Antonio Marciano.
Il giorno dopo la sconfitta, Vincenzo De Luca non si rimprovera nulla: 'Non ho fatto errori' - dice - e riferisce di aver ricevuto le telefonate del leader del Pd, Pierluigi Bersani, e del governatore uscente Antonio Bassolino.
Non quella del sindaco di Napoli Iervolino che con i cronisti si e' rammaricata perche' il suo sostegno non e' stato raccolto dal candidato governatore: 'Mi ero offerta di accompagnarlo in periferia a Napoli - ha rivelato con un po' di sarcasmo - ma se De Luca dice 'vado da solo' non si puo' certo imporre'.

Redazione politica
 





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