Marted́ 7 Settembre 2010

ALTO CALORE AVELLINO - "Per un barile d’acqua e di solidarietà"

-Il Consorzio Interprovinciale attore della solidarietà attraverso una serie di progetti.


Il Presidente ed il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Provinciale Alto Calore di Avellino scendono in campo ed investono in solidarietà. Presidente e Consiglio particolarmente sensibili ad iniziative che se da un lato hanno lo scopo di diffondere l’immagine positiva del Consorzio, dall’altro contribuiscono a migliorare le condizioni di disagio in cui vivono popoli e comunità dell’Africa, dell’Asia e dell’America. Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Interprovinciale Alto Calore con atto deliberativo n° 731 del 18/10/2001 ad oggetto “iniziative di solidarietà a carattere umanitario e sociale” delibera di “…..destinare una quota annua pari allo 0,050% della voce ricavi da vendite e prestazioni del bilancio consuntivo di ogni anno solare……” per iniziative di carattere sociale ed umanitario a favore dei paesi in via di sviluppo. L’operazione è resa possibile attraverso una modifica dello statuto Consortile e con il successivo passaggio di ratifica della delibera da parte dell’Assemblea Consortile. Assemblea Consortile che con atto deliberativo n° 07 del 26/03/2002 ratifica all’unanimità la proposta del Consiglio di Amministrazione. Il Consorzio si è dotato di un “regolamento generale per il finanziamento, con fondi consortili, di iniziative a carattere umanitario e sociale” che all’articolo 9 individua una Commissione a cui è demandato il “compito di individuare il soggetto beneficiario del fondo, è composta da cinque persone che, nella prima seduta, eleggono il Presidente”. Altro punto importante è quello dell’art. 8 del regolamento che offre la possibilità ai dipendenti del Consorzio di partecipare all’iniziativa con contributi a cadenza periodica o una-tantum, prevedendo, in particolare, quale unica forma di contribuzione il versamento diretto su apposito conto corrente bancario.
La Commissione per l’anno solare 2002/2003 ha individuato i seguenti progetti: iniziativa principale – titolo del progetto “una scuola per Tawar”. Soggetto attuatore Organizzazione Umanitaria Bambini nel deserto. In sostanza si tratta della costruzione di una scuola di circa 70 mq e di un laboratorio artigianale di 50 mq destinato a circa 80 scolari. Con l’importo erogato si provvederà all’acquisto dei materiali necessari alla costruzione della scuola e del laboratorio, trasporto dei materiali, costruzione della scuola utilizzando maestranze locali, acquisto di materiale didattico per 80 scolari, acquisto di alimenti per 20 mesi, stipendi degli insegnanti scolastici, contributo agli artigiani locali per l’insegnamento nel laboratorio, arredi e suppellettili per la scuola, arredi e suppellettili per la scuola, arredi e attrezzature per il laboratorio, attrezzatura per la mensa.
Il laboratorio è destinato alla lavorazione del cuoio, di gioielli e oggettistica in argento, tipiche della tradizione Tuareg. Costo stimato 15461 euro; regione d’intervento: Africa, Niger, regione di Tewar. Iniziativa secondaria (che sarà finanziata con gli eventuali fondi residui) – titolo del progetto “scuole per i bambini nelle comunità sfollate di Poipet (Cambogia)”. Soggetto attuatore UNICEF Roma. Il progetto prevede la costruzione di una scuola in un villaggio di profughi. Con l’importo erogato si provvederà all’acquisto dei materiali necessari alla costruzione della scuola, costruzione della scuola, impianti idrici e igienici, attrezzature scolastiche, materiali ad uso dell’orto. Costo stimato circa 25.500 euro; Regione d’intervento: Asia, Cambogia, regione di Poipet.
Popolazione beneficiaria: Comunità di Poipet che è distribuita in cinque villaggi ove vivono circa 6.000 bambini. Infine è prevista una iniziativa extra a favore di associazioni che si caratterizzano per l’alto valore umanitario, sociale o caritativo dell’opera prestata. Soggetto beneficiario: Missionari della Carità Roma. Motivazione della Commissione: “La Commissione, su proposta del Presidente e all’unanimità, decide, inoltre, di proporre al personale un ulteriore soggetto beneficiario cui potranno essere destinati esclusivamente le elargizioni dei dipendenti: detta associazione - Missionarie della Carità – che opera nel mondo a favore dei più poveri attraverso l’opera gratuita ed incessante di missionarie cattoliche che si ispirano al messaggio di Madre Teresa di Calcutta, è universalmente riconosciuta per lo spirito altamente caritativo e umanitario che caratterizza l’assistenza alimentare, sanitaria e morale prestata a favore delle comunità più povere del mondo”. Ecco, questi i progetti per l’anno solare 2002/2003. Progetti tesi a dare aiuto a chi è condannato a vivere gli orrori della povertà, della miseria e dell’ignoranza. Una mano tesa a chi beve giornalmente il calice delle amarezze e del dolore. Progetti che fanno diventare il Consorzio Interprovinciale Alto Calore di Avellino protagonista di solidarietà. Non più, quindi, spettatori dello spettacolo del dolore, ma attori della solidarietà. E per quanto ci siamo sforzati di tenere lontano da questo nostro intervento nomi di uomini che tanto hanno fatto per questa iniziativa, ci permettiamo di evidenziare il forte contributo dato al progetto dal Presidente della Commissione ing. Nunzio Rapolla. E non nascondiamo la nostra gioia a parlare di quest’uomo. Anche perché abbiamo avuto l’onore di conoscerlo personalmente. Sa leggere nel cuore di chi può offrire solo testimonianze di dolore. E’ pronto egli stesso a condividere la sofferenza altrui. Sa decifrare emozioni e lamenti. E’ capace di vivere e trasmettere agli altri la “speranza” della sofferenza. E’ la provocazione degli uomini buoni ed onesti: dalla sofferenza la speranza per vivere; dalla sofferenza l’aiuto per farsi forti ed aiutare il prossimo. Pratica il Vangelo del dolore che gli consente di dispiegare la sua azione in continui messaggi di speranza. E’ un protagonista di grandiosa umiltà e bontà. Certamente nei prossimi anni riuscirà a centrare ulteriori obiettivi che la sua “missione” gli impone. Ed è un bene per tutti.

