Giovedì 9 Settembre 2010

"Dategli un Patto solleveranno la Baronia "

Oggi a Flumeri riflessione a più voci sullo sviluppo


La realtà della Baronia Spa, le idee i programmi per il futuro. Un confronto a più voci oggi a Flumeri, a contatto con la natura presso l’agriturismo Petrilli, per parlare del patto Baronia. E per questo appuntamento il presidente Pietro Foglia ha fatto le cose in grande, a Flumeri saranno presenti un ministro, un sottosegretario, parlamentari, assessori regionali e provinciali. La giornata è divisa in due parti, la prima riserva gli interventi tecnici di responsabili delle istituzioni che si interessano di strumenti di sviluppo dal basso. La seconda è più politica. Ed è anche quella più importante per i nomi che saranno intorno al tavolo. Il Ministro per le attività agricole Giovanni Alemanno, il sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli, tre assessori regionali, Luigi Anzalone, Gianfranco Alois e Vincenzo Aita, l’onorevole Ciriaco De Mita. Insomma il presidente Pietro Foglia e il direttore generale Nicolangelo Iacoviello, quest’ultimo introduce i lavori della mattina, hanno voluto le figure più importanti per quello che significa il Patto.
Un vero esercito di personalità alle quali offrire un bilancio delle attività, positivo, ma soprattutto per chiedere attenzione e candidarsi a guidare la fase dello sviluppo vero dell’intera area. Questa non comprende solo la Baronia, intesa in senso geografico stretto, ma anche l’arianese, la valle del Miscano, l’Alta Irpinia. Saranno tre i sindaci, Gaetano Sinibaldo Di Paola, di Flumeri, di Frigento Andrea Famiglietti e di Sturno Franco Di Cecilia a fare gli onori di casa.
A dettare i tempi del dibattito sarà naturalmente il presidente Pietro Foglia. Traccerà un bilancio del lavoro fatto fino ad ora con il Patto Baronia. Investimenti e posti di lavoro creati. Ma sarà anche l’occasione per immaginare il futuro del Consorzio Baronia S.c.p.a. che si candida a guidare lo sviluppo delle zone interne. Una società che è diventata appetibile per la gran mole di finanziamenti che è riuscita a mettere sul mercato. Il lavoro di Pietro Foglia alla guida del Patto è cominciato da poco ma ha già dato un impulso notevole alla società. Una inversione di tendenza al consorzio che era nato in maniera, per così dire, artigianale. C’era stata l’intuizione degli amministratori locali alcuni anni fa ma nessuno immaginava di poter arrivare a questi traguardi. Soprattutto dopo le tante traversie che Patto Baronia ha dovuto subire nel corso dei mesi. Alle piccole invidie e gelosie tra amministratori ha posto fine appunto la gestione di Foglia il quale ha avviato un lavoro manageriale diverso e pragmatico. In pratica bisogna lavorare per creare sviluppo alla zona tutta intera e non per sfamare appetiti di parte. Per Foglia si tratta di portare all’attenzione regionale una area intera che ha potenzialità e voglia di emergere. Devono essere a questo punto le istituzioni territoriali, Provincia e Regione a dare risposte concrete al Patto. Che sta lavorando con finanziamenti mirati e non chiedendo interventi a pioggia, i quali d’improvviso sembrano arricchire l’area ma che in breve tempo prosciugano ogni altra forma di investimento. Questo oggi diranno Foglia ed i suoi collaboratori ai sindaci e ai rappresentanti del Governo, centrale e regionale. Questi ultimi soprattutto dovranno dare risposte concrete, non agli amministratori ed ai soci del patto ma all’intera popolazione che da questo strumento può trarre benefici economici.
Devono farlo loro ma anche i tecnici che potranno far capire come investire.
E ai politici, agli amministratori ed ai tecnici si uniranno le parti sociali, sindacati, associazioni di categorie e industriali. Tutti uniti in uno sforzo per il rilancio delle zone interne dell’Irpinia, la Baronia in particolare.

