Marted́ 7 Settembre 2010

Quando le bandiere non contano. In campo per il Cdr

Il sindaco Salvatore Alaia e il consigliere di opposizione Franco Vittoria continuano lo sciopero della fame e della sete come forma di protesta contro l’installazione dell’impianto di Cdr a Schiava di Tufino. Le loro accuse sono tutte rivolte al governatore Bassolino
SPERONE - Quando le bandiere non contano. Nelle battaglie importanti, la politica diventa piccola piccola. Di fronte al pericolo Cdr, alla possibile distruzione del territorio e a conseguenze disastrose per l’economia e la salute pubblica, anche i peggiori “nemici” possono tendersi la mano. A Sperone l’hanno fatto. I leader politici di due schieramenti che da anni si fronteggiano in una dura lotta politica, di fronte a quello che è un pericolo comune, che coinvolge non solo Sperone, hanno dato segno di grande buon senso e compattezza unendo le proprie forze verso un obiettivo comune che è il bene della comunità. Vedere oggi Salvatore Alaia e Franco Vittoria sedere sotto lo stesso tetto, o per meglio dire gazebo, vuol dire che chi ha in mente il bene comune non può nascondersi dietro a tessere di partito o idee preconcette. Il punto è cruciale. L’iniziativa portata avanti da Alaia e Vittoria è di quelle importanti. Con ieri sono quattro i giorni di sciopero della fame, a cui si aggiunto quello, logorante, della sete. Di tanto sono cambiate le loro condizioni. La voce ferma e decisa del primo giorno si è trasformato in un sibilo affaticato e per questo più penetrante nell’animo di chi ha a cuore la vicenda. Per chi si dimostra sordo, invece, potrebbe non bastare. Nei giorni passati si sono sprecate le dimostrazioni di solidarietà. Sotto il gazebo della protesta si sono avvicendati i leader della politica della nostra regione. A partire da De Luca, capogruppo dei Popolari, passando per Specchio, di Rifondazione, Cundari, dei Verdi, Sibilia, per finire con Nino Daniele, capogruppo dei Ds. Con loro si è fatto vedere anche Don Vitaliano Della Sala. Presenze importanti che, però, non sostituiscono nell’importanza quella che dovrebbe essere la presenza unica e giustificata: quella del presidente della regione, nonché commissario speciale per l’emergenza rifiuti, Antonio Bassolino. E’ a lui che si rivolge il sindaco Salvatore Alaia ed in lui ha trovato il maggiore responsabile di tutto quello che sta accadendo: “Mi fa piacere constatare tutte le manifestazioni di solidarietà avute in questi giorni, ma spero che questa non si riveli la solita passerella del caso. Al momento non ho avuto alcuna risposta politica ed andiamo avanti nella nostra protesta nonostante le forze stiano scemando con il tempo”. Al sindaco non va giù la mancanza di risposte: “Abbiamo bisogno di fatti, non di promesse. Quello che più fa male è l’insensibilità istituzionale”. Ci va giù duro anche Franco Vittoria. Il consigliere d’opposizione pone i punti fondamentali della protesta: “Non abbiamo intenzione di fermarci.
Chiediamo la delocalizzazione dell’impianto di Cdr che è previsto in un territorio già mortificato da due discariche senza la bonifica promessa. In questo modo una terra che poteva essere a vocazione turistica sarà trasformata in una a vocazione rifiuti. Non ci potrà essere futuro turistico con un Cdr ed un corrispondente svincolo autostradale”. A Vittoria le prime risposte politiche non sono piaciute: “Ci è stato spiegato che è stato Rastrelli ad individuare la zona del nolano per la localizzazione del Cdr e che il progetto va avanti per la continuità amministrativa. Una risposta assurda, farebbe anzi bene Bassolino a prendere provvedimenti vista la sua posizione.
Un impianto di Cdr, costruito per convogliare i rifiuti dei grandi centri del napoletano è un fallimento in partenza, visto che la raccolta differenziata è una realtà solo del nolano”. Non si abbassano i toni ed in attesa del tanto sospirato tavolo politico, va avanti una protesta forte, ma, come spiega Vittoria:”E’ una cosa che non avrei mai immaginato di fare, ma il nostro è un territorio già martoriato dalla criminalità e dalla mancanza di sviluppo. Dovesse aggiungersi la calamità rifiuti saremo costretti ad allontanarci definitivamente”. Una decisione estrema, ma forse giustificata da quella che potrebbe rivelarsi una vera e proprio calamità per il territorio. Questa mattina sulla strada nazionale di Sperone passerà la tappa del giro d’Italia. Gli amministratori minacciano di bloccare la tappa in segno di protesta. La stessa idea giunge anche dalla lista “Impegno concreto per Avella” che in segno di solidarietà agli amministratori di Sperone potrebbero attuare clamorose manifestazioni in concomitanza con il passaggio del Giro d’Italia.