L’intervista col direttore generale - Sansivero: il mistero della solidarietà
• Siamo introdotti dal cortese ed attentissimo segretario, nello studio dell’ing. Ettore Sansivero, Direttore Generale del Consorzio Interprovinciale Alto Calore Avellino. Ci viene incontro un uomo severo ma cortese. E subito, però, scorgiamo nei suoi occhi quella enorme carica di umanità che ci mette a proprio agio. Stiamo per intervistarlo. E non parleremo di acqua e di condotte, di progetti o di studi di fattibilità. Parleremo di cose che mirano dritto al cuore. E l’ing. Ettore Sansivero anche su questo versante ci appare pronto. Intuiamo subito che è uomo che sa leggere nella sofferenza degli altri; vediamo che è persona che può dare ascolto alla voce flebile di chi chiede giustizia e dignità di vivere. Ci fa accomodare e subito si incomincia.
Ingegnere Sansivero, ancora in prima linea in quanto a solidarietà…..
«Di bene comune e solidarietà, spesso anche a sproposito, per moda o per pura immagine, oggi ne parlano proprio tutti. Ma ne parlano poco e a bassa voce. Il Consorzio Interprovinciale Alto Calore, invece fa “rumore”. Piaccia o no, ma saremo presenti anche a Tawar…
Appunto, con una scola……
Non sono il primo ad evidenziare che il caposaldo di ogni civiltà è proprio la scuola. L’istruzione peraltro, è l’unica possibilità che, comunità come i Taureg, hanno per salvaguardare la loro identità culturale».
Dunque…..
«Il Consorzio Interprovinciale Alto Calore di Avellino, deve fare la sua parte. Ed in verità la macchina della solidarietà è partita. Ognuno ha dato e con enorme sensibilità quanto poteva e doveva dare».
Si riferisce……
«durre la povertà, per garantire l’assistenza sanitaria e per favorire l’istruzione”.
Il resto sarà trovato nella grande disponibilità del Sì, mi riferisco al Signor Presidente ed al Consiglio di Amministrazione dell’Ente che, con atto deliberativo n° 731 del 18/10/2001 ad oggetto “iniziative di solidarietà a carattere umanitario e sociale”, hanno dato praticamente il via all’iniziativa. E penso anche alla grande sensibilità dei Sindaci dei Comuni Consorziati che, con atto deliberativo n° 07 del 26/03/2002, all’unanimità hanno ratificato la delibera n° 731 del 18/10/2001 del Consiglio di Amministrazione. La realtà è che una quota pari allo 0,050% dei ricavi complessivi del Consorzio è messo a disposizione di “…soggetti, associazioni o enti che operano per assicurare le necessità nutrizionali soprattutto dei gruppi vulnerabili, per rinostro sensibilissimo personale».
I primi interventi…..
«Per l’anno sociale 2002-2003 i progetti prescelti sono: a) iniziativa principale – “una scuola per Tawar”, b) iniziativa secondaria – “scuole per bambini nelle Comunità sfollate di Poipet (Cambogia)” ed una iniziativa extra – soggetto beneficiario – “Missionarie della Carità” che opera nel mondo a favore dei più poveri e che si ispirano al messaggio di Madre Teresa di Calcutta».
Quanto sta dicendo, Direttore Sansivero, ci porta a credere che è ancora possibile in una società sempre più relativista e frammentaria, comunicare la cultura della solidarietà?
«Non mi piace parlare di valori, perché è diventata una parola vuota, astratta, che rimanda all’ideologia. Personalmente ritengo che sia importante anzitutto fare, cioè scegliere e vivere ciò che crediamo. I valori sono ciò che rimane delle ideologie in crisi. Il gesto solidale, concreto, è iscritto nella dimensione biologica dell’uomo, nelle sue risorse che la cultura continua a elaborare in diverse prospettive».
Si è fatto tardi.
Ringraziamo l’ing. Sansivero per la sua straordinaria disponibilità. Non nascondiamo che siamo stati “rapiti” dalla sua dirompente carica di umanità.
Crediamo che per questo e per tutto quanto giornalmente spende a servizio del Consorzio, sia divenuto patrimonio insostituibile del Consorzio Interprovinciale Alto Calore di Avellino.