Foglia: da un Patto ne sono nati tre. E’ il solo in Campania, un esempio nel Sud
• Patto Baronia, dopo una travagliata nascita e una ancora più travagliata crescita sembra ora essersi incamminato lungo una strada di successo. Almeno ne è sicuro il presidente, Pietro Foglia che traccia un bilancio.
«Un bilancio sicuramente positivo per questo strumento di sviluppo. Certo in passato possono esserci state luci ed ombre ma alla fine il risultato positivo la società lo ha portato a casa».
E’ convinto di quanto dice, come mai?
«Posso dire con certezza e anche soddisfazione, che questo è l’unico patto in Campania, ma credo addirittura nel Mezzogiorno, ad aver attivato ben tre patti; quello industriale, tanto per capirci il generalista, quello per l’agricoltura e quello per il turismo».
Ha avuto dunque uno scenario importante.
«Credo proprio di sì. Ha suscitato l’interesse di tutti, sia a livello nazionale che regionale. I riflettori sono sulla società e sulla realtà che c’è intorno. In pratica gli occhi di tutti sono puntati sul patto Baronia e noi ci candidiamo alla guida».
Come?
«Possiamo essere una struttura permanente che curi una parte della provincia di Avellino che fino ad ora era rimasta fuori da un processo di sviluppo. La Baronia e l’arianese appunto, possono trovare nella società quelle opportunità che oggi vengono definite dalla regione come Agenzie di sviluppo locali o territoriali».
Non le sembra di correre troppo?
«No. Io credo che questa zona abbia i requisiti e le carte in regola per candidarsi alla guida avendo ottenuto risultati apprezzabili».
Tutto senza intoppi?
«Già in questi giorni abbiamo cercato di rimuovere qualche ostacolo. Si erano interrotti i colloqui con le organizzazioni sindacali e anche con l’amministrazione provinciale. Con quest’ultimo si era creata una forma di dualismo tra i due patti. Ma sbagliando perché l’uno non esclude l’altro. Voglio anche precisare che questo blocco di colloqui non è addebitabile a questa amministrazione provinciale. Ma ad altri che avevano tenuto in scarso conto il fenomeno. I patti nascono da queste istanze del territorio e servono per valorizzare il territorio. L’obiettivo è stato centrato».
Presidente questo è il bilancio, e le attività future?
«Far emergere le potenzialità esistenti. E questo lo si può fare con il futuro riassetto complessivo di questi enti nati per queste finalità. La società del patto Baronia cerca il riconoscimento degli organi competenti e si candida ad essere struttura regionale».
Perché parla di attenzione?
«Vede a livello nazionale c’è stata, abbiamo riscosso grossi riconoscimenti. Il Patto Baronia è stato preso ad esempio come società che ha operato ed ha raggiunto i questo risultato. Ora attendiamo riconoscimenti dai livelli regionali».
I risultati nell’occupazione?
«Al momento possiamo contare dalle 400 alle 500 unità. Se si considerano gli investimenti realizzati che possono innescare un processo di sviluppo il quale coinvolge tutto il tessuto sia produttivo che turistico le persone che potrebbero lavorare sono destinate a crescere. Se poi immaginiamo le potenzialità dei Pit che la Regione potrebbe affidare alle agenzie allora possono ancora aumentare. Patto Baronia si candida gestire il futuro di questa area, ha le potenzialità. Vedete la zona, a parte l’agglomerato industriale di Flumeri, sta diventando punto di riferimento. Prima era solo una Cenerentola, solo Iveco e Pasta Baronia investivano.
Oggi è un’area che vive. Sono nate e sono in cantiere piccole e medie aziende,si vuole investire anche nei comuni vicini, vi sono aree infrastrutture. Il processo è partito e va avanti. Ora bisogna solo coinvolgere le autorità locali e far conoscere la zona. Questa può dare molto se c’è la volontà, se invece esistono perverse indicazioni allora qualche problema c’è, ma noi ce la mettiamo tutta».


LA SCHEDA/ Quando, dove, come ..

