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| "Padre
Pio: I segreti di Tarcisio, frate di Cervinara -
Lo chiamavano il guardiano
di padre PIo, era uno studioso della Gregoriana
di Roma |
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| Era
nato a Castello fu con il Santo fino alla
fine |
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Fra i tanti legami tra lIrpinia e Padre
Pio ce nè uno che testimonia
una vicinanza che non fu solo territoriale.
Parliamo di Padre Tarcisio Zullo, il guardiano
di padre Pio fino agli ultimi giorni della
sua vita.
Il monaco cappuccino, scomparso nel 1998,
era nato a Cervinara, ed esattamente nella
frazione Castello.
Aveva conosciuto Padre Pio a San Giovanni
Rotondo, dove era diventato per lui un
figlio prediletto, come amava dire.
Il suo fu soprattutto il ruolo del confidente:
depositario di molti segreti di Padre Pio,
gli fu vicino nelle dolorose vicende che turbarono
la vita terrena del santo. Soprattutto la
lotta contro i cosi, come la chiamava
il beato di Pietrelcina, vale a dire le presenze
demoniache che tormentarono la vita del santo.
Padre Tarcisio Zullo li raccontò nel
volume Padre Pio e il diavolo.
E questo è un altro fondamentale aspetto
della personalità del nostro Padre
Tarcisio. Egli fu soprattutto un uomo di vasta
cuiltura e di rigorosissimi studi. Laureato
in Sacre Scritture per anni fu docente dellUniversità
Gregoriana di Roma, dello Studio Biblico di
gerusalemme, dello Studio Teologico dei Cappuccini
di Campobasso e del Convento di santEframo
a Napoli.
I suoi testi, rappresentano una parte cospicua
della folta bibliografia sul Santo.
Tra i testi più importanti di Padre
Tarcisio vanno ricordati: Padre Pio e la Madonna,
a cura di Padre Gerardo Di Flumeri, 1983,
pp. 50; il Papa, la Chiesa, la Madonna nella
spiritualità di Padre Pio, a cura di
Padre Gerardo Di Flumeri, pp. 30 con 4 foto
fuori testo; Padre Pio e l'eucarestia, a cura
di Padre Gerardo Di Flumeri, con 4 foto fuori
testo, pp. 48. Parecchie le traduzioni soprattutto
in tedesco delle sue opere come Die bedeutung
des papstes, der kirche und der muttergottes
in der geistigkeit Pater Pio. 1995, 40 Seiten,
mit Farbfotos.
Padre Tarcisio Zullo, nonostante il suo ruolo
di custode o guardia del corpo
di Padre Pio non faceva mai mancare una visita
alla sua Cervinara e alla sorella.
Dopo la morte del beato, mentre officiava
messa, Padre Tarcisio Zullo ebbe una visione,
il volto di Padre Pio si materializzò
sul marmo dellaltare. Così il
santo volle omaggiare luomo che gli
era stato vicino fino allultimo, regalando
a lui la sua prima apparizione.
E Cervinara è stata prodiga di Cappuccini.
Molti ricordano la figura di padre Narcisio
Marro, nato nella frazione Castello, la stessa
che aveva dato i natali a Zullo, anche lui
frate minore a a San Giovanni Rotondo.
Questa vicinanza tra la valle Caudina e i
capuccini di Padre Pio testimonia la forza
di un legame che, in tempi non sospetti, si
direbbe, quando lodore di santità
era più che lontano, costituiva una
forza di fede ed umiltà. |
| Anche
a Brooklyn. E festa per gli irpini |
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"Finalmente la notizia è ufficiale
ed è una gioia indescrivibile quella
di celebrare la canonizzazione del Beato Padre
Pio. La notizia ci era ufficiosamente pervenuta
qualche settimana fa. Ora a Brooklyn ci metteremo
in moto per fare qualcosa di grande, degna
di tale avvenimento, perché di devoti
di Padre Pio se ne contano a migliaia nella
tri-State area". Così Carlo Mellace,
Diacono permanente presso la Chiesa di San
Domenico a Brooklyn, nonché Direttore
dell'Apostolato Italiano della Diocesi di
Brooklyn e Queens.
Estasiato anche il Parroco della Chiesa di
San Domenico Franco Caggiano che ha detto:
"La santificazione di Padre Pio sarà
il punto più saliente del trentesimo
anniversario della fondazione della nostra
Chiesa non solo per la comunità religiosa
italo-americana di Brooklyn, che è
numerosissima, ma per tutta la Diocesi".
Infatti per il 16 di Giugno è stato
di già contattato il Vescovo di Brooklyn
e Queens Thomas Daily, il quale si è
reso disponibile a celebrare una Messa Solenne
con inizio alle 5 PM, in onore di Padre Pio,
al termine della quale, intorno alle 6,30
PM, si snoderà una processione lungo
le vie principali di Brooklyn con banda musicale
e fuochi pirotecnici.
Va rilevato che la statua di Padre Pio è
stata donata tre anni fa, a seguito della
Beatificazione del Frate dalle stimmate il
2 maggio 1999, alla Chiesa di San Domenico
dal Comm. Corrado "Joe" Manfredi,
concessionario di una catena di marche automobilistiche
e devotissimo, assieme alla sua famiglia,
del frate di San Giovanni Rotondo.
"Vi saranno celebrazioni nella nostra
Chiesa per una settimana intera - ha aggiunto
il Diacono Carlo Mellace -. E' nostra intenzione
invitare tre Vescovi di altrettante altre
Diocesi per il Triduo, appunto per solennizzare
l'avvenimento. Naturalmente la nostra è
una continuazione di ciò che avverrà
a Roma domenica 16 giugno per via del fuso
orario, ma daremo la possibilità ai
devoti di Padre Pio di assistere alla cerimonia
religiosa di San Pietro a Roma attraverso
uno schermo gigante, su cui si proietterà
una cassetta registrata alcune ore prima".