Spettatori dello spettacolo del dolore

Ci tocca raccontare del progetto di solidarietà del Consorzio Interprovinciale Alto Calore Avellino. Parlare di grandi gesti. Di sensibilità poste al servizio del dolore e della sofferenza. Piccole gocce di un mare di indifferenza pronte ad alimentare e far vivere la pianta della solidarietà. Gocce di acqua tese a far rivivere la speranza a chi chiede, a chi vive la propria quotidianità nel più grande disagio. Poche gocce. Piccola cosa, si dirà, rispetto alla enorme domanda di aiuto. Ma è già un bene che, sia pur poca cosa, è già stata fatta. E poi è già un gran bene che se ne parli. E che se ne parli con discorsi impegnati fornendo una risposta pratica ad una “domanda” apparentemente astratta.
I discorsi impegnati sono l’unico rimedio contro la sindrome del silenzio-indifferenza. A tutti coloro che si sentono offesi e che aborriscono la propria condizione di spettatori, a tutti coloro che vorrebbero che gli spettatori acquisissero i mezzi adatti a sviluppare la determinazione necessaria per innalzare se stessi allo status di attori morali, non si può prospettare altra strada che quella di una lunga e difficile lotta. Entrambi devono ancora trovare i mezzi, come pure il coraggio e la volontà di metterli in campo. Il fine che tali mezzi si pongono può essere espresso volgendosi indietro a guardare ai mali del secolo degli spettatori.
E riflettendo sull’eredità del secolo che ora si è concluso, per una più significativa scansione dei periodi storici, non è più necessario seguire il calendario. Il diaciannovesimo secolo cominciò di fatto nel 1879 e finì nel 1914. Si può agevolmente convenire che il ventesimo secolo, caratterizzato dalla sinistra scoperta che il male può scaturire dal solco della civiltà non soltanto inalterato ma perfino rinnovato e rinforzato, ha avuto inizio nel 1914.
Ed è ancora una questione tutta aperta stabilire quando arriverà a conclusione. Dipende dallo sforzo degli spettatori trasformare se stessi in attori per fornire la risposta a un tale interrogativo: diventare anzi essi stessi la risposta. Il Consorzio Interprovinciale Alto Calore ha risposto.

A cura di Mario Sandoli



Redazione Corriere
 





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