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| «Fiera
del mio Nicola» |
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Giovanna
Netta e la dignità vanno di pari passo.
Se la guardi bene ti accorgi che in quegli
occhi cè tutta la fierezza di
un marito eroe. Cè tutta la fierezza
di ricordare quelluomo così come
è stato. Lui che le aveva promesso
che sarebbe tornato presto. Lui che le aveva
promesso che non sarebbe successo niente.
Lui, con il quale ogni sera parlava al telefono.
Con il quale ogni sera si raccontava, di loro,
del loro bambino Nicolò, della famiglia
e dei progetti futuri. Ora non è rimasto
più niente. Nicola non cè
più. Nicola è stato ucciso mentre
era in missione. Mentre svolgeva il suo lavoro.
Quel lavoro al quale teneva, quel lavoro che
lo avvolgeva come una passione sfrenata. Giovanna
si presenta ai giornalisti. Si vede che ha
pianto. Quegli occhi marroni con venature
verdi sono luci. Appena bagnati. Ha voglia
di parlare di suo marito. Vuole che anche
gli altri sappiano che uomo è stato,
che padre e che marito meraviglioso. Vuole
che si sappia che lui è morto per la
patria, che il suo sacrificio non deve essere
inutile. «Lo amavo profondamente - dice
- e lo amerò per sempre. E come
se stesse ancora in missione. E come
se mi stesse ancora accanto. Sento le sue
mani muoversi, le sue parole di conforto nei
momenti duro. Quel sorriso che adoravo».
Giovanna parla piano.
Non forza termini. Bilancia le parole. Non
vuole piangere davanti alle telecamere. Giovanna
è vestita con un tailleur a pantalone
di colore verde scuro. Accanto a lei il cappellano
e dei militari. Tra cui una donna che le stringe
la mano. Il calore si sente. Tutti laccerchiano.
Tutti tentano di difenderla in questo momento
di estremo dolore e fragilità. Ha i
capelli neri, sciolti che cadono proprio sulle
spalle. Ha trascorso la notte in bianco. Impossibile
nascondere quelle occhiaie accentuate dalla
sofferenza. A volte muove le mani. Le stringe.
«Mio marito - continua - era un uomo
straordinario. Uno che non si è mai
tirato indietro. Uno che ha sempre affrontato
la vita di petto. E morto in una missione
di pace. Missione nella quale lui credeva
fermamente. E il mio pensiero, in questo momento,
va anche a tutti quei militari che sono ancora
impegnati in Iraq. Spero che possano ritornare
presto in Italia per abbracciare le loro famiglie.
Cosa, che purtroppo Nicola non potrà
fare più». Giovanna ha un fisico
esile. E magra, piccola. Ma trasmette
una forza fuori dal comune. I cronisti lassediano.
Tante le domande, tante le risposte. Non si
tira indietro, un po come suo marito.
«E stato proprio lui - va avanti
- ad avermi dato questo insegnamento. Inutile
avere paura. Inutile cercare di sfuggire.
Non avrei mai immaginato di perderlo. Ma ora
devo fare tutto il possibile per difendere
la sua memoria. Devo fare tutto il possibile
per crescere mio figlio e per raccontargli
come era il padre, cosa aveva fatto nella
sua vita. Per raccontargli la fermezza e lestrema
dolcezza di un uomo altruista, di un uomo
generoso che ha dato la propria vita».
Ora Giovanna deve ricominciare tutto daccapo.
Senza il marito. Senza Nicola che pure se
spesso lontano lei avvertiva sempre così
vicino, tanto a sentirne il calore. Tanto
a sentirne le emozioni. «Il futuro mi
fa paura - conclude - ma in questo momento
prima di tutto devo pensare a mio figlio.
Devono pensare a crescerlo e a farlo sentire
un bambino normale. Fortunatamente siamo una
famiglia unità. Ed in questo momento
così difficile sto assaporando laffetto
di tante persone. Centinaia le telefonate,
centinaia gli attestati di solidarietà
che stanno arrivando. Devo farmi per forza.
Per Nicolò, per Nicola e per me».
Tanta lemozione, tanta la commozione.
Il silenzio si taglia. Il silenzio si trasforma
in pianto. In un pianto delicato, composto.
In un pianto dal sapore amaro che evoca la
tragedia. Ma evoca anche la grandezza di un
uomo che ha lasciato la propria terra per
inseguire un sogno: la pace. Nessuno luogo
comune, nessun banale parafrasare. Nessuna
speculazione. Solo la verità. Quella
verità che a Nicola piaceva tempo.
Quella verità di passione che lo ha
portato fino in Iraq dove ha trovato la morte. |
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Redazione Corriere
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