| Oggi
a Flumeri riflessione a più voci sullo
sviluppo |
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La realtà della Baronia Spa, le idee
i programmi per il futuro. Un confronto a
più voci oggi a Flumeri, a contatto
con la natura presso lagriturismo Petrilli,
per parlare del patto Baronia. E per questo
appuntamento il presidente Pietro Foglia ha
fatto le cose in grande, a Flumeri saranno
presenti un ministro, un sottosegretario,
parlamentari, assessori regionali e provinciali.
La giornata è divisa in due parti,
la prima riserva gli interventi tecnici di
responsabili delle istituzioni che si interessano
di strumenti di sviluppo dal basso. La seconda
è più politica. Ed è
anche quella più importante per i nomi
che saranno intorno al tavolo. Il Ministro
per le attività agricole Giovanni Alemanno,
il sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli,
tre assessori regionali, Luigi Anzalone, Gianfranco
Alois e Vincenzo Aita, lonorevole Ciriaco
De Mita. Insomma il presidente Pietro Foglia
e il direttore generale Nicolangelo Iacoviello,
questultimo introduce i lavori della
mattina, hanno voluto le figure più
importanti per quello che significa il Patto.
Un vero esercito di personalità alle
quali offrire un bilancio delle attività,
positivo, ma soprattutto per chiedere attenzione
e candidarsi a guidare la fase dello sviluppo
vero dellintera area. Questa non comprende
solo la Baronia, intesa in senso geografico
stretto, ma anche larianese, la valle
del Miscano, lAlta Irpinia. Saranno
tre i sindaci, Gaetano Sinibaldo Di Paola,
di Flumeri, di Frigento Andrea Famiglietti
e di Sturno Franco Di Cecilia a fare gli onori
di casa.
A dettare i tempi del dibattito sarà
naturalmente il presidente Pietro Foglia.
Traccerà un bilancio del lavoro fatto
fino ad ora con il Patto Baronia. Investimenti
e posti di lavoro creati. Ma sarà anche
loccasione per immaginare il futuro
del Consorzio Baronia S.c.p.a. che si candida
a guidare lo sviluppo delle zone interne.
Una società che è diventata
appetibile per la gran mole di finanziamenti
che è riuscita a mettere sul mercato.
Il lavoro di Pietro Foglia alla guida del
Patto è cominciato da poco ma ha già
dato un impulso notevole alla società.
Una inversione di tendenza al consorzio che
era nato in maniera, per così dire,
artigianale.
Cera stata lintuizione degli amministratori
locali alcuni anni fa ma nessuno immaginava
di poter arrivare a questi traguardi. Soprattutto
dopo le tante traversie che Patto Baronia
ha dovuto subire nel corso dei mesi. Alle
piccole invidie e gelosie tra amministratori
ha posto fine appunto la gestione di Foglia
il quale ha avviato un lavoro manageriale
diverso e pragmatico. In pratica bisogna lavorare
per creare sviluppo alla zona tutta intera
e non per sfamare appetiti di parte. Per Foglia
si tratta di portare allattenzione regionale
una area intera che ha potenzialità
e voglia di emergere. Devono essere a questo
punto le istituzioni territoriali, Provincia
e Regione a dare risposte concrete al Patto.
Che sta lavorando con finanziamenti mirati
e non chiedendo interventi a pioggia, i quali
dimprovviso sembrano arricchire larea
ma che in breve tempo prosciugano ogni altra
forma di investimento. Questo oggi diranno
Foglia ed i suoi collaboratori ai sindaci
e ai rappresentanti del Governo, centrale
e regionale. Questi ultimi soprattutto dovranno
dare risposte concrete, non agli amministratori
ed ai soci del patto ma allintera popolazione
che da questo strumento può trarre
benefici economici.
Devono farlo loro ma anche i tecnici che potranno
far capire come investire.
E ai politici, agli amministratori ed ai tecnici
si uniranno le parti sociali, sindacati, associazioni
di categorie e industriali. Tutti uniti in
uno sforzo per il rilancio delle zone interne
dellIrpinia, la Baronia in particolare. |
| Foglia:
da un Patto ne sono nati tre. E il solo
in Campania, un esempio nel Sud |
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Patto Baronia, dopo una travagliata nascita
e una ancora più travagliata crescita
sembra ora essersi incamminato lungo una strada
di successo. Almeno ne è sicuro il
presidente, Pietro Foglia che traccia un bilancio.
