Giovedì 9 Settembre 2010

Forum con Nicolini "Teatro, ragionare in regionale"

Renato Nicolini, nuovo consulente del Teatro Comunale, parla delle sue idee sul “Gesualdo”. Assessore prima con Argan a Roma, poi con Bassolino a Napoli, punta sul teatro come luogo e spazio urbano che collega vecchia e nuova città, sulle compagnie locali e sugli eventi sperimentali... -Il Consorzio Interprovinciale attore della solidarietà attraverso una serie di progetti.
Nicolini non resiste
a Mamma Schiavona:
il teatro come il santuario


Dopo il forum una gita a Montevergine. Per il “Carlo Gesualdo” siamo già alla richiesta di intercessione dell’Infallibile?
Certamente no. Si tratta piuttosto di una curiosità culturale e di necessità meteorologica. Sono le 14, l’afa attanaglia, e il vicesindaco Geppino Vetrano ha deciso di far vedere al nuovo consulente che Avellino non finisce a Piazza Duomo.
Così Renato Nicolini, l’architetto laico, l’intellettuale problematico, l’inventore dell’effimero, non cede alla tentazione di Mamma Schiavona: «Non pensavo che il santuario fosse così vicino ad Avellino. Anzi, avendo vissuto a Napoli, dove la Madonna di Montevergine la considerano cosa loro, pensavo che il convento fosse in provincia di Napoli. Ecco, dovrebbe accadere qualcosa del genere anche con il teatro “Carlo Gesualdo”. Tutte le città vicine dovrebbero sentirsi attratte e coinvolte in questa impresa. Se accade con un santuario perché non può accadere con un teatro».
La suggestiva provocazione di Nicolini si scontra con con una fede, quella teatrale, con vocazioni ancora minori di quella ufficiale - che pure naviga in cattive acque. Però è assai interessante e paradossale.
Per riempire il “Gesualdo”, ragionando per assurdo, si potrebbe deviare il flusso dei fedeli di Mamma Schiavona, oppure chiedere in prestito ai monaci virginiani il quadro miracoloso, almeno per il lancio del teatro; oppure si potrebbero organizzare degli interessanti pacchetti che uniscano fede e cultura (e non Federculture che è di altra area e lo stesso Nicolini ne ha fatto parte), spirito e intelletto: l’ascesa a Montevergine per l’anima e per il corpo (soprattutto se fatta a piedi) e la discesa a valle con rappresentazione di una pièce teatrale, magari proprio la “La festa di Montevergine” di Raffaele Viviani che Nicolini dice che leggerà appena tornato a casa.
Vulcanico anche senza il Vesuvio alle spalle, architetto della capitale, anche senza e la basilica di Massenzio come sfondo, Nicolini si rapporta ad Avellino con intelligente curiosità e con la cautela di chi è stato chiamato a svolgere un compito oneroso. Si dispiace per il malinteso con il maestro Roberto De Simone e legge le sue risposte nell’intervista pubblicata ieri da «Corriere». Un po’ si corruccia. Ma arrivati alla fine, quando De Simone cita Totò e sul futuro del teatro dice “Vota Antonio, Vota Antonio”, esplode in una risata sincera: «E come faccio a rispondere al maestro: De Simone è e rimane un grande...». .

Convegno d’apertura con Mancino e Maccanico
• Il convegno di apertura dell’Istituzione Teatro Comunale “Carlo Gesualdo” di Avellino, ampiamente annunciato dalla conferenza stampa di giovedì pomeriggio, è stata l’occasione per ascoltare le tante anime ed energie che proveranno a gestire il Comunale.
Dopo il saluto del sindaco Antonio Di Nunno, che ha investito ben due mandati nella causa, quello della giovane Enza Ambrosone, assessore alla Cultura che ha ribadito il ruolo importante che per il futuro del teatro giocherà il tessuto sociale e quello dell’associazionismo che le sta molto a cuore. Interessante l’intervento di Maurizio Barracco, presidente di Federculture - federazione di Imprese di servizio pubblico in campo culturale che ha illustrato le possibili strategie per la creazione di un pubblico, l’orizzonte d’attesa fondamentale perché il progetto riesca. E si tratta, come ha chiarito Enrico Viceconte, responsabile dell’area progetti dello Stoà, di un progetto di partenariato in cui tutte le componenti, manageriale, culturale, gestionale saranno fornite con il massimo della competenza. Davide Masarati, direttore artistico del Teatro Borgatti di Cento, ha portato l’esperienza del “suo” teatro come modello di un successo possibile, dalla produzione alla semplice fruizione. In questo consisterà il tutoraggio di cui tante volte si è scritto. La platea era di quelle eccellenti. C’erano il senatore Nicola Mancino e l’ex-ministro Antonio Maccanico che legge l’apertura del teatro come un segno della ripresa della città. Poi snocciola ricordi: «Quando ero fanciullo, ricordo che le cameriere friulane venivano ad Avellino a vedere le commedie di Scarpetta e di Viviani. E mi sono sempre chiesto come mai ad Avellino non ci fosse un teatro. Per gli antichi greci, senza teatro non c’era nemmeno la città..». Sono intervenuti anche il presidente della Provincia Maselli e il maestro Gaetano Panariello, direttore del conservatorio “Cimarosa”, un scuola di alta formazione che si pone come interlocutore principale del “Gesualdo”. Tra il pubblico, oltre a Enzo De Luca e Angelo Romano c’era Mico Galdieri, direttore artistico del Consorzio teatro Campania, curatore insieme al teatro Pubblico Campania, del cartellone della prossima stagione.


Ancora da installare l’impianto di allarme, da rifare la pavimentazione della sala prove, da rifinire i passaggi pedonali
E intanto mancano ancora...

Installare l’impianto di allarme, ripavimentare la sala balletto, risistemare l’area esterna (passaggi pedonali etc.). Solo alcuni degli interventi che ancora devono essere realizzati prima che il teatro “Carlo Gesualdo” apra i battenti. Sono stati denominati “lavori di rifinitura”, il loro importo sfiora il miliardo, e di fatto, senza di essi, lo stabile non può essere inaugurato.
Il progetto esecutivo è stato approvato dalla giunta cittadina un mese fa.
Il cantiere, aperto dalla stessa ditta che ha edificato il “Carlo Gesualdo” sarà aperto tra qualche tempo, probabilmente dopo la fine dell’estate.
Per ora il teatro comunale resta così come è.
Ancora non rifinito. Ma l’architetto Giammichele Aurigemma assicura che si farà in tempo: entro il 21 dicembre tutto sarà pronto.



Redazione Corriere
 





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