Piazza
Castello ormai rimessa a nuovo. Lappello:
eccellenza, tornate ogni anno
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«Ma
sa che le dico? Io vorrei quasi che il Presidente
della Repubblica venisse qui ogni anno. Quasi
quasi preparo uno striscione e ci scrivo bello,
in grande, questo invito. Può essere
che Ciampi lo accolga e ci fa contenti. Di
certo, io così il castello non lavevo
mai visto».
Mario Giannattasio scherza, ride, e dà
di gomito allamico che gli sta di fianco.
«Sono sette anni che gestisco il bar
in piazza e non avevo mai notato alcuni particolari
che oggi si vedono in queste mura. Quella
porticina piccola, per esempio. Evidentemente
prima era coperta dallerba».
Insieme a tre, quattro commercianti della
zona, Mario sta guardando gli ultimi preparativi
in corso per rendere Piazza Castello che più
bella non si può. E a piazza
castello che Ciampi scenderà dallautomobile
prima di entrare nel teatro Gesualdo.
E allora, via, operai intenti a tagliare le
erbacce che avvinghiano i ruderi del castello,
escavatrici a delineare i perimetri percorribili.
Tir che trasportano le pietre per delineare
le aiuole e altri che vomitano colate di asfalto
necessario a tappare i buchi che cerano
prima. Leffetto è quello di un
maquillage fatto piuttosto in fretta. Ma pur
sempre un maquillage, una sorta di lifting
che dona alla zona uno splendore insolito.
Che non passa inosservato. Specie per chi
tutti i giorni è stato abituato a vedere
un altro panorama. Come Mario e i commercianti
della zona. Che sono disposti a sopportare
anche qualche rumore di escavatrice in più.
Purché Ciampi torni ad Avellino tutti
gli anni, ogni anno. |
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