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| Caro presidente Napolitano, ci aiuti a difendere l’Irpinia |
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I cittadini di Andretta scrivono al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per manifestare il loro stato d’animo rispetto ad una situazione di difficoltà e di grande impotenza.
«Al Presidente della Repubblica Italiana. Egregio Dr. Giorgio Napolitano,
la nostra disperazione ci spinge a scriverLe affinché possa farsi portavoce del nostro disagio.
Qui ad Andretta (Av), paese di 1500 abitanti che vivono principalmente di agricoltura, molto probabilmente verrà realizzata a breve una discarica dalle dimensioni enormi: 140 ettari di terra. Terra che verrà espropriata a quei contadini che l'hanno lavorata e che hanno dato da mangiare a molte persone con il loro lavoro. Il nostro sospetto viene dall’insistenza con cui si vuole realizzare a tutti i costi questa megadiscarica ed è avvalorato dagli incontri con la Struttura Commissariale; in maniera più precisa dalle parole del Capomissione Generale Giannini alla presenza di vari sindaci della nostra Comunità Montana e dei vari rappresentanti dei comitati. Egli ha affermato che l’attuale piano si poneva in piena continuità con il vecchio previsto dal prefetto De Gennaro, il quale includeva anche una piattaforma per lo stoccaggio di rifiuti tossici. Questa discarica distruggerebbe in maniera irreversibile la nostra economia, la nostra salute e quella delle generazioni future e tutto quello che siamo riusciti a costruire negli anni dopo il terremoto dell'80. Ora che ci stavamo per riprendere arriva questa ingiustizia che ci rimette in ginocchio, ma questa volta non si tratta di una catastrofe naturale ma di una decisione presa a tavolino per “usare” la nostra terra per nascondere e sotterrare tutto quello che non si riesce a risolvere altrimenti. Cosa farà l'80% della nostra popolazione che vive di agricoltura? Qui ad Andretta abbiamo un monumento dedicato ai caduti, persone, nostri familiari, che attraverso il loro sacrificio hanno difeso e costruito il nostro popolo. L'esercito è nato per difendere i cittadini, oggi ci troviamo dinanzi ad un progetto talmente paradossale in cui quello stesso esercito si trova a difendere un progetto camorristico che schiaccerà per l'ennesima volta i più deboli. Ci appelliamo a Lei affinché i valori dello stato non vadano in mano a chi costruisce una cultura di morte attraverso una gestione dei rifiuti che mira unicamente al business a scapito della salute e della vita delle gente.
Ci appelliamo a Lei perché lei è garante dei nostri diritti, e se Lei rimanesse in silenzio, si dimostrerebbe complice di una legge antidemocratica che va contro i diritti e la dignità umana. Il progetto di una piattaforma per lo stoccaggio di rifiuti tossici e radioattivi è una cosa che va discussa in Parlamento e non realizzato con una legge votata in emergenza! Se questa lettera non basterà andremo alla corte di Strasburgo dei Diritti umani per denunciare quello che sta accadendo in Italia in questi ultimi anni. E diremo chiaramente e ad alta voce che lo Stato Italiano è complice di tutto questo! La nostra grinta e disperazione è dettata dalla paura che la nostra terra e la nostra cultura possano scomparire.
La verde Irpinia patria di De Sanctis, di tanti lavoratori e di tanti immigrati che hanno costruito l'Italia e il mondo con le loro mani, sta per essere ricoperta di rifiuti.
A quanto ci ha riferito il dott. Bertolaso, sono molte le discariche di questo genere che sono in progetto dalle nostre parti. Il Governo e la Repubblica Italiana devono ridiscutere la questione dei rifiuti in parlamento altrimenti un giorno dovranno rispondere di tutto questo di fronte agli italiani e al mondo intero. Non può essere risolta così! Di nascosto! Noi, i nostri padri, le nostre mogli e i nostri figli non ci stiamo! Con la stima che riponiamo in lei la preghiamo vivamente di farvi portavoce della nostra richiesta. |
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Redazione
Provincia
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