Oggi
a contrada sara ricordato Antonio Ammaturo
vittima venti anni fa di un patto scellerato
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Per
Contrada quella di oggi è una giornata
di grande sensibilità democratica:
si ricorda, con presenze autorevolissime,
Antonio Ammaturo, vice questore, ucciso a
Napoli da quel patto scellerato tra Brigate
Rosse e camorra per la liberazione di Ciro
Cirillo, assessore regionale allUrbanistica.
Ammaturo fu ucciso il 15 luglio del 1982,
venti anni fa, a piazza Nicola Amore, nei
pressi della sua abitazione, mentre, come
ogni pomeriggio, si recava al suo lavoro in
Questura. Perse la vita anche il suo autista,
Pasquale Paola, come Ammaturo crivellato di
colpi.
Quel giorno si consumò una delle pagine
buie della nostra Repubblica.
E da quel giorno quella trattativa, avvenuta
tra brigatisti e camorristi, rimane ancora
avvolta nel grande mistero.
Negli anni seguenti ci sono stati strani omicidi,
persone scomparse nel cemento, camorristi
saltati in aria, rapporti dei servizi segreti
deviati pronti a far sparire ogni prova.
Come il rapporto che Ammaturo inviò
al Ministero per anticipare una sua intuizione
sul possibile patto intervenuto tra poteri
criminali.
Lo stesso rapporto Ammaturo lo inviò
anche al fratello Grazio, ma anche questa
volta si perse ogni traccia. E ancora oggi
la famiglia chiede di sapere, pretende giustizia,
si batte per conoscere la verità di
quel drammatico luglio dell82. Ammaturo
era innamorato del suo paese, era la sua radice
dalla quale non si staccò mai pur costretto
ad allontanarsene nel suo lungo peregrinare
per le questure dItalia.
Il suo esempio di coraggio diventa oggi orgoglio
di una intera comunità che intende
ricordarlo alle nuove generazioni come servitore
dello Stato, dalla parte della legalità.
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| Oggi
a Contrada Il ricordo con Mancino e Violante |
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Oggi il vice questore Antonio Ammaturo sarà
ricordato nel suo Comune di nascita, Contrada,
con una manifestazione voluta dallAmministrazione
comunale in collaborazione con lIstituto
comprensivo statale di Contrada. Lappuntamento
è per le ore 17,30 presso ledificio
della scuola elementare di Contrada. Dopo
i saluti del sindaco di Contrada, Pasquale
Tranfaglia e del Dirigente scolastico, Maria
Saggese, sarà proiettato il documentario
Il Caso Ammaturo di Enrico Compagnoni.
Interverranno Enrico Fierro dellUnità,
il sen. Nicola Mancino e lon. Luciano
Violante. Parteciperanno il prefetto di Avellino,
Claudio Meoli, il questore di Napoli, Malvano,
il questore di Avellino, Papa, il comandante
provinciale dei Carabinieri, Rispoli, della
Finanza, DAmbrosio, della Caserma Berardi,
Gnasso, il giudice Paolo Mancuso, gli on.
Ciriaco De Mita, Alberta De Simone, Enzo De
Luca, Angelo Giusto, Mario Sena, il presidente
della Provincia, Maselli e Sandro Ruotolo
della Rai. Moderatore Gianni Festa, direttore
del Corriere dellIrpinia.
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| Protagonista
coraggioso di quegli anni violenti |
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Antonio
Ammaturo nacque a Contrada (Av) l11/1/1925,
frequentò le scuole dobbligo
nel suo paese e gli studi liceali in Avellino
dove conseguì la maturità
iscrivendosi poi alla facoltà di
Giurisprudenza resso lAteneo Federico
II, di Napoli dove conseguì
la laurea il 14/07/1951. Vinse il concorso
in Magistratura ed in Polizia ma la sua
passione per la Polizia lo portò
ad optare per questultima carriera
dove entrò come funzionario nel 1955.
Dopo aver frequentato la Scuola di Polizia
a Roma, per la sua ottima conoscenza della
lingua tedesca, fu assegnato alla Questura
di Bolzano. Successivamente prestò
servizio presso la Questura di Avellino,
Benevento, Potenza, Napoli dove diresse
per otto anni il Commissariato di Giugliano,
distinguendosi per la lotta alla delinquenza
comune e alla camorra. Alla fine degli anni
sessanta fu trasferito presso la Questura
di Reggio Calabria a dirigere il Commissariato
staccato di Gioia Tauro prima e di Siderno
dopo, distinguendosi sempre brillantemente
per la lotta alla ndrangheta calabrese,
al banditismo sulle montagne dellAspromonte.
Promosso nel 1970 a V. Questore 1° dirigente,
fu trasferito presso la Questura di Frosinone
e diresse il Commissariato di Cassino prodigandosi
sempre per estirpare i primi fermenti eversivi
che cominciavano a serpeggiare nel grande
stabilimento Fiat. Trasferitosi a Napoli,
il primo dicembre 1976, diresse prima il
Commissariato Mercato e poi quello di Montecalvario,
sovraintendendo allordine pubblico
della città. Il periodo del dopo
terremoto fu di grande e particolare impegno
perché la città ribolliva
di fermenti e di malcontento e si susseguivano
cortei di protesta dei terremotati, dei
senza tetto, dei disoccupati. Il cinque
settembre 1981, per le sue alte capacità,
fu scelto come dirigente della squadra mobile
di Napoli «Luomo giusto al posto
giusto» come disse il Questore. Era
lanno di fuoco per lo scontro tra
le bande camorristiche che si eliminavano
a vicenda, lanno di Cutolo, del sequestro
Cirillo, delle rivolte nel carcere di Poggioreale,
degli atti di terrorismo nei quali rimasero
vittima lassessore Amato e Delcogliano.
Ha combattuto, esponendosi sempre in prima
persona contro questi fenomeni eversivi,
fino allestremo sacrificio della sua
vita, fino alla sua immatura e tragica fine
avvenuta il quindici luglio del 1982 ad
opera di terroristi spalleggiati dalla camorra.
Il venti maggio 1983 nel giorno della festa
della polizia di stato, in una commovente
cerimonia a Roma, gli è stata conferita
la medaglia doro alla memoria consegnata
alla vedova signora Ermelinda Lombardi,
dallallora presidente della Repubblica
Sandro Pertini
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