| Giusto:
nessun assalto alla diligenza. Ecco le mie
proposte |
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Gerardo
Maurizio Manzi ha 38 anni. Sposato, due figli,
è uno dei trentacinque dipendenti della
casa di cura privata Parco degli Ulivi
di Moschiano, rimasto sul lastrico dopo la
dichiarazione di fallimento nei confronti
della società di gestione. Rispetto
agli altri colleghi licenziati, Gerardo Maurizio
ha un dramma in più. Da dieci giorni
lEnel ha operato il distacco dellenergia
elettrica della sua abitazione, perché
il contatore era collegato alla struttura
ora fallita. E così, ogni sera, attivando
un generatore per poche ore, riesce a dare
un po di luce ai suoi due figlioli,
uno dei quali, a soli tre anni, continua a
dirgli di aver paura del buio e a chiedersi
perché anche la strada è illuminata
e la sua casa, invece, no.
In realtà la storia di Gerardo Maurizio
guardiano - giardiniere - tuttofare,
dipendente della clinica da quando questa
è sorta, è emblematica per capire
come un abitante del Vallo di Lauro che cerca
di affermarsi nel riscatto sociale, di liberarsi
da unetichetta ingiusta e falsa, attraverso
lonesto lavoro può, perdendo
la sua sfida, orientare il suo pensiero verso
approdi pericolosi.
E già, perché, dopo circa unora
di colloquio nel quale mi fa attraversare
tutta la sua frustrazione di operaio licenziato
e ora disoccupato, di padre infelice perché
non ce lha fatta, con gli occhi lucidi,
sbotta e mi dice: Se vogliono che devono
prendere altre strade ci stanno riuscendo.
Mi gela, consegnandomi una tristezza infinita
e un senso di impotenza dal quale non riesco
a liberarmi se non con la rabbia che continua
ad assalirmi.
Al fianco di Gerardo Maurizio è seduta
Pasqualina Romano, minuta, dallaspetto
fragile che alla clinica Parco degli Ulivi
ha dato alcuni anni della sua giovinezza e
che ora si trova, come il suo amico, sbattuta
in mezzo alla strada.
Parla con vanto del traguardo raggiunto di
infermiera professionale, dopo essere stata
inserviente in quella struttura. 
«Mi dicevano: Non ti preoccupare
che tutto si aggiusta. Ed io ho continuato
a vivere nella speranza. Invece lavoravo in
un castello di sabbia che è crollato
al suolo al primo urto. Ed ora? Cerco lavoro.
Chiedo in giro, qualcuno si dispiace pure,
ma nel Vallo è proprio difficile farti
prendere a lavorare». La fermo prima
che possa andare avanti, perché temo
che che anche da lei possa giungermi qualche
messaggio inquietante. Riesce, però,
a dirmi che i suoi compagni di lavoro che
oggi sono sullaltro fronte perché
si sono fatti convincere a rompere lunità
dei dipendenti, sono stati consigliati male
da chi aveva tutto linteresse a far
fallire ogni trattativa».
Sono in tanti ad aggrapparsi ad una speranza,
perché ci possa essere ravvedimento
da parte di chi ha la loro vita e quelle delle
loro famiglie, nelle mani.
Come Francesco Romano, giovane dal fisico
imponente, che parla dei suoi quattro figli
da mantenere, della moglie che non lavora
e del suocero che poteva anche dargli una
mano se non fosse anche lui capitato sotto
la mannaia dei licenziamenti del Parco.
Mi dice che lui aveva preso «anche la
tessera della Margherita, perché proprio
ci credeva ed in vece ha scoperto che uomini
della Margherita lo hanno tradito per quelli
di Forza Italia». E ne parla con grande
rammarico, facendoti capire quanto possa incidere
la malapolitica anche nel desiderio di credere.
Si potevano evitare situazioni cosi disperate
e disperanti? Sì, se la Sanità,
che dovrebbe essere sentinella della salute,
non fosse diventata occasione di speculazione,
di affare, di vergognose complicità,
tutte cose che schiacciano persone e la loro
dignità, mettendo a rischio anche il
futuro dei figli di questi operai a cui oggi
si dà un esempio di grandissima ingiustizia,
perpetrata senza scrupoli.
Cè ancora la possibilità
di poter fare qualcosa?
Di poter salvare questi posti di lavoro in
una zona ad alto rischio e verso la quale
il debito di chi la rappresenta ha costruito
il fallimento di ogni strategia?
Stamane lassessore regionale alla Sanità,
Rosalba Tufano, incontrerà il sindaco
di Moschiano, Anna Maria De Girolamo che,
in questi mesi, ha gridato nel deserto perché
lemergenza Parco degli Ulivi
, quasi una Fiat per il Vallo di Lauro, fosse
presa in seria considerazione. Ha dovuto attendere
per più di un mese prima di poter essere
ascoltata. E una donna coraggiosa, leale,
che ha scelto di servire le istituzioni in
una terra di frontiera. E stata illusa
anche da chi avrebbe dovuto darle una mano.

Insieme a lei ci sarà il manager dellAsl
Avellino 2, Roberto Ziccardi che, fin quando
ha potuto e con i mezzi di cui dispone, aveva
creato tutte le condizioni per portare serenità
in quella comunità, difendendo il diritto
dei pazienti, il lavoro dei dipendenti. Poi
qualcuno ha detto: Non sha da
fare e così tutto è andato
in malora.
Infine, ci sarà il rappresentante della
Prefettura di Avellino, Napolitano, testimone
di una estenuante trattativa che ha visto
fallire come in una scena di Dario Argento,
nel momento in cui bisognava sottoscrivere
un accordo che avrebbe dato il via ad un nuovo
percorso dentro cui la speranza non sarebbe
morta. Oggi cominceremo a sapere se essa è
stata uccisa da chi con la malapolitica e
con le alleanze pericolose riesce a vincere
anche sullonestà di Gerardo Maurizio,
Pasqualina e Francesco.
6- Continua.
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