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| Ma i sindaci non mollano: chiederemo i pieni poteri |
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Andretta - Ventinove settembre 2008, da questa data il Formicoso è interdetto alla libera circolazione di persone e mezzi. Da questo giorno i contadini per recarsi nel proprio fondo dovranno chiedere il permesso, per entrare in casa loro, ai militari. Questo il messaggio che da ieri è stato lanciato nell'area del Formicoso che è stata individuata per ospitare la discarica, dall'esercito con il filo spinato. A far male al cuore non erano le decine di agenti di forza pubblica schierati con elmetti e manganelli ma il filo spinato che delimitava l'area individuata. Insomma l'esercito è padrone del territorio e non più i cittadini e le loro istituzioni. A distanza di circa sessant'anni, in quelle terre in cui il popolo si era immolato per prenderle e coltivarle, il territorio, allora, era stato occupato dai cittadini, oggi viene occupato dai soldati.
Una azione improvvisa, senza preavviso e anticipando i tempi stabiliti in numerose riunioni precedenti, la notte tra domenica 28 e lunedì 29 settembre i soldati hanno preso possesso delle terre di tanti contadini.
Alle ore più piccole, davvero, intorno alle 4, sulla strada che conduce ai fondi dei contadini si sente il rombo dei mezzi della prima colonna. A seguire una seconda e poi le luci lampeggianti dei mezzi della polizia e dei carabinieri. Trovano un centinaio di persone, inermi e infreddolite e assonnate, a dimostrazione che l'azione è stata fatta a sorpresa, e quindi si registra solo qualche scaramuccia poi si ripristina lo stato civile dei rapporti e i soldati cominciano il proprio lavoro.
Intanto gli agenti delle forze dell'ordine circoscrivono l'area. A meno di un chilometro prima della zona individuata ci sono le palette della polizia che evitano l'arrivo di automobili. A piedi si raggiunge l'area e trovi una quarantina di agenti di polizia e carabinieri con elmetti e giubbotti imbottiti e manganelli a difesa del filo spinato. E' la sensazione più brutta che si ricava vedendo quella delimitazione.
«E' Auscwitz, solo i nazisti facevano questo». E' il grido disperato delle persone che assistono ai lavori di recinzione dell'area «zona di alto interesse strategico nazionale, sorveglianza armata, non oltrepassare». Così recita un cartello che solerti militari del genio pongono lungo la recinzione. Poche persone, un centinaio circa alle prime ore della giornata di ieri. Per lo più studenti delle scuole superiori, comunque adolescenti, e di adulti davvero pochini. Per fortuna anche molto calmi e che tentano di evitare momenti di crisi. La sensazione è che ci sia tanta voglia di allontanare il sentimento di rassegnazione. Poche persone dunque ad attendere l'arrivo dei soldati. E questo sconfessa le grandi affermazioni di qualche amministratore. «Troveranno un muro di popolo».
Il popolo forse stavolta "non ce l'hanno". Come diceva Nino Manfedi nel film "L'anno del signore" ai carbonari che cospiravano e lo accusavano di non avere cultura. Non si vuole passare per rassegnati e quindi c'è altro nei cuori e nelle menti degli uomini e delle donne di Alta Irpinia e del Formicoso in particolare.
C'è, invece, tanta rabbia nel vedere le proprie terre, quelle per le quali hanno combattuto padri e nonni, ormai diventate campo militare. Con tende e mezzi militari, bagni di fortuna, l'occorrente per quella che viene definita "una occupazione temporale delle terre". Una volta, decenni fa si parlava di "occupazione del popolo". I contadini provano a chiedere ai militari che fine faranno le loro terre, i fondi che consentono loro di vivere e ricevono assicurazioni. Ma nulla di più. I soldati sono impegnati a recintare quando cominciano ad arrivare amministratori dai comuni vicini, oltre Andretta, Lacedonia, Bisaccia, Guardia dei Lombardi.
