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BISACCIA – Sale sul campanile e minaccia di lanciarsi nel vuoto per protestare contro la realizzazione della discarica sul Formicoso, ma anche per rilevare il totale abbandono degli organi di informazione regionali nazionali sulla vicenda. A commettere il gesto è stato un giovane operaio di Bisaccia, Luca Ciaffa, i trent’anni che dopo essere salito sul campanile della chiesa madre del suo comune per tre ore ha fatto mantenere con il fiato sospeso la sua famiglia e l’intera comunità altirpina. Dopo aver preparato uno zainetto con qualche panino, acqua e una coperta, il giovane Luca, era intenzionato a restare sul campanile e iniziare anche lo sciopero della fame, qualora non vi fosse stata una maggiore attenzione da parte dei mass media sulla vicenda del Formicoso. Il gesto eclatante messo a segno è stato rivendicato direttamente dal giovane operaio che ha telefonato Franco Arminio, coordinatore del comitato Nessuno Tocchi il Formicoso, il quale nel corso del comizio che si stava svolgendo sul Formicoso ha dato notizia a tutti. «Mi ha telefonato un giovane che minaccia di lanciarsi dal campanile. Ha chiesto di parlare con tutti i giornalisti, in particolare con quelli della Rai e con il Vescovo di S. Angelo Monsignor Francesco Alfano». Mentre i sindaci continuavano il loro intervento, un gruppo di giornalisti, insieme al Vescovo della Diocesi di S. Angelo Monsignor Francesco Alfano, insieme ad alcuni dirigenti delle forze dell’ordine si sono precipitati nella piazza principale di Bisaccia, dove ha sede il campanile. Immediatamente sul posto sono arrivati anche i Vigili del Fuoco e un’ambulanza del 118. Man mano, se pure con ansia, cresceva anche la folla che guardava il giovane Luca Ciaffa con il suo cartello in mano su cui era scritto: «Togliete questo filo spinato che il nostro terreno è stato minato». Nonostante le prove di dialogo con le forze dell’ordine, con il Vescovo e alcuni parroci presenti, il giovane ha atteso che arrivasse il sindaco di Bisaccia e il Presidente del Comitato contro la discarica Franco Arminio, prima di parlare con la stampa e prendere ogni decisione. A Bisaccia sono arrivati subito anche il sindaco di Andretta Tonino Caruso, l’ex assessore regionale Rosetta D’Amelio e altri amministratori della zona. Solo dopo che una nota agenzia di stampa ha dato notizia del gesto clamoroso e dopo un primo colloquio con il sindaco Marcello Arminio e un maresciallo dei Carabinieri in borghese, Luca Ciaffa, ha deciso si raccontare in conferenza stampa le motivazioni del suo gesto. E’ stato Franco Arminio ad anticipare le motivazioni del giovane: «Il gesto di Luca non è un gesto violento legato a quindici anni di offese. Non ha valicato la zona militare, ma ha manifestato il suo sdegno per ciò che sta accadendo. Noi tutti condividiamo il gesto di Luca, qualora si prenderanno eventuali provvedimenti su di lui, andremmo cinquemila persone al carcere per farci arrestare direttamente. Chiederemo di smilitarizzare la zona, perché si ha un danno all’erario dello Stato. Intendiamo avere rassicurazioni scritte che dopo i carotaggi i militari andranno via». Il giovane Luca ha poi spiegato: «Stamattina, ho aiutato a gestire le navette e ho deciso di fare questo gesto perché siamo stanchi di questo muro di gomma che persiste, della “dittatura mediatica”. E’ assurdo che un telegiornale nazionale non parla delle nostre proteste quando siamo stati sotto assedio dall’Esercito. Non ha parlato degli ottocento poliziotti che avevano sotto scacco cento persone. Non voglio continuare a vivere in questo modo, potremmo fare altre azioni. Chiediamo di far sentire la nostra voce. E’ impossibile che ci tagliano i servizi sanitari, le scuole e ci mettono pure la discarica. E’ sconvolgente che cittadini di Scampitella, non sappiano ciò che succede al Formicoso a causa della stampa regionale e nazionale. Sono salito sul campanile da solo e nessuno mi ha detto di farlo. L’Irpinia sembra uno Stato a parte». Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti anche i sindaci di Andretta e Bisaccia, ribadendo che l’intera provincia di Avellino è unita e determinata a continuare a lottare pacificamente contro una decisione che offende l’intera provincia di Avellino.
«Noi sindaci – ha spiegato il sindaco di Andretta Tonino Caruso – abbiamo avuto difficoltà mediatica e siamo dovuti andare a Roma ad incatenarci per avere una breve ricaduta mediatica. Il gesto di Luca lo abbiamo condiviso in relazione alla latitanza dei canali della Mediaset di fare vedere tante cose. Il Prefetto di Avellino mi ha telefonato per complimentarsi di come si è svolta la manifestazione – ha continuato il sindaco di Andretta – ma io ho risposto che occorre anche smilitarizzare l’area». |