Giovedì 9 Settembre 2010

"Padre Pio: I segreti di Tarcisio, frate di Cervinara - Lo chiamavano il “guardiano” di padre PIo, era uno studioso della Gregoriana di Roma

Era nato a Castello fu con il Santo fino alla fine


Fra i tanti legami tra l’Irpinia e Padre Pio ce n’è uno che testimonia una vicinanza che non fu solo territoriale.
Parliamo di Padre Tarcisio Zullo, il “guardiano” di padre Pio fino agli ultimi giorni della sua vita.
Il monaco cappuccino, scomparso nel 1998, era nato a Cervinara, ed esattamente nella frazione Castello.
Aveva conosciuto Padre Pio a San Giovanni Rotondo, dove era diventato per lui “un figlio prediletto”, come amava dire.
Il suo fu soprattutto il ruolo del confidente: depositario di molti segreti di Padre Pio, gli fu vicino nelle dolorose vicende che turbarono la vita terrena del santo. Soprattutto la lotta contro i “cosi”, come la chiamava il beato di Pietrelcina, vale a dire le presenze demoniache che tormentarono la vita del santo. Padre Tarcisio Zullo li raccontò nel volume “Padre Pio e il diavolo”.
E questo è un altro fondamentale aspetto della personalità del nostro Padre Tarcisio. Egli fu soprattutto un uomo di vasta cuiltura e di rigorosissimi studi. Laureato in Sacre Scritture per anni fu docente dell’Università Gregoriana di Roma, dello Studio Biblico di gerusalemme, dello Studio Teologico dei Cappuccini di Campobasso e del Convento di sant’Eframo a Napoli.
I suoi testi, rappresentano una parte cospicua della folta bibliografia sul Santo.
Tra i testi più importanti di Padre Tarcisio vanno ricordati: Padre Pio e la Madonna, a cura di Padre Gerardo Di Flumeri, 1983, pp. 50; il Papa, la Chiesa, la Madonna nella spiritualità di Padre Pio, a cura di Padre Gerardo Di Flumeri, pp. 30 con 4 foto fuori testo; Padre Pio e l'eucarestia, a cura di Padre Gerardo Di Flumeri, con 4 foto fuori testo, pp. 48. Parecchie le traduzioni soprattutto in tedesco delle sue opere come Die bedeutung des papstes, der kirche und der muttergottes in der geistigkeit Pater Pio. 1995, 40 Seiten, mit Farbfotos.
Padre Tarcisio Zullo, nonostante il suo ruolo di “custode” o guardia del corpo di Padre Pio non faceva mai mancare una visita alla sua Cervinara e alla sorella.
Dopo la morte del beato, mentre officiava messa, Padre Tarcisio Zullo ebbe una visione, il volto di Padre Pio si materializzò sul marmo dell’altare. Così il santo volle omaggiare l’uomo che gli era stato vicino fino all’ultimo, regalando a lui la sua prima apparizione.
E Cervinara è stata prodiga di Cappuccini. Molti ricordano la figura di padre Narcisio Marro, nato nella frazione Castello, la stessa che aveva dato i natali a Zullo, anche lui frate minore a a San Giovanni Rotondo.
Questa vicinanza tra la valle Caudina e i capuccini di Padre Pio testimonia la forza di un legame che, in tempi non sospetti, si direbbe, quando l’odore di santità era più che lontano, costituiva una forza di fede ed umiltà.

Anche a Brooklyn. E’ festa per gli irpini

"Finalmente la notizia è ufficiale ed è una gioia indescrivibile quella di celebrare la canonizzazione del Beato Padre Pio. La notizia ci era ufficiosamente pervenuta qualche settimana fa. Ora a Brooklyn ci metteremo in moto per fare qualcosa di grande, degna di tale avvenimento, perché di devoti di Padre Pio se ne contano a migliaia nella tri-State area". Così Carlo Mellace, Diacono permanente presso la Chiesa di San Domenico a Brooklyn, nonché Direttore dell'Apostolato Italiano della Diocesi di Brooklyn e Queens.
Estasiato anche il Parroco della Chiesa di San Domenico Franco Caggiano che ha detto:  "La santificazione di Padre Pio sarà il punto più saliente del trentesimo anniversario della fondazione della nostra Chiesa non solo per la comunità religiosa italo-americana di Brooklyn, che è numerosissima, ma per tutta la Diocesi".
Infatti per il 16 di Giugno è stato di già contattato il Vescovo di Brooklyn e Queens Thomas Daily, il quale si è reso disponibile a celebrare una Messa Solenne con inizio alle 5 PM, in onore di Padre Pio, al termine della quale, intorno alle 6,30 PM, si snoderà una processione lungo le vie principali di Brooklyn con banda musicale e fuochi pirotecnici.
Va rilevato che la statua di Padre Pio è stata donata tre anni fa, a seguito della Beatificazione del Frate dalle stimmate il 2 maggio 1999, alla Chiesa di San Domenico dal Comm. Corrado "Joe" Manfredi, concessionario di una catena di marche automobilistiche e devotissimo, assieme alla sua famiglia, del frate di San Giovanni Rotondo.
"Vi saranno celebrazioni nella nostra Chiesa per una settimana intera - ha aggiunto il Diacono Carlo Mellace -. E' nostra intenzione invitare tre Vescovi di altrettante altre Diocesi per il Triduo, appunto per solennizzare l'avvenimento. Naturalmente la nostra è una continuazione di ciò che avverrà a Roma domenica 16 giugno per via del fuso orario, ma daremo la possibilità ai devoti di Padre Pio di assistere alla cerimonia religiosa di San Pietro a Roma attraverso uno schermo gigante, su cui si proietterà una cassetta registrata alcune ore prima".
La Chiesa di San Domenico, come ogni primo sabato di mese, celebra una messa in onore di Padre Pio, organizzata dall'omonimo Gruppo di Preghiera che conta oltre 500 iscritti. E domenica sarà davvero grande festa.

