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| Forum
con Nicolini "Teatro, ragionare
in regionale" |
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| Renato
Nicolini, nuovo consulente del Teatro Comunale,
parla delle sue idee sul Gesualdo.
Assessore prima con Argan a Roma, poi con
Bassolino a Napoli, punta sul teatro come
luogo e spazio urbano che collega vecchia
e nuova città, sulle compagnie locali
e sugli eventi sperimentali... -Il Consorzio
Interprovinciale attore della solidarietà
attraverso una serie di progetti. |
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Nicolini
non resiste
a Mamma Schiavona:
il teatro come il santuario

Dopo il forum una gita a Montevergine. Per
il Carlo Gesualdo siamo già
alla richiesta di intercessione dellInfallibile?
Certamente no. Si tratta piuttosto di una
curiosità culturale e di necessità
meteorologica. Sono le 14, lafa attanaglia,
e il vicesindaco Geppino Vetrano ha deciso
di far vedere al nuovo consulente che Avellino
non finisce a Piazza Duomo.
Così Renato Nicolini, larchitetto
laico, lintellettuale problematico,
linventore delleffimero, non cede
alla tentazione di Mamma Schiavona: «Non
pensavo che il santuario fosse così
vicino ad Avellino. Anzi, avendo vissuto a
Napoli, dove la Madonna di Montevergine la
considerano cosa loro, pensavo che il convento
fosse in provincia di Napoli. Ecco, dovrebbe
accadere qualcosa del genere anche con il
teatro Carlo Gesualdo. Tutte le
città vicine dovrebbero sentirsi attratte
e coinvolte in questa impresa. Se accade con
un santuario perché non può
accadere con un teatro».
La suggestiva provocazione di Nicolini si
scontra con con una fede, quella teatrale,
con vocazioni ancora minori di quella ufficiale
- che pure naviga in cattive acque. Però
è assai interessante e paradossale.
Per riempire il Gesualdo, ragionando
per assurdo, si potrebbe deviare il flusso
dei fedeli di Mamma Schiavona, oppure chiedere
in prestito ai monaci virginiani il quadro
miracoloso, almeno per il lancio del teatro;
oppure si potrebbero organizzare degli interessanti
pacchetti che uniscano fede e cultura (e non
Federculture che è di altra area e
lo stesso Nicolini ne ha fatto parte), spirito
e intelletto: lascesa a Montevergine
per lanima e per il corpo (soprattutto
se fatta a piedi) e la discesa a valle con
rappresentazione di una pièce teatrale,
magari proprio la La festa di Montevergine
di Raffaele Viviani che Nicolini dice che
leggerà appena tornato a casa.
Vulcanico anche senza il Vesuvio alle spalle,
architetto della capitale, anche senza e la
basilica di Massenzio come sfondo, Nicolini
si rapporta ad Avellino con intelligente curiosità
e con la cautela di chi è stato chiamato
a svolgere un compito oneroso. Si dispiace
per il malinteso con il maestro Roberto De
Simone e legge le sue risposte nellintervista
pubblicata ieri da «Corriere».
Un po si corruccia. Ma arrivati alla
fine, quando De Simone cita Totò e
sul futuro del teatro dice Vota Antonio,
Vota Antonio, esplode in una risata
sincera: «E come faccio a rispondere
al maestro: De Simone è e rimane un
grande...». . |
| Convegno
dapertura con Mancino e Maccanico |
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Il convegno di apertura dellIstituzione
Teatro Comunale Carlo Gesualdo
di Avellino, ampiamente annunciato dalla conferenza
stampa di giovedì pomeriggio, è
stata loccasione per ascoltare le tante
anime ed energie che proveranno a gestire
il Comunale.
Dopo il saluto del sindaco Antonio Di Nunno,
che ha investito ben due mandati nella causa,
quello della giovane Enza Ambrosone, assessore
alla Cultura che ha ribadito il ruolo importante
che per il futuro del teatro giocherà
il tessuto sociale e quello dellassociazionismo
che le sta molto a cuore. Interessante lintervento
di Maurizio Barracco, presidente di Federculture
- federazione di Imprese di servizio pubblico
in campo culturale che ha illustrato le possibili
strategie per la creazione di un pubblico,
lorizzonte dattesa fondamentale
perché il progetto riesca. E si tratta,
come ha chiarito Enrico Viceconte, responsabile
dellarea progetti dello Stoà,
di un progetto di partenariato in cui tutte
le componenti, manageriale, culturale, gestionale
saranno fornite con il massimo della competenza.
Davide Masarati, direttore artistico del Teatro
Borgatti di Cento, ha portato lesperienza
del suo teatro come modello di
un successo possibile, dalla produzione alla
semplice fruizione. In questo consisterà
il tutoraggio di cui tante volte si è
scritto. La platea era di quelle eccellenti.
Cerano il senatore Nicola Mancino e
lex-ministro Antonio Maccanico che legge
lapertura del teatro come un segno della
ripresa della città. Poi snocciola
ricordi: «Quando ero fanciullo, ricordo
che le cameriere friulane venivano ad Avellino
a vedere le commedie di Scarpetta e di Viviani.
E mi sono sempre chiesto come mai ad Avellino
non ci fosse un teatro. Per gli antichi greci,
senza teatro non cera nemmeno la città..».
Sono intervenuti anche il presidente della
Provincia Maselli e il maestro Gaetano Panariello,
direttore del conservatorio Cimarosa,
un scuola di alta formazione che si pone come
interlocutore principale del Gesualdo.
Tra il pubblico, oltre a Enzo De Luca e Angelo
Romano cera Mico Galdieri, direttore
artistico del Consorzio teatro Campania, curatore
insieme al teatro Pubblico Campania, del cartellone
della prossima stagione. |
Ancora
da installare limpianto di allarme,
da rifare la pavimentazione della sala prove,
da rifinire i passaggi pedonali
E intanto mancano ancora... |
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Installare
limpianto di allarme, ripavimentare
la sala balletto, risistemare larea
esterna (passaggi pedonali etc.). Solo alcuni
degli interventi che ancora devono essere
realizzati prima che il teatro Carlo
Gesualdo apra i battenti. Sono stati
denominati lavori di rifinitura,
il loro importo sfiora il miliardo, e di
fatto, senza di essi, lo stabile non può
essere inaugurato.
Il progetto esecutivo è stato approvato
dalla giunta cittadina un mese fa.
Il cantiere, aperto dalla stessa ditta che
ha edificato il Carlo Gesualdo
sarà aperto tra qualche tempo, probabilmente
dopo la fine dellestate.
Per ora il teatro comunale resta così
come è.
Ancora non rifinito. Ma larchitetto
Giammichele Aurigemma assicura che si farà
in tempo: entro il 21 dicembre tutto sarà
pronto.
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Redazione
Corriere
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