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| "Picchiate
dopo la morte" - Oggi i funerali, blindatissimi,
di Clarissa Cava ed Alba Scibelli, domani quelli
di Michelina Cava. Centinaia di agenti presidieranno
il cimitero di Quindici |
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Nuovi
e agghiaccianti retroscena dopo la strage
di Lauro. Ieri lautopsia del medico
legale Clarissa, Maria e Michelina dopo esser
state uccise vennero anche picchiate. Sparate
con una pistola calibro nove
Trovati nei loro corpi diversi fori |
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LAURO
- Oggi i funerali di Clarissa Cava ed Alba
Scibelli, ieri lautopsia sulle tre vittime
della strage di Lauro. Anche quella appena
trascorsa è stata una giornata intensa
sul versante del Vallo di Lauro. Lesame
autoptico è stato effettuato presso
il grande ipogeo del cimitero di Poggioreale
dal medico legale, professor Paolo Picciocchi.
Elementi importanti sono emersi, dopo otto
ore di intenso lavoro. Tutte e tre le donne
sono state uccise con una pistola calibro
nove e sono morte dopo alcuni minuti di agonia.
Dopo luccisione i sicari si sarebbero
accaniti sui corpi delle vittime usando coltelli
e dando a calci. Uno scenario agghiacciante
che conferma quanta rabbia e soprattutto lucida
follia assassina si sia consumata il 26 maggio
scorso alle 20,30 in via Cassese a Lauro.
Diversi i fori di proiettile, almeno sei,
trovati sui corpi delle donne. Un lavoro lungo,
come detto, ma scrupoloso che ha impegnato
il professor Picciocchi fino a tarda sera.
Tra quindici giorni saranno anche resi noti
gli esami istologici. Intanto questa mattina,
blindatissimi, si svolgeranno i funerali di
Clarissa Cava e Maria Scibelli, domani quelli
di Michelina Cava. La funzione, che dovrebbe
essere brevissima, si svolgerà presso
il cimitero di Quindici. Sono previsti almeno
cento uomini tra polizia e carabinieri per
il servizio dordine. Ingresso solo per
i familiari. Cè grande tensione.
Proprio per questo il pm dellantimafia
su precisa richiesta degli inquirenti ha accordato
che i funerali non si svolgessero in chiesa.
Troppo elevato il rischio. Nella giornata
di ieri sono continuati i controlli su tutto
il territorio e stando ad indiscrezioni sarebbe
stato sequestrato altro materiale importantissimo
ai fini delle indagini. Armi? Documenti? Non
è dato ancora saperlo, cè
il massimo riserbo. Lunico dato certo
è che il Vallo di Lauro è monitorato
da più punti, proprio per evitare eventuali
infiltrazioni esterne e non correre ulteriori
rischi. Quindici e Lauro sono sotto chock.
La paura è tanta, si temono ritorsioni,
soprattutto quando ritornerà in libertà
il boss Biagio Cava. Dopo il delitto sono
stati ritrovati a terra più di trenta
bossoli di pistola. La dinamica è stata
completamente chiarita anche se ci sarebbe
qualche piccolo particolare che ancora non
torna. Ieri, agenti della scientifica sotto
la direzione dellispettore capo Andrea
Valentino, si sono recati a Roma presso un
laboratorio avanzatissimo per effettuare nuovi
esami sulle armi che hanno sparato e per capire
la direzione del colpo e soprattutto le modalità.
Le operazioni inizieranno lunedì prossimo
e si dovrebbero concludere nel giro di pochi
giorni. Dieci gli arresti effettuati fino
ad oggi. Su tutti la stessa accusa: associazione
a delinquere di stampo camorristico e strage.
Tutti, tranne Fiore Graziano, sono ritenuti
responsabili dei delitti che si sono consumati
lo scorso ventisei maggio. Interessi da cento
miliardi e soprattutto un odio atavico che
divide ormai da trentanni i Cava e i
Graziano.