Il miracolo di Matteo

Padre Pio sarà canonizzato dopo la miracolosa guarigione di un bambino di sette anni. Per Matteo Colella, colpito da meningite fulminante, non c'erano più speranze ma Padre Pio lo avrebbe salvato.
Matteo era stato ricoverato d'urgenza in terapia intensiva nell'ospedale Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo nella serata del 20 gennaio 2000, a causa di una meningite fulminante per la quale la diagnosi dei medici non lasciava spazio a speranze. A causa del deterioramento delle funzioni vitali, il primario e l'anestesista si erano infatti arresi considerando persino una "cattiveria" proseguire nei tentativi di rianimazione. 
Allora il bambino fu trasferito nella cella di Padre Pio per una veglia di preghiera. E una sera, accanto al suo letto, un uomo con la barba bianca e il vestito lungo marrone, gli avrebbe detto: ''non ti preoccupare, tu guarirai''. Poi, Matteo Pio Colella è uscito dal coma. Le condizioni del bambino cominciarono subito a migliorare rapidamente. Pochi giorni dopo gli esami clinici mostravano che Matteo non aveva avuto alcuna lesione cerebrale, cardiaca, respiratoria o renale.
Questa guarigione miracolosa attribuita a Padre Pio, seguita dal parere della commissione dei periti medici come di consueto nella cause di canonizzazione, quelli della commissione teologica e della Congregazione per le cause dei santi ha portato il Papa a fissare la data della cerimonia. Così finalmente 16 giugno 2002 il Santo Padre Papa Giovanni Paolo II presiederà la solenne cerimonia di canonizzazione del Beato Padre Pio da Pietrelcina. 


I vip che amano il frate con le stimmate

Tantissimi sono tra gli uomini di cultura e dello spettacolo i fedeli a Padre Pio. Da Lino Banfi a Toni Santagata, che ha composto un musical per la santificazione a Valeria Marini. La soubrette è tornata più volte a san Giovanni Rotondo, e, qualche anno fa, fece visita ai piccoli ricoverati nel reparto di oncologia pediatrica della Casa del Sollievo della sofferenza. Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, ha avuto persino il privilegio di incontrare il futuro santo nel 1953: «Ebbi di quell’uomo - ha poi ricordato - un’impressione straordinaria. Mi aspettavo una persona dall’aria “ispirata”, invece mi trovai di fronte ad un uomo nomalissimo, con uno spiccato senso dell’ironia e una grande semplicità». Mike Buongiorno è un altro dei fedelissimi: «So che mi è accanto e mi protegge», ripete spesso.
Un altro devoto è lo stilista Rocco Barocco che ha più volte ripetuto: «Da quando l’ho visto penso a lui ogni giorno».
Si sono dichiarati assai vicini al santo di Pitrelcina anche il calciatore Beppe Signori e l’ex-magistrato Antonio Di Pietro.
E da un magistrato ad un avvocato, tra i più grandi del Mezzogiorno, Alfredo De Marsico, che lo conobbe e lo frequentò. Di quegli incontri, De Marsico parla nel volume “Apologeo”, curato da Antonietta Stecchi De Bellis nel 1978. Eccone alcuni passi salienti.
Come ci fummo seduti, avviò un discorso che mi stupì. Io attraversavo una delle ore più tetre della mia vita: una sventura che mi stringeva l’animo ogni giorno in un nuovo anello, come un cobra spietato: le frasi del Padre si succedevano ed erano espressioni del mio dolore e delle mie preoccupazioni, dettate da me: egli mi leggeva nel cuore e tutto mi leggeva, esattamente, senza che neppure il nome egli mi avesse chiesto.Estraeva dal mio intimo i motivi della ambascia e mi alleviava come estraendo sangue avvelenato da una piaga trascurata. Io fissai il mio sguardo nei suoi occhi: una limpidità azzurra di cielo, da cui partivano spade di luce, succhielli infallibili che mi colpivano tra costa e costa e penetravano nel cuore, negli angoli più segreti nel cuore.
Più di un’ora mi trattenne; poi si alzò: “non temere”, mi disse... e aggiunse una frase che non ripeterò perché temerei menomarne la santità, l’efficacia sovrannaturale. Alla fine “permetti che ti abbracci? (Ignorava sempre il mio nome e conosceva la mia vita). Sentii sulle guance le ruvide maniche del saio; sentivo la semplicità consolante del suo messaggio che mi avrebbe accompagnato tutta la vita (anche oggi mi risuona dentro); compresi che era stato un colloquio con un essere che della natura umana riproduceva la forma ma la superava nella potenza chiaroveggente della intuizione e nel diritto di scegliere i suoi interlocutori. Adempiva: un mandato che non gli davano gli uomini»

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Redazione Corriere
 





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