Giovedì 9 Settembre 2010

Incatenati a palazzo Chigi ricevuti da Gianni Letta dopo dieci ore di attesa

Si sono liberati dalla catene solo quando sono stati ricevuti dal sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio.
Il braccio destro di Silvio Berlusconi, Gianni Letta, ha messo nero su bianco, per esplicitare la posizione del Governo sul piano rifiuti in Campania. Davanti a lui c’erano i sindaci, “scatenati” dopo la clamorosa protesta che hanno messo in piedi a Palazzo Chigi. «Escludo nel modo più assoluto, che possa essere realizzata una seconda discarica nella provincia d Avellino prima che siano state realmente aperte tutte le altre discariche previste dal d.l. 90». E’ quel “prima” che fa la differenza, che ha fatto storcere il naso, che fa pensare che la minaccia incombe, in ogni caso.
Che la questione resta aperta. Ma l’incontro con il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio è stato ottenuto. La mediazione dell’onorevole Arturo Iannaccone è stata determinante. Letta ha informato i sindaci che «le iniziative adottate dal sottosegretario Bertolaso riguardano esclusivamente le indagini preliminari relative all’esigenza di conoscere lo stato geomorfologico previsto dal d.l. 90. Pertanto, allo stato attuale, non è prevista la realizzazione di alcuna discarica nel territorio di Andretta fino a quando non saranno definiti tutti gli elementi necessari per decidere in tal senso».
Letta ha anche sottolineato un altro aspetto: «Di tali informazioni il sottosegretario Bertolaso ha più volte fatto partecipi i sindaci del territorio interessato, che attualmente stanno manifestando davanti a palazzo Chigi, ed egli, anche oggi, ha ripetutamente offerto la propria disponibilità ad incontrare ancora una volta gli amministratori locali per spiegare loro tempi, procedure e modalità di azione. La presenza dell’esercito nel sito del Formicoso si è resa necessaria proprio in considerazione del fatto che i sindaci avevano espresso il loro diniego anche alle preliminari attività di indagine geomorfologica».
Fin qui, alla lettera, la nota indirizzata ad Arturo Iannaccone, che è anche il contenuto del colloquio avuto con i sindaci. Non eccessivamente ottimistico, il loro commento. Freddini, sull’esito, hanno deciso di rientrare. Avrebbero trascorso qui la notte. Erano in contatto con gli amici a casa. Sarebbero arrivati almeno altri due pullman di persone ( e di coperte al seguito...). La cronaca della giornata, eccola. Tutto è cominciata alle prime ore del mattina.
Sono partiti e si sono diretti a Palazzo Chigi. Fasce tricolori, catene per dire che loro, oltre dieci sindaci dell’Alta Irpinia: si sentono offesi, non ascoltati, traditi. Catene e fasce per farsi notare, per attirare l’attenzione della stampa nazionale. E del Governo. Ieri mattina davanti a palazzo Chigi c’erano i sindaci di Calitri, Vallata, Bisaccia, Guardia Lombardi, Cairano, Sant’Angelo dei Lombard, Rocca San Felice, Calitri, Sant’Andrea di Conza, Monteverde, Lacedonia. Hanno voluto portare a Roma un bagaglio di rabbia, delusione, sgomento, per quanto avvenuto l’altra notte sul Formicoso, ormai presidiato dall’esercito che ha accampato la sua stazione logistica perché i tecnici possano effettuare i carotaggi. E’ stato questo l’atto che ha sconvolto la fase, già di per sé difficile, della mediazione ormai in corso da mesi. E’ stata una giornata convulsa: i primi cittadini anno voluto rendere pan per focaccia: a colpi di blitz, anche da parte loro, come ha fatto Bertolaso con il Formicoso. Dicono in coro mentre parlano sotto il sole di questa bella giornata di fine settembre con la gente che chiede loro che fanno lì incatenati, ai cronisti che li intervistano. E spiegano le ragioni della loro clamorosa protesta. Sono arrivati quatti quatti, hanno fatto gli indifferenti: le catene erano già avvolte alla cintola. I lucchetti pure erano pronti: li hanno chiusi alla cancellata e lì si sono resi prigionieri, per essere ascoltati, forzando certo, ma era l’unica strada, avevano deciso il giorno prima, per poter essere finalmente notati. No alla militarizzazione, no alla terza discarica né in Alta Irpinia, partire subito con la differenziata e con l’impiantistica. Sono questi gli argomenti che hanno spiegato alla gente, ai cronisti, che hanno voluto sapesse il ministro Letta. E su tutto, «lo Stato non può trattare così la gente, vecchi, bambini, donne, un centinaio in tutti, e amministratori pacifici, mentre uomini armati occupavano il Formicoso», dice tra gli altri il sindaco di Calitri, Giuseppe Di Milia. Sono passati davanti ai sindaci esponenti politici dei due schieramenti. Chi si è fermato, chi no. Ha mostrato più interesse degli altri l’onorevole Antonio Di Pietro. Per il resto, poco quanto nulla. Letta ha chiuso così: «Alla luce di quanto espresso voglio auspicare che i sindaci abbandonino immediatamente tale forma di protesta, fermo restando che il sottosegretario Bertolaso sarà ovviamente disponibile ad incontrare tutte le autorità competenti sia a Napoli che presso il comune di Andretta». Anche qui i sindaci non fanno salti di gioia.
Intanto ad Andretta e in alta Irpinia sono nate e si sono sviluppate una serie di manifestazioni pacifiche.
Sono 3121 studenti dell'alta irpinia che ieri mattina hanno aderito al comitato studentesco “Nessuno tocchi il Formicoso”.
«Con grande orgoglio questa mattina (ieri mattina per chi legge, ndr) abbiamo ricevuto queste adesioni , siamo in tanti a lottare per una scelta ingiusta che il nostro territorio non si merita, lotteremo molto considerato che oltre a conquistarci la nostra irpinia e il Formicoso, dobbiamo conquistarci la nostra democrazia che questo governo sta cancellando, considerato il loro comportamento ingiusto che hanno portato ad occupare le nostre terre dai militari la notte tra domenica e lunedi terre che i nostri concittadini hanno lottato per averle e lavorato sodo». Così Antonio Caputo di Aquilonia uno dei fondatori e portavoce di questo comitato.
Gli istituti che hanno aderito sono: Bisaccia, Calitri, Lacedonia, Sant'Angelo dei Lombardi, Lioni e Vallata il quale Bisaccia Calitri Lacedonia e Sant'Angelo dei lombardi hanno gia ufficializzato l'assemblea permanente degli istituti. Intanto domani mattina, si svolgerà una marcia pacifica con associazioni e amministratori per smilitarizzare il Formicoso. La marcia partirà dalla casa cantoniera che sorge proprio lungo la strada che conduce al sito di Pero Spaccone individuato dai militari.
Per la sottoscrizione al Manifesto comunicate la vostra adesione alla redazione del Corriere: tel: 0825792424 Fax: 0825792440
mail: provincia@corriereirpinia.it


Redazione Provincia
 





sondaggi
_
_ entra
_
_

sondaggi
_
_ entra
_
_




forum
_
_
_



© 2002 - Conceptual design