La parola ai Verdi - Una scelta assurda. Si rischia un disastro ambientale
SPERONE - Continuano le manifestazioni di solidarietà per Alaia e Vittoria, tra le quali anche quella dell’assessore all’ambiente del comune di Sperone, Gennaro Napolitano. Nei pressi del gazebo della lotta al Cdr, fissa è la presenza di esponenti del comitato civico per la comun salute. Tante le facce note. A loro chiediamo il reale danno che un impianto come il Cdr potrà causare. Ci risponde Angelo Amato de Serpis, presidente dei Verdi di Nola: “Si tratta di un scelta assurda. L’area del Nolano, comprendente anche i comuni del mandamento, ha una percentuale di riciclaggio e separazione dei rifiuti ben al di sopra del cinquanta per cento, esattamente il doppio di quanto richiesto dal decreto legge Ronchi. Con questo impianto, però, ci ritroveremo a dover ricevere rifiuti da zone demografiche ad alta densità in cui, paradossalmente, la raccolta differenziata non ha avuto successo”. Il rischio è che il Cdr si trasformi in una semplice discarica: “Sicuramente si - continua Amato De Serpis - a Schiava confluiranno rifiuti non separati che saranno semplicemente accumulati. Anche se, in genere, il Cdr è considerato non altamente inquinabile, tutte questo, unito al fatto che si trova in una zona ad alta densità demografica lo rende un pericolo per la salute comune”. I dati sono agghiaccianti: “Non possiamo di sicuro dimenticare che questa zona ha la più alta percentuale di tumori della Campania”.
Insomma con l’installazione dell’impianto di Cdr si potrebbe creare un vero disastro. L’allarme è stato lanciato. Il rischio è serio e reale. Bisogna intervenire subito per evitare ulteriori danni alla salute dei cittadini.

Falco: situazione grave in caso estremo chiederemo l’idratazione coatta
SPERONE - Una situazione che si fa sempre più pericolosa. E’ il quarto giorno dello sciopero della fame e, da ieri, della sete, per il sindaco Alaia e Franco Vittoria. Le condizioni fisiche vanno a deteriorarsi sempre di più e le facce dei protagonisti vanno perdendo sempre di più il colorito naturale. Ci chiarisce la situazione il dottore Giovannino Falco, medico curante di Alaia e Vittoria: “Le condizioni tendono a peggiorare. Giorno dopo giorno stanno diventando sempre più preoccupanti a causa di uno stato di disidratazione”. A dare un colpo al fisico ed al morale è stato lo sciopero della sete iniziato ieri: “Il Mio invito, - continua Falco - da amico e da medico curante, è quello di sospendere assolutamente lo sciopero della sete. Condividendo  quella che resta una nobile azione mi auguro che decidano di continuare solo lo sciopero della fame”. Il medico non esclude nemmeno provvedimenti estremi: “Se dovessero peggiorare le loro condizioni sono disposto a chiedere l’autorità giudiziaria di idratazione coatta”. Nella prima mattinata, poi, il sindaco Alaia ed il consigliere Vittoria si sono sottoposti anche al controllo della pressione sanguinea per mano del dottor Pietro Schettino del Pronto Soccorso di Avellino.
Al controllo, la pressione oscillava su livelli molto bassi, ma le precarie condizioni fanno si che frequenti e pericolosi, siano gli sbalzi tra l’alto ed il basso.

I più piccoli
“La spazzatura no”. Un concetto semplice, ma concreto gridato a voce alta dagli abitanti di Sperone del futuro. I piccoli alunni della scuola materna comunale si sono presentati in corteo sotto il gazebo della lotta al Cdr per sostenere con grande zelo quella che resta soprattutto una battaglia per loro. Il Cdr potrebbe portare gravi danni alle vie respiratorie di chi, anziani e giovani, è più facilmente vulnerabile. Da qui la protesta, veemente, con cartelloni e stendardi, tutti, rigorosamente, fatti a mano.  