Di dirigenti politici provinciali davvero pochini. C'è il segretario del PdCI, Nicola Cicchetti, i dirigenti provinciali del Prc Antonio Di Ninno, del Pd Pasquale Gallicchio, Franco Arminio. C'è anche la comunità montana Alta Irpinia, con il presidente Giuseppe Di Milia, Carmine Casarella, sindaco di Vallata, De Angelis, primo cittadino di Cairano, e Franco FIordellisi della Cgil. E poi altri amministratori locali. Alcuni tentano anche di mediare con i militari e parlano con il comandante della piazza. Il colonnello che guida le operazioni militari prova a dare una immagine bonaria dell'esercito e si trincera dietro l'alibi che lui è un soldato e quindi deve obbedire. Spiega che lui non ha colpe e che comunque resteranno in quella zona, almeno lo spera, venti giorni, al massimo un mese. Tempi tecnici per effettuare le operazioni. Una settimana per effettuare i carotaggi e poi quindici giorni in attesa dei risultati e infine partenza. Quando qualche amministratore gli fa notare che l'area delimitata è superiore a quella prevista il colonnello spiega perché. Con una carta dimostra come ci sia una zona delimitata per effettuare i carotaggi, e che l'altra delimitata è stata decisa da loro militari per sicurezza.
A loro servono strade e altre cose. Emerge, tra gli amministratori la volontà di realizzare una strada per consentire ai militari alcune operazioni e però liberare la seconda area per timore che possa diventare zona militare ad ogni minima emergenza.
La verità è che si teme che in tutta l'area delimitata si possano realizzare altre vasche. Insomma l'azione della notte scorsa ha fatto sorgere il dubbio che in ogni azione messa in piedi ci sia stato un tranello. E che il commissariato e l'esercito lavorano per cogliere di sorpresa i cittadini. Cosa avvenuta ieri alle prime ore della giornata e che ha prostrato i cittadini dell'Alta Irpinia.
Il filo spinato dell'esercito ha fatto anche due prigionieri. Un palo della selva eolica che c'è in questa zona, e una abitazione. Se per la prima c'è stata anche un poco di ilarità tra i cittadini pronti che vigilavano la seconda ha causato invece rabbia. Una donna anziana che si ritrova con la propria casa praticamente di fianco alla discarica e quindi costretta ad allontanarsi dal suo luogo, per il quale avrà posto in campo sudore sangue per costruire il suo nido, crea in tutti un sentimento di rabbia. E sono soprattutto i giovani, gli studenti, gli adolescenti che sfidano quasi i militari. Cosa pericolosa perché si tratta di altri giovani che hanno ricevuto ordini precisi e, dunque, pronti anche a sparare al minimo movimento fuori dal normale. Per fortuna nulla di tutto questo è accaduto.
I cittadini dell'area quasi all'unisono hanno pensato che c'è ancora la speranza di «avere un inverno da Formicoso». Insomma ci si affida al generale inverno, alle condizioni metereologiche che se dovessero diventare quelle invernali di una volta trasformerebbero il Formicoso in una trappola drammatica pe ri militari. Anche il colonnello che comanda le operazioni ne è consapevole tanto che sembra sincero quando dice che lui vorrebbe andare via entro venti giorni. Intanto mentre la mattinata si dipana così ad Andretta, in Comune c'è un incontro dei sindaci della zona. E anche dell'area avellinese. Si prova a fare qualche contromossa che possa diventare positiva per contrastare la realizzazione della discarica. Nel pomeriggio consiglio comunale aperto a Bisaccia e altri sindaci prendono decisioni anche forti. Oggi potrebbero recarsi tutti a Roma e fare qualcosa di eclatante.
Intanto si sta studiando se i sindaci possono assumere pieni poteri, nel caso specifico il primo cittadino di Andetta, visto che sul suo territorio sorge l'insediamento militare. Sembrerebbe possibile assumere i pieni poteri, facendo ricorso al pacchetto sicurezza promosso dal Governo attuale, per la tutela dell'ordine pubblico. E quindi i militari a quel punto dovrebbero prendere ordine dal sindaco. Il quale farebbe rispettare l'ordine pubblico attraverso i vigili urbani. Questo a livello istituzionale. I cittadini si preparano a fare altro. Anche ristoratori e commercianti sembrano pronti a creare difficoltà ai militari. Ci sarebbe chi è pronto ad esporre il cartello: non gradito l'ingresso degli occupanti. Un clima ostile che il colonnello che comanda la piazza ha reso noto. Dal comando infatti gl sarebbe stato chiesto, come ha detto lui, di non far uscire i ragazzi a fare la pizza per evitare azioni ostili appunto.
Insomma si è aperta la guerra vera del Formicoso. Anche se il territorio è ora nelle mani dei militari esisterebbero ancora frammenti di spazio per tentare di ribaltare la situazione.
Rodolfo Picariello |
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Redazione
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