Venerd́ 3 Settembre 2010

"Padre Pio: i suoi studi a Gesualdo" - Nel 1909 il giovane Francesco venne in Irpinia e ci restò due mesi

Quei mesi in irpinia alla facoltà di teologia


Padre Pio e l’Irpinia. Meglio: Padre Pio e Gesualdo. La cittadina del Principe Carlo Gesualdo fu infatti, agli inizi del nostro secolo, Facoltà di Teologia e, nel 1909, sede di Studi di Teologia Morale. Fra quei banchi allora sedeva un povero frate di Pietrelcina, fra Pio, che avrebbe poi parlato, con la propria vita, di valori al mondo intero. Francesco Forgione (anche il cognome è usuale fra la buona gente dell’alta Irpinia), studiò per pochi mesi (ottobre-novembre 1909), nella nostra Irpinia battuta dal vento, facendo compagnia alla speranza e alla preghiera del vespro nel convento dei Cappuccini. In quelle mura, dove abita il santo racconto dell'alleanza di Dio con il popolo gesualdiano, tante generazioni hanno invocato verità. Per quella dolce strada, battuta dai sandali di uomini di Dio, la fede di Gesualdo ha imparato ad amare e a sperare, ha riscoperto la lotta e la pietà per ogni sera che scende sul grande Castello. Padre Pio dovette lasciare il convento irpino a causa della cagionevole salute. Il clima freddo non era adatto alle sue precarie condizioni. Ma lasciò in quei pochi mesi di permanenza esempi edificanti di preghiera e dedizione allo studio, una delle forme più alte per amare e servire la verità come avrebbe poi scritto nel suo epistolario. Del suo passaggio non restano altre tracce né fonti scritte o documenti del convento. C’è solo il cuore della gente, perché p. Pio già allora scriveva sulle tavole di carne dello spirito umano. Oggi, nella pietra del chiostro di Gesualdo, un quadretto ricorda il soggiorno del frate stimmatizzato, mentre nelle memorie calde dei vecchi c’è il racconto dei loro padri, quelli che conobbero p. Pio studente e ne parlarono poi coi santi frati che custodirono la ricchezza di quelle indicazioni. Fra essi a Gesualdo, per anni custode del Convento, c’era p. Cipriano De Meo, grande figura di uomo di fede e di cultura. Ogni gesualdiano come me ha un ricordo grande di quelle porte di color marrone del Convento. Un pezzo di profonda storia spirituale abita la nostra piccola collina battuta dal vento, incisa a sangue nei cuori. Quante volte abbiamo visto scendere la speranza sui volti della gente che si incamminava al Convento, percorrendo la strada accarezzata dalle foglie dei platani, attendendo di fasciare col conforto della fede le proprie carni di lavoratori in quel luogo di memorie e di profezie. E forse in questo momento a farsi spazio nel cuore è il mio ricordo di bambino vedendo un umile e ilare frate, p. Ferdinando, lavorare sulle pietre bagnate dalla neve, sognando di riaprire, con l'umiltà di Francesco, quella Chiesa dove anche P. Pio da Pietralcina ha cercato il Dio della Vita, pregando innanzi alla tela del Balducci. Solo lo Spirito, che viaggia sulle grandi ali del tempo, permette alle parole di giungere dove i cuori hanno uno spazio segreto di memoria. Superata l'esperienza sensibile, di breve durata, si giunge alle distese e agli ampi ricettacoli del vissuto di ognuno. E il pensiero, quello profondamente umano, non è contrario alla fede genuina, che è parte dello spirito di questo popolo.La memoria, come inversione del tempo storico, è l'essenza dell'interiorità, il luogo degli affetti e della storia di vita con il Dio che è perdono, come ricorda la grande tela che sovrasta l'altare, di infinita bellezza, raffigurante il perdono di Carlo Gesualdo. E’ dolce pensare, tra le tante manifestazioni che accompagneranno e saluteranno la santificazione di Padre Pio anche per gli onori degli altari dopo quello della gente, l’Irpinia avrà un suo spaccato da conservare a lungo, senza per questo rendere feticcio o bigotteria un percorso di spiritualità che porta i Santi ad essere icone viventi del vangelo, indicazioni che quelle parole scritte nel Discorso della montagna si possono vivere tra gente di carne che lotta e spera, come va rispettata la preghiera profonda di coloro che abitano la chiesa invisibile della coscienza.
Vorremmo che la grande aquila trinitaria che solca il cielo degli uomini, avesse ancora orecchi per l’invocazione della povera gente vestita col velluto dei contadini, e donasse a Gesualdo ancora forza per vivere la sua grande storia, cucita tra il rosario consumato del frate di Dio e la struggente musica di Carlo.
Un racconto eterno fatto di pietra bianca e del calore di poca paglia, quella che serve, quella del cuore.