Don Vitaliano: vergognosa politica dei rifiuti. Bassolino chiami Alaia
In campo per il Cdr anche don Vitaliano Della Sala che con una lettera al presidente della regione Antonio Bassolino esprime tutta la sua solidarietà agli amministratori di Sperone: «Presidente Bassolino, ieri sono stato a Sperone a dare solidarietà al sindaco Alaia, al consigliere Vittoria e agli altri cittadini che stanno attuando lo sciopero della fame, e da ieri della sete per protestare contro la realizzazione dell’impianto di Cdr. Sono molto preoccupato per la salute di queste persone che ho visto determinate a continuare la loro pacifica e civile protesta, ma sono altrettanto preoccupato per la latitanza delle istituzioni e per la Sua in modo particolare. Solo lei può contribuire a farli smettere, non può permettere che amministratori e cittadini danneggino ulteriormente la loro salute. Non bisogna essere esperti per capire che da anni la regione Campania improvvisa la politica della raccolta e dello smaltimento rifiuti. Alcuni anni fa, c’era il presidente Rastrelli e altri Commissari ordinari e straordinari a gestire il problema e l’affare “monnezza”, ho vissuto sulla mia pelle, con i miei parrocchiani, la politica di quattro soldi della Regione Campania per quanto riguarda la gestione dei rifiuti: alla scelta criminale di voler istallare una discarica nel territorio di Sant’Angelo a Scala, chiedemmo un incontro con i tecnici e gli amministratori che ci spiegassero il perché di tale scelta e ci rassicurassero su eventuali danni ecologici ma, interrogati i morti non risposero, anzi si tentò di far cominciare i lavori e un pacifico sit-in di protesta da parte del sottoscritto e dei cittadini venne caricato brutalmente dalle Forze dell’Ordine. Cambiano i presidenti, i commissari e anche gli schieramenti politici alla guida della Campania, ma la politica dello smaltimento dei rifiuti resta sempre la stessa, improvvisata e approssimativa... Presidente almeno faccia un atto di umiltà, alzi la cornetta del telefono e chiami Alaia e gli chieda di sospendere lo sciopero della fame e della sete. Fissi con lui e gli amministratori della zona un appuntamento, ascolti i loro problemi e li aiuti a risolverli. Le ricordo una cosa che lei già sa: un buon politico deve sapere governare, ma deve anche avere la capacità di dialogare, di incontrare, di confrontarsi con i cittadini. Il signore benedica il suo lavoro».

I rischi legati al Cdr
«Una vera discarica»
Il Cdr rischia di diventare, da subito, una semplice discarica. L’impianto, che dovrebbe convogliare rifiuti differenziati, almeno nella percentuale del trenta per cento, verrà “rifornito” da grandi aree urbane del napoletano che hanno visto fallire in precedenza l’esperienza della raccolta differenziata. Insieme ai rifiuti separati, dunque, a Schiava di Tufino verranno depositati anche i rifiuti umidi provocando enormi danni a quella che può essere l’ecosistema del territorio. Tutto questo in un area come il nolano, in cui si comprendono anche i paesi della bassa Irpinia, in cui la raccolta differenziata è stata un successo. La percentuale dei rifiuti separati parla adesso di cifre vicine al sessanta per cento. Come dire, una punizione per chi è all’avanguardia in un problema annoso come quello dei rifiuti.


«Distrutta la zona archeologica»

L’area in cui andrà in funzione il Cdr è a ridosso della periferia della provincia di Avellino. Un’immensa area colma di ricchezze archeologiche. In questo periodo oggetto di discussione è stato la progettazione del nuovo Pit per lo sviluppo turistico legato all’archeologia, ma è facile prevedere un fallimento in partenza. Un punto fondamentale, questo, visto che a battersi sono gli amministratori ed i politici di buona parte dei comuni del Mandamento. Paradossalmente non si è visto Salvatore Guerriero, sindaco di una città come Avella che ha dalla sua un patrimonio storico ed archeologico da far invidia ai siti romani. Il paradosso sta nel fatto che Guerriero, insieme a qualche collega, non solo non è in piazza a protestare, ma, anzi, ha firmato il protocollo d’intesa con la regione legalizzando di fatto quella che potrebbe essere un pericolo mortale per il futuro del suo paese.

Rifondazione: smettano lo sciopero
Solidarietà a Salvatore Alaia e Franco Vittoria giunge anche dal partito di Rifondazione Comunista per bocca del segretario provinciale, Giovanni Maraia: «Esprimiamo la nostra solidarietà umana e politica al sindaco Alaia e al consigliere Vittoria. Lo sciopero della sete è un atto estremo che pone in serio pericolo la salute di due amministratori e come tale non può e non deve essere incentivato dalla nostra solidarietà. Il Prc è contro il Cdr. Così come siamo contrari ad ogni forma di smaltimento che inquina il territorio e che non tiene minimamente conto del recupero, riciclaggio e riuso dei rifiuti... Va smascherata la scellerata politica dei commissari straordinari Bassolino e Facchi, incapaci di far decollare la raccolta differenziata pur avendo a disposizione enormi risorse economiche.
Redazione Corriere
 





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