Alla base di tanto sangue solo questo. La
sete di vendetta, di vedere il territorio
ai propri piedi e di un dominio incontrastato
che non è stato mai possibile a causa
delle famiglie rivali. Oggi i funerali di
Clarissa e Maria. La speranza è che
tutto proceda per il verso giusto. Ma , stando
agli inquirenti, lo stato di allerta è
massimo. Mai erano state uccise tre donne,
una strage che resterà nella storia
propria per la ferocia e le modalità
usate dagli assassini.
Per questo si temono violente ritorsioni da
parte dei Cava. Tre di loro sono morte e altre
due lottano allospedale di Nola e a
quello di Loreto Mare. |
| La
lettera di Alberta De Simone |
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In
seguito ai drammatici fatti avvenuti il 26
maggio a Lauro, ieri mattina, lonorevole
Alberta De Simone, ha inviato una lettera
al presidente della Commissione antimafia,
al presidente della Camera e al capogruppo
dei ds della Commissione antimafia per chiedere
che il presidente della Commissione,
insieme ad una rappresentanza qualificata
della Commissione antimafia, si rechi nei
prossimi giorni a Lauro, e detti gli indirizzi,
come di sua competenza, per un più
efficace contrasto di tutte le forme criminali
al fine di ristabilire un clima di sicurezza
e di serenità quotidiana. Ecco
il testo della lettera:
«Caro presidente, lefferata
strage di Lauro consumata nella sera del 26
maggio 2002 tra le famiglie Cava e Graziano,
mentre i seggi elettorali erano aperti, ha
determinato un netto salto di qualità
dellincidenza criminale del territorio.
Per la prima volta la violenza assassina e
brutale ha massacrato direttamente donne e
ragazze. Non si è trattato di un episodio
isolato ed improvviso. Già nei mesi
scorsi si erano verificati fatti criminosi
che avevano segnalato una recrudescenza della
criminalità organizzata nellintera
zona. Invano si è atteso un rafforzamento
della capacità preventiva investigativa
e lapprontamento di strumenti più
efficaci di controllo del territorio. Anche
nellepisodio così drammatico
e violento di domenica sera la dinamica dei
fatti, secondo quanto riferisce la stampa,
sembra essersi sviluppata dal giorno prima
e non sono state messe in atto azioni necessarie
di contrasto. Il terrore della popolazione
civile è grande. Mi è stato
raccontato personalmente da alcuni padri di
famiglia che i loro figli domandano di andare
a vivere altrove. E dunque urgente e
indispensabile proteggere la popolazione civile
di grandi tradizioni democratiche che abita
a Lauro e nellintero Vallo. Al fine
di perseguire con determinazione e fermezza
i comportamenti violenti della malavita organizzata
che si sono manifestati la sera del 26 maggio
scorso in tutta la loro atrocità, non
risparmiando niente e nessuno, chiedo, nella
mia qualità di parlamentare, che Lei
Presidente, insieme ad una rappresentanza
qualificata della commissione antimafia si
rechi nei prossimi giorni a Lauro, e detti
gli indirizzi, come di sua competenza, per
un più efficace contrasto di tutte
le forme criminali al fine di ristabilire
un clima di sicurezza e di serenità
quotidiana". Sicura che vorrà
raccogliere questa mia motivata sollecitazione
la saluto cordialmente. |
| Le
condizioni dei feriti |
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Felicia Cava, 19 anni, primogenita di Biagio,
diplomata ricoverata allospedale Loreto
Mare di Napoli. Le sue condizioni, nonostante
la gravità, sono stabili. Italia
Lenzi Galeota 22 anni, figlia di Michelina
Cava e nipote di Biagio, ricoverata nellospedale
di Nola. Le sue condizioni sono gravi. .