A Roma cinque maxi schermi e un’opera a San Giovanni Rotondo i petali di 150mila rose

Quasi esauriti i 250 mila biglietti necessari per accedere in piazza San Pietro e le richieste sono ancora tantissime. “Difficilmente riusciremo ad accontentare tutti” spiega il vicepresidente del Comitato organizzatore dell’evento Padre Gerardo. Sia in piazza San Pietro che in via della Conciliazione saranno allestiti dei gazebo ai quali ci si potrà rivolgere per qualsiasi informazione. Saranno, inoltre predisposti, per chi non riuscirà a trovare posto in piazza San Pietro e via Della Conciliazione, cinque maxischermi in piazza Risorgimento e piazza Adriana. Altri quattro saranno allestiti in via della Conciliazione. 50 mila i posti a sedere, solo metà in piazza San Pietro, per dare spazio al maggior numero di persone possibile. Per la beatificazione di Padre Pio furono circa 180 mila le persone presenti tra piazza Sa Pieto e Via della conciliazione, e allora l’evento interessò anche piazza San Giovanni dove affluirono circa 55 mila persone. La scelta di limitare lo spazio all’area di San Pietro è stata determinta dalle cattive condizioni di salute del Papa che può spostarsi con difficoltà fino a piazza San Giovanni.
I petali di rose
Sono il simbolo massimo della santità e per Padre Pio ce ne sarà un tappeto senza precedenti. Parliamo dei petali di rosa. 150 mila quelle utilizzate per lo straordinario lancio dall’elicottero, previsto per domenica prossima a San Giovanni Rotondo.
Il lavoro inizierà sabato pomeriggio e coinvolgerà ben 4 persone, al servizio del consorzio Florovivaistico di Puglia. E la previsione è che gli operai assoldati all’uopo trascorreranno tutta la notte in questo nobile esercizio. Uno dei produttori - Giuseppe De Palma - precisa che non si tratterà di rose qualsiasi: «È necessario che siano ben fiorite, perché solo così sarà possibile staccare facilmente tutti i petali che avranno raggiunto il massimo grado di profumazione».
Un’opera e una piazza
Grande fermento anche a Roma, dove il Comune firmerà una convenziona con l’Atac per assicurare ai fedeli navette gratis dalle aree di parcheggio al luogo della celebrazione del rito di santificazione.
Inoltre proprio oggi, il capogruppo del Ccd nel consiglio comunale di Roma, Marco Di Stefano, ha inviato una lettera al sindaco Veltroni con la quale richiede ufficialmente che sia intitolata al santo un’importante piazza di Roma.
E sempre nella capitale, sabato 15 giugno, il giorno prima della santificazione, nella grande sala dell’Auditorium Parco della Musica, si terrà l’anteprima dell’opera “Passione: Padre Pio”, composta dal musicista francese Patrick Pedrali. Ad interpretarla sarà Josè Cura, Paula Almerares e Victor Garcia Sierra. L’esecuzione sarà affidata ad un’orchestra nata appositamente per l’occasione, la “For Padre Pio”, formata dalle orchestre del Petruzzelli di Bari e del Paisiello di Taranto. Il ricavato dell’opera sarà devoluto in parte ai frati cappuccini per il completamento della nuova chiesa progettata da Renzo Piano, in parte alle suore della congregazione Figlie della Madonna del divino amore.

Gli annulli postali in Irpinia

In occasione della santificazione di Padre Pio le Poste Italiane emetteranno, come abbiamo anticipato ieri, un francobollo del valore di O,41 euro raffigurante il volto di Padre Pio e sullo sfondo l’ospedale di San GIovanni Rotondo ”La casa del sollievo della sofferenza”. Anche la filiale di Avellino ha promosso sei servizi filatelici temporanei per la vendita di francobolli e cartoline. Ecco gli sportelli e gli orari: Avellino-Corso Vittorio Emanuele (Portici Banca d’Italia) dalle 8 alle 14; Ariano Irpino-Piazza Plebiscito dalle 9 alle 14; Grottaminarda-Piazza Padre Pio dalle 8 alle 14; Montella Piazza degli Irpini dalle 8 alle 14; Nusco- Piazza Vescovado dalle 9 alle 14; Solofra-piazza Umberto I dalle 16 alle 22. Si tratta di annulli temporanei organizzati dalle Poste di Avellino in collaborazione con il Comune di Avellino, Comune di Ariano Irpino, Comune di Grottaminarda, Il Notiziario “Il Campanile”, Comune, Pro Loco e Misericordia di Nusco e il signor Mario Sepe di Montella.


La lettera: pregate per il mio premio nell’Aldilà

In una lettera scritta ad una delle sue figlie spirituali il 16 giugno del 1914, 88 anni prima della canonizzazione, si scorge un invito alla preghiera rivolto da Padre Pio ai fedeli per ottenere “il premio divino” dopo la morte. “Pregate Gesù - scriveva - pregate acciocché il premio me lo serbi nell’altra vita”. Dalle sue parole emerge, inoltre, l’affetto degli abitanti di Pietralcina che al suo rientro in paese organizzarono una festa di ringraziamento. “Il Signore, a mio discapito, vuole dare ascolto alle preghiere di tutto questo divoto popolo che assolutamente,a quanto dimostra, vuole per forza tenermi in mezzo ad esso, innalzando preghiere e quasi facendo violenza presso il cuore di Dio per conseguire questo loro alto desiderio. In quest’ultimo ritorno dovete sapere che appena entrato in paese tutti si sono menati fuori ed hanno aggiunto ai ringraziamenti al Signore gli evviva ed il ben ritorno. Sia benedetta mai sempre la misericordia del dolcissimo Gesù che ha voluto provare il suo servo colla prova del fuoco! Ringraziate anche voi la pietà infinita del celeste Padre di non aver permesso che il nemico toccasse il mio spirito in questa estrema prova”. La lettera si conclude con una nuova esortazione alla preghiera “Pregate con più insistenza per chi tanto desidera la vostra santificazione ed il Signore vi ricolmi delle sue celesti benedizioni”. La lettera fa parte dell’epistolario raccolto dai frati ed è conservato come documentazione della postulazione della causa di canonizzazione..


Redazione Corriere
 





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