Giovedì 9 Settembre 2010

Grottaminarda, l’incidente intorno alle ore 21 di fronte allo stabilimento della Iris-Bus - "Muore travolto l’ex sindaco"

Francesco Flammia era sulla sua bicicletta. Trascinato da un’ auto per circa cento metri.


Grottaminarda - Incidente mortale, ieri sera, sulla strada provinciale che costeggia lo stabilimento Iris Bus di Valle Ufita. A perdere la vita è stato Francesco Flammia, l’avvocato, anche consigliere comunale ed ex sindaco di Grottaminarda. E’ accaduto quando erano da poco trascorse le 21. L’avvocato si trovava sulla sua bicicletta, è pronto ad imboccare la strada per tornare e riprendere la sua auto, una Nissan Micra fermata poco distante. Il solito giro serale, poi a casa. Ma proprio davanti allo stop, prima di potersi immettere sull’altra corsia, arriva una Lancia Y di colore nero. L’auto è sulla corsia di sorpasso, non riesce a fermarsi. Lo travolge.
L’avvocato, colpito in pieno, vola per circa cento metri. Il suo corpo finisce su un’aiuola. Muore all’istante. Il giovane alla guida dell’auto che lo ha investito si ferma, in evidente stato di shock. Si fermano altre auto che chiamano disperati i soccorsi. Sul posto sono giunti immediatamente i volontari della Pubblica assistenza di Grottaminarda con l’ambulanza. Per l’ex sindaco non c’è più nulla da fare. Arrivano anche i carabinieri della stazione di Flumeri e gli agenti della polizia stradale. Si ricostruisce, o meglio si cerca di farlo, momento per momento le fasi dell’incidente: la più accreditata sembra essere quella già descritta. La zona è comunque poco illuminata e il limite di velocità in quel punto è di 50 chilometri orari. Arrivano davanti all’Iris-bus anche la moglie di Francesco Flammia, la dottoressa Margherita Minichiello, medico condotto, e le due figlie. E poi tanta gente giunge dalla cittadina ufitana e dalle altre comunità limitrofe.
Sul posto anche il capo della Procura di Ariano Irpino, Amato Barile. Intanto l’investitore, F.M.,fermatosi dopo l’incidente, viene subito trasportato all’ospedale di Ariano irpino dove si trova presso il reparto di radiologia. Qui sono stati eseguiti esami ed accertamenti. Il giovane nell’impatto ha riportato soltanto alcune escoriazioni. Pare niente di grave. Il giovane, solo venti anni. Una tragedia, che ha colpito due famiglie.

«Quell’avvocato galantuomo». Lo strazio di amici e avversari politici
Francesco Flammia , 64 anni, lo ricordano tutti come “un galantuomo”. Amici e avversari politici. Era avvocato ed esercitava prevalentemente presso il Tribunale di Ariano Irpino. Sposato con la dottoressa Margherita Minichiello, aveva due figlie, Paola, che come lui è avvocato e Matilde. E’ stato sindaco di Grottaminarda dal 1994 fino al 1999.
Aveva guidato Grottaminarda prima per un solo anno, nella consiliatura che si concludeva nel 1995. Aveva infatti sostituito Giuseppe Romano il quale lasciava il sindacato per un incarico professionale. Un anno era sufficiente al sindaco Francesco Flammia per dimostrare le sue capacità organizzative. E la campagna elettorale del 1995 gli diede ragione. Torna a sedere sulla poltrona più alta del Consiglio comunale fino al 1999. Poi per uno strano destino si trova avversario proprio il sindaco che aveva sostituito, Giuseppe Romano. Il quale lo batte. Flammia non aveva voluto raggiungere un accordo e presenta una lista praticamente di bandiera: si professava popolare e non poteva abbandonare il “centro”. Era diventato capogruppo di opposizione. Poi nel febbraio del 2001 ha seguito il senatore Ortensio Zecchino nell’avventura di Democrazia Europea. Quest’anno non aveva confermato l’adesione. Era stato per trent’anni attore sulla scena politica di Grottaminarda. Prima di essere eletto sindaco aveva anche ricoperto la carica di assessore ai lavori Pubblici e all’Urbanistica.
La tragedia coglie di sorpresa proprio il coordinatore provinciale di De, Crescenzo Pratola. Sconcerto e malinconia, non aggiunge altro Pratola. Anche il senatore Angelo Flammia è rimasto senza parole. La voce è rotta dall’emozione. «Era una persona perbene. Anche se avversari, lo stimavo. Aveva una signorilità nei rapporti con gli altri difficile da trovare di questi tempi. Resto sgomento di fronte a questa notizia che ho raccolto appena rientrato a Grottaminarda». L’assessore provinciale Giovanni Romano, a tarda sera, si è recato a casa dell’ex sindaco. Lui con Flammia aveva condiviso gran parte della vita amministrativa grottese. «Che tragedia - sospira l’assessore - sono rimasto di stucco quando ho appreso la notizia. Mi hanno riferito che era a fare una passeggiata in bicicletta, il suo amore, la sua passione fin da quando era ragazzino. Una tragedia che non doveva avvenire. Ho condiviso con lui tante esperienze. Eravamo insieme al comune di Grottaminarda e, sono sincero, le ritengo tutte positive. Quando è stato sindaco ero il suo vice, in alcuni momenti, in altri ero il consigliere anziano. Posso dire che amava cercare i problemi di Grottaminarda e tentare di risolverli. La città perde parecchio con la scomparsa di Francesco. Lo ricordo con grande affetto. Anche se negli ultimi tempi avevamo intrapreso strade diverse c’è sempre stato grande rispetto, i rapporti non sono mai venuti meno. Che disgrazia».
Anche l’avvocato Rocco Barrasso ha condiviso con Flammia momenti di governo della cittadina ufitana oltre che di lavoro. «Era meticoloso, nel lavoro cercava sempre di essere puntuale. Un galantuomo, una persona perbene. Questo dal punto di vista professionale e umano. Ci siamo trovati negli ultimi tempi in disaccordo, per quanto riguarda le vicende politiche ma posso dire che era un galantuomo». Il sindaco di Grottaminarda, Giuseppe Romano non riesce a parlare.
«E un amico di famiglia, io sono suo amico, è avvocato e abbiamo ocndiviso il lavoro, è stato sindaco. Era una persona autorevolissima. Ho un dolore in petto. Scusatemi». Il sindaco ha un forte attacco di pianto e stacca il telefonino. Perdere un amico in maniera così tragica è straziante. E Grottaminarda è straziata.
Redazione Corriere
 





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