Giovedì 9 Settembre 2010

"Picchiate dopo la morte" - Oggi i funerali, blindatissimi, di Clarissa Cava ed Alba Scibelli, domani quelli di Michelina Cava. Centinaia di agenti presidieranno il cimitero di Quindici

Nuovi e agghiaccianti retroscena dopo la strage di Lauro. Ieri l’autopsia del medico legale Clarissa, Maria e Michelina dopo esser state uccise vennero anche picchiate. Sparate con una pistola calibro nove
Trovati nei loro corpi diversi fori

LAURO - Oggi i funerali di Clarissa Cava ed Alba Scibelli, ieri l’autopsia sulle tre vittime della strage di Lauro. Anche quella appena trascorsa è stata una giornata intensa sul versante del Vallo di Lauro. L’esame autoptico è stato effettuato presso il grande ipogeo del cimitero di Poggioreale dal medico legale, professor Paolo Picciocchi. Elementi importanti sono emersi, dopo otto ore di intenso lavoro. Tutte e tre le donne sono state uccise con una pistola calibro nove e sono morte dopo alcuni minuti di agonia. Dopo l’uccisione i sicari si sarebbero accaniti sui corpi delle vittime usando coltelli e dando a calci. Uno scenario agghiacciante che conferma quanta rabbia e soprattutto lucida follia assassina si sia consumata il 26 maggio scorso alle 20,30 in via Cassese a Lauro. Diversi i fori di proiettile, almeno sei, trovati sui corpi delle donne. Un lavoro lungo, come detto, ma scrupoloso che ha impegnato il professor Picciocchi fino a tarda sera. Tra quindici giorni saranno anche resi noti gli esami istologici. Intanto questa mattina, blindatissimi, si svolgeranno i funerali di Clarissa Cava e Maria Scibelli, domani quelli di Michelina Cava. La funzione, che dovrebbe essere brevissima, si svolgerà presso il cimitero di Quindici. Sono previsti almeno cento uomini tra polizia e carabinieri per il servizio d’ordine. Ingresso solo per i familiari. C’è grande tensione. Proprio per questo il pm dell’antimafia su precisa richiesta degli inquirenti ha accordato che i funerali non si svolgessero in chiesa. Troppo elevato il rischio. Nella giornata di ieri sono continuati i controlli su tutto il territorio e stando ad indiscrezioni sarebbe stato sequestrato altro materiale importantissimo ai fini delle indagini. Armi? Documenti? Non è dato ancora saperlo, c’è il massimo riserbo. L’unico dato certo è che il Vallo di Lauro è monitorato da più punti, proprio per evitare eventuali infiltrazioni esterne e non correre ulteriori rischi. Quindici e Lauro sono sotto chock. La paura è tanta, si temono ritorsioni, soprattutto quando ritornerà in libertà il boss Biagio Cava. Dopo il delitto sono stati ritrovati a terra più di trenta bossoli di pistola. La dinamica è stata completamente chiarita anche se ci sarebbe qualche piccolo particolare che ancora non torna. Ieri, agenti della scientifica sotto la direzione dell’ispettore capo Andrea Valentino, si sono recati a Roma presso un laboratorio avanzatissimo per effettuare nuovi esami sulle armi che hanno sparato e per capire la direzione del colpo e soprattutto le modalità. Le operazioni inizieranno lunedì prossimo e si dovrebbero concludere nel giro di pochi giorni. Dieci gli arresti effettuati fino ad oggi. Su tutti la stessa accusa: associazione a delinquere di stampo camorristico e strage. Tutti, tranne Fiore Graziano, sono ritenuti responsabili dei delitti che si sono consumati lo scorso ventisei maggio. Interessi da cento miliardi e soprattutto un odio atavico che divide ormai da trent’anni i Cava e i Graziano.
Alla base di tanto sangue solo questo. La sete di vendetta, di vedere il territorio ai propri piedi e di un dominio incontrastato che non è stato mai possibile a causa delle famiglie rivali. Oggi i funerali di Clarissa e Maria. La speranza è che tutto proceda per il verso giusto. Ma , stando agli inquirenti, lo stato di allerta è massimo. Mai erano state uccise tre donne, una strage che resterà nella storia propria per la ferocia e le modalità usate dagli assassini.
Per questo si temono violente ritorsioni da parte dei Cava. Tre di loro sono morte e altre due lottano all’ospedale di Nola e a quello di Loreto Mare.