«Un bilancio sicuramente positivo per
questo strumento di sviluppo. Certo in passato
possono esserci state luci ed ombre ma alla
fine il risultato positivo la società
lo ha portato a casa».
E convinto di quanto dice, come mai?
«Posso dire con certezza e anche soddisfazione,
che questo è lunico patto in
Campania, ma credo addirittura nel Mezzogiorno,
ad aver attivato ben tre patti; quello industriale,
tanto per capirci il generalista, quello per
lagricoltura e quello per il turismo».
Ha avuto dunque uno scenario importante.
«Credo proprio di sì. Ha suscitato
linteresse di tutti, sia a livello nazionale
che regionale. I riflettori sono sulla società
e sulla realtà che cè
intorno. In pratica gli occhi di tutti sono
puntati sul patto Baronia e noi ci candidiamo
alla guida».
Come?
«Possiamo essere una struttura permanente
che curi una parte della provincia di Avellino
che fino ad ora era rimasta fuori da un processo
di sviluppo. La Baronia e larianese
appunto, possono trovare nella società
quelle opportunità che oggi vengono
definite dalla regione come Agenzie di sviluppo
locali o territoriali».
Non le sembra di correre troppo?
«No. Io credo che questa zona abbia
i requisiti e le carte in regola per candidarsi
alla guida avendo ottenuto risultati apprezzabili».
Tutto senza intoppi?
«Già in questi giorni abbiamo
cercato di rimuovere qualche ostacolo. Si
erano interrotti i colloqui con le organizzazioni
sindacali e anche con lamministrazione
provinciale. Con questultimo si era
creata una forma di dualismo tra i due patti.
Ma sbagliando perché luno non
esclude laltro. Voglio anche precisare
che questo blocco di colloqui non è
addebitabile a questa amministrazione provinciale.
Ma ad altri che avevano tenuto in scarso conto
il fenomeno. I patti nascono da queste istanze
del territorio e servono per valorizzare il
territorio. Lobiettivo è stato
centrato».
Presidente questo è il bilancio, e
le attività future?
«Far emergere le potenzialità
esistenti. E questo lo si può fare
con il futuro riassetto complessivo di questi
enti nati per queste finalità. La società
del patto Baronia cerca il riconoscimento
degli organi competenti e si candida ad essere
struttura regionale».
Perché parla di attenzione?
«Vede a livello nazionale cè
stata, abbiamo riscosso grossi riconoscimenti.
Il Patto Baronia è stato preso ad esempio
come società che ha operato ed ha raggiunto
i questo risultato. Ora attendiamo riconoscimenti
dai livelli regionali».
I risultati nelloccupazione?
«Al momento possiamo contare dalle 400
alle 500 unità. Se si considerano gli
investimenti realizzati che possono innescare
un processo di sviluppo il quale coinvolge
tutto il tessuto sia produttivo che turistico
le persone che potrebbero lavorare sono destinate
a crescere. Se poi immaginiamo le potenzialità
dei Pit che la Regione potrebbe affidare alle
agenzie allora possono ancora aumentare. Patto
Baronia si candida gestire il futuro di questa
area, ha le potenzialità. Vedete la
zona, a parte lagglomerato industriale
di Flumeri, sta diventando punto di riferimento.
Prima era solo una Cenerentola, solo Iveco
e Pasta Baronia investivano.
Oggi è unarea che vive. Sono
nate e sono in cantiere piccole e medie aziende,si
vuole investire anche nei comuni vicini, vi
sono aree infrastrutture. Il processo è
partito e va avanti. Ora bisogna solo coinvolgere
le autorità locali e far conoscere
la zona. Questa può dare molto se cè
la volontà, se invece esistono perverse
indicazioni allora qualche problema cè,
ma noi ce la mettiamo tutta». |
| LA
SCHEDA/ Quando, dove, come .. |
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Il
Patto Baronia parte come aggregazione di
Comuni per rilanciare le proprie potenzialità.
Sono molti i soci della parte pubblica che
aderiscono. La Comunità Montana dellUfita,
i Comuni di Aquilonia, Ariano, Frigento,
Greci, Montaguto, Guardia dei Lombardi,
Lacedonia, San Nicola Baronia, San Sossio
Baronia, Savignano, Scampitella, Sturno,
Trevico, Vallata, Vallesaccarda, Villanova
del Battista, Zungoli.
Originariamente molti di questi paesi non
avevano aderito ma tra i soci fondatori
cerano Carife, Castelbaronia, Flumeri.
Poi vi furono dei disguidi e i tre Comuni
restarono fuori.
