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Adriano
si è spento nella notte all'età
di 62 anni. Era nato a Ponsacco in provincia
di Pisa. La squadra dell'Avellino era rimasta
sempre nel suo cuore: da calciatore ha disputato
con la maglia degli irpini quattro campionati,
compreso quello della storica promozione
in serie A nel 1979, poi, dopo essersi ritirato,
ha guidato come allenatore la squadra irpina
per tre stagioni. Per volere dei Fratelli
Pugliese deteneva la carica di Presidente
Onorario dell'U.S.Avellino 1912. Il 'rosso
di Ponsacco' aveva anche allenato l' Avellino,
nella stagione 89/90 in serie B subentrando
all'esonerato Nedo Sonetti nella serie cadetta,
dove i Lupi conquistarono uno scadente dodicesimo
posto, con trentacinque punti con Pirpaolo
Marino. Nel cuore e nelle menti di intere
generazioni di sportivi e tifosi della squadra
biancoverde nella quale era arrivato nel
1975, proveniente dal Como, voluto da Antonio
Sibilia, allora presidente del sodalizio
irpino con Vicini sulla panca, diventò
subito la bandiera dei lupi. Da tempo era
ammalato di Sla, la sclerosi laterale amiotrofica,
la patologia conosciuta come morbo di Lou
Gehrig. Lombardi fu tra i maggiori artefici
di quello che veniva chiamato il miracolo-Avellino,
anima e punto di riferimento di quella squadra
che nel 1978, vincendo 1-0 a Genova nell'ultima
giornata di campionato contro la Sampdoria,
con una rete magistrale di Mario Piga, conquistò
la promozione in serie A con Paolo Carosi
allenatore e presidente Arcangelo Japicca.
La domenica precedente realizzò la
rete della vittoria contro il Cagliari,
nel catino"di Contrada Zoccolari, gremito
in ogni ordine di posto,il capitano in quella
stagione realizzò nove reti. L'Avellino
era in serie A grazie anche alle reti del
numero dieci, e per la prima volta nella
sua storia calcistica si apprestava a "calcare"
i mitici campi della massima serie. Per
l'Avellino lattesissimo esordio in
campionato avvenne l'otto ottobre 1978 a
San Siro contro il Milan. Per tutti tranne
che per Lombardi che aveva perduto il documento
di riconoscimento e l'arbitro non volle
saperne di effettuare le operazioni preliminari,
asserendo di non conoscere il giocatore,
nonostante ci fosse un noto notaio di Avellino
che confermasse le generalità dell'atleta.
Antonio Sibilia, lo storico presidente che
guidò l'Avellino dalle serie semi-professionistiche
alla serie A, unisce il ricordo di Adriano
Lombardi, "un calciatore ed un uomo
intelligente" a quello di un calcio
che ormai non c'é più: "Il
calcio che abbiamo giocato e vissuto con
Adriano - dice Sibilia, che poche settimane
fa ha compiuto 87 anni - era popolato da
persone vere, orgogliose, con un senso del
dovere e dell'appartenenza che ha consentito
all'Avellino prima di scalare promozioni
su promozioni fino a conquistare la massima
serie, prendendosi grandi soddisfazioni
anche contro le grandi squadre nei dieci
anni di permanenza in serie A". I primi
sintomi della Sla si fecero sentire tra
il 2000 e il 2001, quando Lombardi si accingeva
a guidare dalla panchina la squadra del
Campobasso. In questi anni, mentre la malattia
divorava inesorabilmente ogni resistenza,
fino a bloccare i muscoli e inibire anche
i più semplici movimenti, Lombardi,
fino a quando le forze lo hanno consentito,
è stato uno strenuo sostenitore e
testimonial delle campagne a favore della
ricerca, raccontando 'in diretta' l'evoluzione
della malattia con coraggio e fierezza straordinari.
Da alcuni mesi le sue condizioni si erano
aggravate. E' spirato stamattina avendo
accanto la moglie, Luciana, che con lui
ha condiviso in questi anni duri e difficile
sofferenze e speranze. Dal loro matrimonio
sono nate due gemelle che oggi hanno otto
anni. I funerali di Adriano Lombardi si
volgeranno domani mattina alle ore 11 presso
la chiesa di San Modestino di Mercogliano.
Domani l'Avellino per onorare il suo "Capitano"
giocherà allo stadio "San Filippo"
di Messina con il lutto al braccio.
Ottavio Picardi
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