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| Il
Gip convalida i fermi. I Graziano restano
in carcere |
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Sono
stati confermati gli otto provvedimenti restrittivi
nei confronti dei componenti della famiglia
Graziano accusati di aver organizzato e partecipato
all'agguato di domenica scorsa a Lauro, dove
furono uccise tre donne della famiglia rivale
dei Cava.
Al termine di una lunga udienza il gip Antonio
Ciampa ha infatti convalidato i decreti di
fermo e emesso le ordinanze di custodia cautelare,
accogliendo le richieste dei pm della Dda
di Napoli, Domenico Airoma e Manuela Mazzi.
La decisione è stata adottata al termine
degli interrogatori che si sono svolti nel
carcere di Poggioreale e negli ospedali dove
sono piantonate tre delle persone fermate,
rimaste ferite nel corso della sparatoria.
Gli arrestati sono difesi dagli avvocati Massimo
Preziosi, Paolo Trofino e Paolino Bonavita.
A quanto pare, diversi indagati si sono avvalsi
della facoltà di non rispondere. Nessuno,
sembra, ha ammesso di aver avuto un ruolo
nella strage di camorra di domenica sera.
Diversa la situazione di Fiore Graziano.
Luomo arrestato laltro ieri non
sembra essere direttamente coinvolto nella
strage di Lauro. E stato fermato per
altri reati tra i quali associazione a delinquere
di stampo camorristico finalizzata allestorsione
ma lui non avrebbe partecipato alluccisione
di tre donne e al ferimento di altre due.
Il killer dovrebbe essere Adriano Graziano.
Sarebbe stato lui a sparare materialmente
anche se a condurre loperazione dovrebbe
essere stato Salvatore Luigi Graziano, ora
ricoverato e piantonato allospedale
Cardarelli di Napoli. Il riesame, su ricorso
del collegio difensivo, è stato fissato
già per il prossimo nove giugno.
In quella data il giudice dovrà decidere
se confermare o meno i provvedimenti emessi
dalla procura.
Cè grande attesa anche perché
poi il proseguo successivo delle indagini
dipenderà da tanti fattori.
Gli interrogatori di ieri si sono consumati
tra il carcere di Poggioreale e gli ospedali
dove sono i feriti che sono stati raggiunti
dai provvedimenti emessi dalla Procura della
repubblica di Napoli. |
| E
della strage di Lauro ne ha parlato anche
The Times |
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«La
strage di Lauro ha fatto il giro del mondo.
Luccisione di tre donne e il ferimento
di altre sei persone ha colpito tutti e la
notizia è arrivata anche in Inghilterra.
A parlarne vari giornali, tra cui lautorevole
The times che ha dedicato alla
vicenda un lungo articolo ed anche un richiamo
in prima pagina. Ma The Times
non è stato lunico.
A parlarne anche The Guardian
che ha dedicato alla tragedia, in un inserto,
due intere pagine. Poi anche il The
Sun e il Daily Mail. Secondo
The Times sarebbero cambiati gli
equilibri e questo avrebbe permesso alle donne
di ottenere un ruolo fondamentale nella gestione
degli affari. Loro, prima, erano solo madri
e mogli docili che dovevano badare ai propri
figli e ai mariti quando cerano, ora
non è più casi. Ma anche anche
in Inghilterra cè una discordanza
di idee. Altri giornali parlano solo di un
caso, di una tragedia e basta. Il potere resta
agli uomini. Se in Inghilterra il caso Lauro
ha destato perplessità in Italia ha
avuto echi vastissimi. Il Corriere della Sera,
Repubblica e La Stampa, tutti ne hanno parlato
e ne continueranno a parlare anche nei prossimi
giorni.
Una vicenda che ha sconvolto le coscienze
e soprattutto portato alla mente i momenti
più tristi vissuti in Irpinia. Quello
raggiunto a Lauro è stato lapice,
ora gli inquirenti stanno lavorando duramente
per evitare che tutto questo succeda nuovamente..
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Redazione
Corriere
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