Il Patto fu sottoscritto anche da altri
soggetti pubblici: la Regione Campania,
la Provincia di Avellino, lAsi, il
Consorzio di bonifica dellUfita, la
Gestione trasporti irpini, lAlto Calore,
il Consorzio smaltimento rifiuti Av 2, i
sindacati Cgil, Cisl e Uil, la Confapi,
i Coltivatori diretti, la Confartigianato,
la Banca mediterranea di Napoli. In pratica
un esercito di associazioni di categoria,
le cosiddette parti sociali, enti locali
e territoriali. Al loro fianco anche i privati.
Grande travaglio per la nascita ma anche
per poi diventare grande.
Le attività messe in piedi sono numerose.
A cominciare dal Patto generalista. Questo
ha messo in cantiere 33 iniziative per investimenti
pari a 66 miliardi e 115 milioni delle vecchie
lire.
A margine di questo patto vi sono tre iniziative
infrastrutturali. La prima del Consorzio
Asi per la valle Ufita, 11miliardi e mezzo,
il Piano di insediamento produttivo di Vallata
3.350 milioni, il progetto finanziato per
la valorizzazione e lo sviluppo per il turismo
culturale con 3.280 milioni, sempre in lire.
Lopera complessiva costa 18 miliardi
di lire.
Al patto generalista si assomma il protocollo
aggiuntivo, approvato dal Ministero del
Bilancio il 20 dicembre del 2001, prevede
20 iniziative produttive per un investimento
complessivo di 47 miliardi circa e che a
regime dovrebbe assicurare occupazione per
279 unità.
Questo è il Patto industriale. Poi
i soci mettono in cantiere il Patto specializzato
dellagricoltura. Questo riceve l
approvazione del Ministero del Tesoro il
7 agosto 2001.
Le iniziative ammesse a beneficio sono 20
per un investimento di 27 miliardi e 112
milioni di lire prevedendo impiego per 99
unità.
Infine il Patto specializzato per il turismo
approvato il 20 dicembre del 2001.
Le iniziative ammesse sono 10 con un investimento
di 19 miliardi e mezzo e loccupazione
prevista è pari a 86 unità.
.
Il Patto Baronia ha previsto anche 16 investimenti
infrastrutturali suddivisi su 4 percorsi
tematici per un investimento di oltre 19
miliardi.
Questi i numeri di una società, la
Baronia Spa che era nata tra lo scetticismo
generale e sembra invece aver prodotto più
d quanto tutti immaginavano
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| Chi
ci sarà... |
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Si
parte alle 10 con i saluti di tre sindaci,
Gaetano Sinibaldo Di Paola, primo cittadino
di Flumeri e quindi ospite della giornata,
il collega di Frigento Andrea Famiglietti
e quello di Sturno Franco Di Cecilia. Introduce
il direttore generale Nicolangelo Iacoviello.
Numerosi sono gli interventi a cominciare
da Renato Grassi, responsabile dei patti
Territoriali di Campania, Calabria, Sicilia
e del Contratto darea. A seguire il
dirigente della Cassa Depositi e prestiti
Pasquale Sanarico, il presidente del Consorzio
Sviluppo Impresa, Carmine Di Pietro, Pietro
Ansaldi, di Servint, Francesco PInto, presidente
dellAsmez, Adolfo Marone, di Europorgetti
e Finanze, Mario Squittino segretario generale
della Ugl. Quindi Isaia Sales, consulente
del presidente della Regione Campania Antonio
Bassolino, e quindi interviene il presidente
del Patto Baronia, Pietro Foglia.
Apre lui praticamente gli interventi più
attesi. Si comincia con il presidente della
Comunità Montana Valle Ufita, Giuseppe
Solimine, quindi i rappresentanti delle
organizzazioni sindacali. A seguire Giovanni
Lettieri presidente dellUnione degli
Industriali di Avellino, il Presidente dellAmministrazione
provinciale Francesco Maselli, il capogruppo
della Margherita al Consiglio regionale
Enzo De Luca, Il sottosegretario al ministero
del Lavoro Pasquale Viespoli, Vito Napoli
capo della segreteria del sottosegretariato,
il senatore diessino Angelo Flammia, componente
commissione Agricoltura, Vincenzo Aita,
assessore regionale per lAgricoltura,
Gianfranco Alois, assessore alle attività
produttive, Luigi Anzalone, assessore al
Bilancio, lonorevole Ciriaco De Mita,
e chiude il ministro per le attività
agricole Giovanni Alemanno. Modera il giornalista
Ermanno Corsi.
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