La Chiesa di San Domenico, come ogni primo
sabato di mese, celebra una messa in onore
di Padre Pio, organizzata dall'omonimo Gruppo
di Preghiera che conta oltre 500 iscritti.
E domenica sarà davvero grande festa.
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| Il
miracolo di Matteo |
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Padre
Pio sarà canonizzato dopo la miracolosa
guarigione di un bambino di sette anni.
Per Matteo Colella, colpito da meningite
fulminante, non c'erano più speranze
ma Padre Pio lo avrebbe salvato.
Matteo era stato ricoverato d'urgenza in
terapia intensiva nell'ospedale Casa sollievo
della sofferenza di San Giovanni Rotondo
nella serata del 20 gennaio 2000, a causa
di una meningite fulminante per la quale
la diagnosi dei medici non lasciava spazio
a speranze. A causa del deterioramento delle
funzioni vitali, il primario e l'anestesista
si erano infatti arresi considerando persino
una "cattiveria" proseguire nei
tentativi di rianimazione.
Allora il bambino fu trasferito nella cella
di Padre Pio per una veglia di preghiera.
E una sera, accanto al suo letto, un uomo
con la barba bianca e il vestito lungo marrone,
gli avrebbe detto: ''non ti preoccupare,
tu guarirai''. Poi, Matteo Pio Colella è
uscito dal coma. Le condizioni del bambino
cominciarono subito a migliorare rapidamente.
Pochi giorni dopo gli esami clinici mostravano
che Matteo non aveva avuto alcuna lesione
cerebrale, cardiaca, respiratoria o renale.
Questa guarigione miracolosa attribuita
a Padre Pio, seguita dal parere della commissione
dei periti medici come di consueto nella
cause di canonizzazione, quelli della commissione
teologica e della Congregazione per le cause
dei santi ha portato il Papa a fissare la
data della cerimonia. Così finalmente
16 giugno 2002 il Santo Padre Papa Giovanni
Paolo II presiederà la solenne cerimonia
di canonizzazione del Beato Padre Pio da
Pietrelcina.
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| I
vip che amano il frate con le stimmate |
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Tantissimi
sono tra gli uomini di cultura e dello
spettacolo i fedeli a Padre Pio. Da
Lino Banfi a Toni Santagata, che ha
composto un musical per la santificazione
a Valeria Marini. La soubrette è
tornata più volte a san Giovanni
Rotondo, e, qualche anno fa, fece
visita ai piccoli ricoverati nel reparto
di oncologia pediatrica della Casa
del Sollievo della sofferenza. Il
sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino,
ha avuto persino il privilegio di
incontrare il futuro santo nel 1953:
«Ebbi di quelluomo - ha
poi ricordato - unimpressione
straordinaria. Mi aspettavo una persona
dallaria ispirata,
invece mi trovai di fronte ad un uomo
nomalissimo, con uno spiccato senso
dellironia e una grande semplicità».
Mike Buongiorno è un altro
dei fedelissimi: «So che mi
è accanto e mi protegge»,
ripete spesso.
Un altro devoto è lo stilista
Rocco Barocco che ha più volte
ripetuto: «Da quando lho
visto penso a lui ogni giorno».
Si sono dichiarati assai vicini al
santo di Pitrelcina anche il calciatore
Beppe Signori e lex-magistrato
Antonio Di Pietro.
E da un magistrato ad un avvocato,
tra i più grandi del Mezzogiorno,
Alfredo De Marsico, che lo conobbe
e lo frequentò. Di quegli incontri,
De Marsico parla nel volume Apologeo,
curato da Antonietta Stecchi De Bellis
nel 1978. Eccone alcuni passi salienti.
Come ci fummo seduti, avviò
un discorso che mi stupì. Io
attraversavo una delle ore più
tetre della mia vita: una sventura
che mi stringeva lanimo ogni
giorno in un nuovo anello, come un
cobra spietato: le frasi del Padre
si succedevano ed erano espressioni
del mio dolore e delle mie preoccupazioni,
dettate da me: egli mi leggeva nel
cuore e tutto mi leggeva, esattamente,
senza che neppure il nome egli mi
avesse chiesto. Estraeva
dal mio intimo i motivi della ambascia
e mi alleviava come estraendo sangue
avvelenato da una piaga trascurata.
Io fissai il mio sguardo nei suoi
occhi: una limpidità azzurra
di cielo, da cui partivano spade di
luce, succhielli infallibili che mi
colpivano tra costa e costa e penetravano
nel cuore, negli angoli più
segreti nel cuore.
Più di unora mi trattenne;
poi si alzò: non temere,
mi disse... e aggiunse una frase che
non ripeterò perché
temerei menomarne la santità,
lefficacia sovrannaturale. Alla
fine permetti che ti abbracci?
(Ignorava sempre il mio nome e conosceva
la mia vita). Sentii sulle guance
le ruvide maniche del saio; sentivo
la semplicità consolante del
suo messaggio che mi avrebbe accompagnato
tutta la vita (anche oggi mi risuona
dentro); compresi che era stato un
colloquio con un essere che della
natura umana riproduceva la forma
ma la superava nella potenza chiaroveggente
della intuizione e nel diritto di
scegliere i suoi interlocutori. Adempiva:
un mandato che non gli davano gli
uomini»
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Redazione
Corriere
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