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ROMA
- L'Italia si è stretta intorno ai
morti di Nassiriya. Una gran folla ha partecipato
ieri mattina ai funerali del maggiore dell'Esercito
Nicola Ciardelli e dei marescialli dell'Arma
dei Carabinieri Carlo De Trizio e Franco Lattanzio.
Per le esequie solenni, celebrate dall'ordinario
militare monsignor Angelo Bagnasco, la basilica
romana di Santa Maria degli Angeli era gremita.
Tra le autorità politiche il presidente
della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, i presidenti
del Senato, Franco Marini, e della Camera,
Fausto Bertinotti, il presidente del Consiglio
uscente Silvio Berlusconi che al suo arrivo
ha salutato con una stretta di mano il premier
in pectore Romano Prodi.
Appena giunto nella Basilica di Santa Maria
degli Angeli, accompagnato dal ministro della
Difesa Antonio Martino, il capo dello Stato
ha salutato i parenti dei tre militari italiani
caduti nell'attentato di Nassiriya di giovedì
scorso, poi si è seduto tra le autorità.
Durante la funzione, al momento dello scambio
del segno di pace, Ciampi si è diretto
di nuovo verso i parenti delle vittime e li
ha abbracciati.
"Il cuore di tutta l'Italia è
qui - ha detto monsignor Bagnasco nell'omelia
- Il loro sacrificio non sarà vano,
contribuirà lentamente, ma inesorabilmente,
alla costruzione di un'umanità migliore".
Quelle di Ciardelli, Lattanzio e Di Trizio
sono "vite spente da un lampo, con totale
disprezzo della vita umana", ha detto
monsignor Angelo Bagnasco, e rappresentano
"un monito per tutti". Il religioso
ha definito i tre militari "veri eroi".
In chiesa anche il vicepremier Fini, numerosi
ministri ed esponenti politici. Presenti i
vertici delle Forze armate e dell'arma dei
Carabinieri, il sindaco di Roma Walter Veltroni
e i governatori di Abruzzo, Ottaviano Del
Turco, Puglia, Nicki Vendola, e Lazio, Piero
Marrazzo. In chiesa hanno trovato posto i
commilitoni dei tre caduti, militari, ma anche
gente comune, che ha voluto rendere omaggio
alle ultime tre vittime italiane del terrorismo
in Iraq.
Tantissimi sono rimasti fuori dalla basilica,
dove c'era una compagnia di formazione interforze
composta da militari dell'Esercito (i paracadutisti
della Folgore, la brigata cui apparteneva
Ciardelli), della Marina, dell'Aeronautica,
dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
Le bare sono arrivate in piazza della Repubblica
dall'ospedale del Celio dove nei giorni scorsi
era stata allestita la camera ardente.
E al loro arrivo la gente ha tributato ai
tre militari un lungo applauso. I feretri
sono poi stati trasportati a braccia all'interno
della basilica, dove li ha accolti un picchetto
d'onore composto da effettivi delle varie
Forze Armate.
Dietro ogni bara, un militare ha portato un
cuscino, sul quale sono adagiati il berretto
o il basco e la sciabola d'ordinanza di ogni
militare ucciso.
I funerali si sono aperti con la lettura di
un messaggio inviato da Benedetto XVI. Il
Papa ha espresso "ferma riprovazione
per il nuovo atto di violenza", che rappresenta
"un ulteriore ostacolo sulla via della
concordia e della ripresa di quel tormentato
paese".
Il Pontefice ha manifestato "vicinanza
spirituale" ai familiari delle vittime
e invocato "la speciale benedizione apostolica"
sui militari e i civili che continuano ad
operare in Iraq con impegno, nell'arduo compito
al servizio di quel popolo così provato".
La lettura della preghiera del paracadutista
nel corso dei funerali è stata affidata
al capitano dei parà Gianfranco Paglia,
medaglia d'oro al valor militare ancora in
servizio, ferito a Mogadiscio nel luglio del
1993 e da allora costretto su una sedia a
rotelle.
La preghiera del carabiniere è stata
letta invece dal tenente Giorgio Azzarita,
il diretto superiore del maresciallo Lattanzio
al Nucleo radiomobile di Roma.
In piazza della Repubblica lo sventolio di
bandiere tricolori ha segnato il passaggio
dei feretri dei tre militari.
Tanta la commozione tra i cittadini, mentre
i negozi sulla piazza hanno tenuto abbassate
le serrande in segno di rispetto e di lutto.
La piazza è stata immersa in un silenzio
composto, anche perché il traffico
è stato deviato e l'area centrale,
compreso il primo tratto di via Nazionale,
è stata transennata. Quando le bare,
portate a spalla dal picchetto d'onore, hanno
percorso la navata per uscire dalla chiesa
c'è stato un altro lungo applauso.
Il presidente della Repubblica ha aperto il
triste corteo sorreggendo la mamma del maggiore
Ciardelli, alla quale parlava affettuosamente.
I feretri sono stati poi caricati sulle auto
che li porteranno nei comuni di origine dei
tre militari, dove questa mattina si svolgeranno
i funerali in stretta foròma privata.
Difatti parteciperanno solo i familiari delle
vittime. |
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