Il Patto Baronia parte come aggregazione di Comuni per rilanciare le proprie potenzialità. Sono molti i soci della parte pubblica che aderiscono. La Comunità Montana dell’Ufita, i Comuni di Aquilonia, Ariano, Frigento, Greci, Montaguto, Guardia dei Lombardi, Lacedonia, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia, Savignano, Scampitella, Sturno, Trevico, Vallata, Vallesaccarda, Villanova del Battista, Zungoli.
Originariamente molti di questi paesi non avevano aderito ma tra i soci fondatori c’erano Carife, Castelbaronia, Flumeri. Poi vi furono dei disguidi e i tre Comuni restarono fuori.
Il Patto fu sottoscritto anche da altri soggetti pubblici: la Regione Campania, la Provincia di Avellino, l’Asi, il Consorzio di bonifica dell’Ufita, la Gestione trasporti irpini, l’Alto Calore, il Consorzio smaltimento rifiuti Av 2, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, la Confapi, i Coltivatori diretti, la Confartigianato, la Banca mediterranea di Napoli. In pratica un esercito di associazioni di categoria, le cosiddette parti sociali, enti locali e territoriali. Al loro fianco anche i privati.
Grande travaglio per la nascita ma anche per poi diventare grande.
Le attività messe in piedi sono numerose. A cominciare dal Patto generalista. Questo ha messo in cantiere 33 iniziative per investimenti pari a 66 miliardi e 115 milioni delle vecchie lire.
A margine di questo patto vi sono tre iniziative infrastrutturali. La prima del Consorzio Asi per la valle Ufita, 11miliardi e mezzo, il Piano di insediamento produttivo di Vallata 3.350 milioni, il progetto finanziato per la valorizzazione e lo sviluppo per il turismo culturale con 3.280 milioni, sempre in lire. L’opera complessiva costa 18 miliardi di lire.
Al patto generalista si assomma il protocollo aggiuntivo, approvato dal Ministero del Bilancio il 20 dicembre del 2001, prevede 20 iniziative produttive per un investimento complessivo di 47 miliardi circa e che a regime dovrebbe assicurare occupazione per 279 unità.
Questo è il Patto industriale. Poi i soci mettono in cantiere il Patto specializzato dell’agricoltura. Questo riceve l’ approvazione del Ministero del Tesoro il 7 agosto 2001.
Le iniziative ammesse a beneficio sono 20 per un investimento di 27 miliardi e 112 milioni di lire prevedendo impiego per 99 unità.
Infine il Patto specializzato per il turismo approvato il 20 dicembre del 2001.
Le iniziative ammesse sono 10 con un investimento di 19 miliardi e mezzo e l’occupazione prevista è pari a 86 unità. .
Il Patto Baronia ha previsto anche 16 investimenti infrastrutturali suddivisi su 4 percorsi tematici per un investimento di oltre 19 miliardi.
Questi i numeri di una società, la Baronia Spa che era nata tra lo scetticismo generale e sembra invece aver prodotto più d quanto tutti immaginavano


Chi ci sarà...

Si parte alle 10 con i saluti di tre sindaci, Gaetano Sinibaldo Di Paola, primo cittadino di Flumeri e quindi ospite della giornata, il collega di Frigento Andrea Famiglietti e quello di Sturno Franco Di Cecilia. Introduce il direttore generale Nicolangelo Iacoviello.
Numerosi sono gli interventi a cominciare da Renato Grassi, responsabile dei patti Territoriali di Campania, Calabria, Sicilia e del Contratto d’area. A seguire il dirigente della Cassa Depositi e prestiti Pasquale Sanarico, il presidente del Consorzio Sviluppo Impresa, Carmine Di Pietro, Pietro Ansaldi, di Servint, Francesco PInto, presidente dell’Asmez, Adolfo Marone, di Europorgetti e Finanze, Mario Squittino segretario generale della Ugl. Quindi Isaia Sales, consulente del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, e quindi interviene il presidente del Patto Baronia, Pietro Foglia.
Apre lui praticamente gli interventi più attesi. Si comincia con il presidente della Comunità Montana Valle Ufita, Giuseppe Solimine, quindi i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. A seguire Giovanni Lettieri presidente dell’Unione degli Industriali di Avellino, il Presidente dell’Amministrazione provinciale Francesco Maselli, il capogruppo della Margherita al Consiglio regionale Enzo De Luca, Il sottosegretario al ministero del Lavoro Pasquale Viespoli, Vito Napoli capo della segreteria del sottosegretariato, il senatore diessino Angelo Flammia, componente commissione Agricoltura, Vincenzo Aita, assessore regionale per l’Agricoltura, Gianfranco Alois, assessore alle attività produttive, Luigi Anzalone, assessore al Bilancio, l’onorevole Ciriaco De Mita, e chiude il ministro per le attività agricole Giovanni Alemanno. Modera il giornalista Ermanno Corsi.

Redazione Corriere
 





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