La lettera di Alberta De Simone
In seguito ai drammatici fatti avvenuti il 26 maggio a Lauro, ieri mattina, l’onorevole Alberta De Simone, ha inviato una lettera al presidente della Commissione antimafia, al presidente della Camera e al capogruppo dei ds della Commissione antimafia per chiedere che il “presidente della Commissione, insieme ad una rappresentanza qualificata della Commissione antimafia, si rechi nei prossimi giorni a Lauro, e detti gli indirizzi, come di sua competenza, per un più efficace contrasto di tutte le forme criminali al fine di ristabilire un clima di sicurezza e di serenità quotidiana”. Ecco il testo della lettera:
«Caro presidente, l’efferata strage di Lauro consumata nella sera del 26 maggio 2002 tra le famiglie Cava e Graziano, mentre i seggi elettorali erano aperti, ha determinato un netto salto di qualità dell’incidenza criminale del territorio. Per la prima volta la violenza assassina e brutale ha massacrato direttamente donne e ragazze. Non si è trattato di un episodio isolato ed improvviso. Già nei mesi scorsi si erano verificati fatti criminosi che avevano segnalato una recrudescenza della criminalità organizzata nell’intera zona. Invano si è atteso un rafforzamento della capacità preventiva investigativa e l’approntamento di strumenti più efficaci di controllo del territorio. Anche nell’episodio così drammatico e violento di domenica sera la dinamica dei fatti, secondo quanto riferisce la stampa, sembra essersi sviluppata dal giorno prima e non sono state messe in atto azioni necessarie di contrasto. Il terrore della popolazione civile è grande. Mi è stato raccontato personalmente da alcuni padri di famiglia che i loro figli domandano di andare a vivere altrove. E’ dunque urgente e indispensabile proteggere la popolazione civile di grandi tradizioni democratiche che abita a Lauro e nell’intero Vallo. Al fine di perseguire con determinazione e fermezza i comportamenti violenti della malavita organizzata che si sono manifestati la sera del 26 maggio scorso in tutta la loro atrocità, non risparmiando niente e nessuno, chiedo, nella mia qualità di parlamentare, che Lei Presidente, insieme ad una rappresentanza qualificata della commissione antimafia si rechi nei prossimi giorni a Lauro, e detti gli indirizzi, come di sua competenza, per un più efficace contrasto di tutte le forme criminali al fine di ristabilire un clima di sicurezza e di serenità quotidiana". Sicura che vorrà raccogliere questa mia motivata sollecitazione la saluto cordialmente
.

Le condizioni dei feriti
• Felicia Cava, 19 anni, primogenita di Biagio, diplomata ricoverata all’ospedale Loreto Mare di Napoli. Le sue condizioni, nonostante la gravità, sono stabili.• Italia Lenzi Galeota 22 anni, figlia di Michelina Cava e nipote di Biagio, ricoverata nell’ospedale di Nola. Le sue condizioni sono gravi. .  

Il Gip convalida i fermi. I Graziano restano in carcere
Sono stati confermati gli otto provvedimenti restrittivi nei confronti dei componenti della famiglia Graziano accusati di aver organizzato e partecipato all'agguato di domenica scorsa a Lauro, dove furono uccise tre donne della famiglia rivale dei Cava.
Al termine di una lunga udienza il gip Antonio Ciampa ha infatti convalidato i decreti di fermo e emesso le ordinanze di custodia cautelare, accogliendo le richieste dei pm della Dda di Napoli, Domenico Airoma e Manuela Mazzi.
La decisione è stata adottata al termine degli interrogatori che si sono svolti nel carcere di Poggioreale e negli ospedali dove sono piantonate tre delle persone fermate, rimaste ferite nel corso della sparatoria. Gli arrestati sono difesi dagli avvocati Massimo Preziosi, Paolo Trofino e Paolino Bonavita.
A quanto pare, diversi indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Nessuno, sembra, ha ammesso di aver avuto un ruolo nella strage di camorra di domenica sera. Diversa la situazione di Fiore Graziano.
L’uomo arrestato l’altro ieri non sembra essere direttamente coinvolto nella strage di Lauro. E’ stato fermato per altri reati tra i quali associazione a delinquere di stampo camorristico finalizzata all’estorsione ma lui non avrebbe partecipato all’uccisione di tre donne e al ferimento di altre due.
Il killer dovrebbe essere Adriano Graziano. Sarebbe stato lui a sparare materialmente anche se a condurre l’operazione dovrebbe essere stato Salvatore Luigi Graziano, ora ricoverato e piantonato all’ospedale Cardarelli di Napoli. Il riesame, su ricorso del collegio difensivo, è stato fissato già per il prossimo nove giugno.
In quella data il giudice dovrà decidere se confermare o meno i provvedimenti emessi dalla procura.
C’è grande attesa anche perché poi il proseguo successivo delle indagini dipenderà da tanti fattori.
Gli interrogatori di ieri si sono consumati tra il carcere di Poggioreale e gli ospedali dove sono i feriti che sono stati raggiunti dai provvedimenti emessi dalla Procura della repubblica di Napoli.

E della strage di Lauro ne ha parlato anche “The Times”
«La strage di Lauro ha fatto il giro del mondo. L’uccisione di tre donne e il ferimento di altre sei persone ha colpito tutti e la notizia è arrivata anche in Inghilterra. A parlarne vari giornali, tra cui l’autorevole “The times” che ha dedicato alla vicenda un lungo articolo ed anche un richiamo in prima pagina. Ma “The Times” non è stato l’unico.
A parlarne anche “The Guardian” che ha dedicato alla tragedia, in un inserto, due intere pagine. Poi anche il “The Sun” e il “Daily Mail”. Secondo “The Times” sarebbero cambiati gli equilibri e questo avrebbe permesso alle donne di ottenere un ruolo fondamentale nella gestione degli affari. Loro, prima, erano solo madri e mogli docili che dovevano badare ai propri figli e ai mariti quando c’erano, ora non è più casi. Ma anche anche in Inghilterra c’è una discordanza di idee. Altri giornali parlano solo di un caso, di una tragedia e basta. Il potere resta agli uomini. Se in Inghilterra il caso Lauro ha destato perplessità in Italia ha avuto echi vastissimi. Il Corriere della Sera, Repubblica e La Stampa, tutti ne hanno parlato e ne continueranno a parlare anche nei prossimi giorni.
Una vicenda che ha sconvolto le coscienze e soprattutto portato alla mente i momenti più tristi vissuti in Irpinia. Quello raggiunto a Lauro è stato l’apice, ora gli inquirenti stanno lavorando duramente per evitare che tutto questo succeda nuovamente..

Redazione Corriere
 





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