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| "Padre
Pio" - Fra Dionisio, miracolo mancato-
La storia del giovane cappuccino di Cervinare
che Padre Pio tentò di salvare |
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Si
chiamava Salvatore Zullo ed era nato a Cervinara
nel 1938.
Entrò nelle grazie del Santo di Pietrelcina
che lo volle a San Giovanni Rotondo. Qui,
nel 1960, lo ordinò sacerdote
dicendogli tu sei la vittima.
A soli 26 anni il giovane fra Dionisio
morì.
Il dono del suo sacerdozio fu
«prosperità per la sua madre
provincia» |
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Un santo, tanti miracoli e qualcuno mancato.
La guarigione di Matteo Colella, figlio di
Antonio, il medico di Pietradefusi che lavora
a San Giovanni Rotondo, per la Chiesa è
la prova della santità di Padre Pio.
Ma per molti, si sa, non ce ne sarebbe stato
neanche bisogno.
Il diritto canonico per la gente comune vale
quanto una banconota falsa.
Padre Pio è Padre Pio, qualcosa in
più addirittura di San Pio, come dovremo
abituarci a chiamarlo da domenica.
E la sua santità getta una luce nuova
anche sulle tante vite, apparentemente minori,
sicuramente silenziose, che appartengono alla
spiritualità irpina.
Il percorso del cappuccino di Petrelcina è
costellato di miracoli, misteri, dolori e
vittorie sul male, ma anche di sconfitte e
miracoli mancati, per così dire, che
il santo sopportava come prove sacraficali
e come tali riusciva a farle accettare anche
a chi le subiva sulla propria pelle.
Questa è la storia di Padre Dionisio,
al secolo Salvatore Zullo, nato a Cervinara
il 19 giugno del 1938 e morto a soli 26 anni.
Salvatore era figlio di contadini.
Il padre, Tommaso, e la moglie, Concetta Piccolo,
erano coloni di un ricco proprietario terriero
napoletano.
A Cervinara coltivavano una terra ingenerosa
e soprattutto altrui, e i frutti migliori
li raccoglievano dal loro amore. Sicuramente
lo erano stati Salvatore e Raffaele, i due
figli che non seguirono la dura attività
paterna.
Dalla Valle Caudina, in quegli anni, si partiva
per un emigrazione spesso senza ritorno. La
valle si svuotava di braccia e di speranze.
Qualcuno però è rimasto. E può
ancora raccontare.
Dei due fratelli Zullo, Salvatore era il più
grande: «Non era come tutti gli altri
ragazzi - ricorda Raffaele, oggi bidello sessantenne
- non amava giocare con i compagni. Era molto
riservato. Tutto casa e chiesa. Faceva il
chirichetto allabbazia di san Gennaro,
alla frazione Ferrari». Lì i
Zullo vivevano e vivono ancora.
Da giovanissimo Salvatore decide di prendere
i voti e, come aveva fatto Padre Pio, va a
studiare teologia a Gesualdo.
Qui la sua salute, assai cagionevole, inizia
a dare segni di forte cedimento. Si riprende
presto e inizia il noviziato a Morcone, dove
si trattiene dal 9 ottobre 1955 al 19 ottobre
1956 e, come scrivono i cappuccini in un appunto
post-mortem, lasciato alla famiglia, temprò
e affinò il suo carattere franco, aperto
ed esuberante.
I suoi studi interrotti, li completa a Venezia.
A marzo inoltrato Padre Pio lo vuole a San
Giovanni Rotondo. A lui dedica ore di preghiere,
e tenta di aiutarlo non solo con la forza
dello spirito. Quella di Salvatore era una
brutta malattia renale che lo stroncherà
presto.
Padre Pio, però, non si arrende. Chiama
un luminare napoletano, il professor Pontone,
che fa arrivare in elicottero a San Giovanni
Rotondo. 
Ma è tutto inutile per la vita terrena
di Salvatore Zullo. Padre Pio ancora non si
rassegna.
Il suo desiderio, ora, è quello di
ordinare sacerdote il giovane novizio di Cervinara
. E vuole farlo in prima persona. Così,
nonostante la gravità della sua malattia,
Salvatore Zullo, riceve i voti da Padre Pio
il 19 maggio del 1960. La cerimonia è
commovente. Fra Dionisio, ha deposto
nelle mani di Padre Pio che ha officiato,
la sua promessa di legarsi per sempre alla
vita monastica. È il primo grande passo
verso la Luce che gli apparirà in tutto
il suo splendore il giorno della prima messa
solenne... E siamo certi che Fra Dionisio
ha avuto lesatta visione della via che
porta al sacerdozio, la via di Cristo quella
che incomincia nel Getsemani e termina al
Calvario. Queste parole di un anonimo
articolista del «Mattino», suonarono
presaghe. Il Calvario di Fra Dionisio era
sul finire. La prima messa solenne, che lo
avrebbe consacrato sacerdote, doveva officiarla
a Cervinara. Ma quello fu un viaggio di ritorno
che Fra Dionisio non fece mai.
La cronaca riporta le parole di Padre Pio:
«Rivolgendosi al giovane chierico ha
detto: quando Abramo si recò sul monte
per compiere il sacrificio che il Signore
gli aveva chiesto, notò nel figlio
che lo accompagnava uno smarrimento. Il piccolo,
infatti, si chiedeva: ma dovè
la vittima da immolare? Ed Abramo rivolgendosi
a lui disse: tu sei la vittima. Le medesime
parole rivolgo a te o carissimo Fra Dionisio:
tu sei la vittima».
Dopo appena quattro anni, infatti, il 3 maggio
del 1964, Fra Dionisio morì.
Le parole di Padre Pio, con la consueta capacità
divinatoria che gli attribuivano, erano state
ancora una volta presaghe.
Il santo di Pietrelcina non aveva fatto il
miracolo.
«La scienza ha dovuto ritirarsi, sconfitta
dinanzi allinesorabilità del
male blocco renale che avanzava
a stroncare la giovane esistenza del R. P.
Dionisio da Cervinara». Così
si legge nella nota dellamministratore
apostolico Fra Clemente da S. Maria,
inviata alla famiglia.
Fra Clemente rivela anche il dono
che, come tradizione, il neo-sacerdote chiede
a Dio. Padre Dionisio non aveva chiesto niente
per sé, nonostante le sue cattive condizioni
di salute. Né aveva pensato alla sua
ristretta famiglia.
«In un colloquio danima - ricorda
Padre Clemente - mi confidò di voler
chiedere al Signore come dono per il suo sacerdozio
la prosperità della Madre Provincia».
LIrpinia, dunque, e la Valle Caudina
segnatamente, erano nei pensieri più
fervidi del giovane cappuccino. Gli era nel
cuore, più cara della propria vita,
la salvezza della sua terra. Avendone conosciuto
drammi e soprusi, ad essa augurava prosperità
e benessere.
Un sacrificio che val bene un ricordo, in
questi giorni di miracoli riusciti. |
| Avella,
linaugurazione del monumento di Padre
Pio |
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"Nella foto, l'inaugurazione del monumento
di Padre Pio" |
| Avellino,
maxi schermo al Moscati |
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La
Quarta circoscrizione del comune di Avellino,
in collaborazione con il parroco Don Michele
Grella in occasione della cerimonia di santificazione
di Padre Pio che si terrà in Piazza
S. Pietro Domenica 16 giugno ha programmato
lallestimento di un maxi schermo nei
pressi del parcheggio dellospedale Moscati
di Avellino nello spazio antistante alla statua
del Santo di Pietrelcina.
Liniziativa è stata promossa
e curata dal consigliere della quarta circoscrizione
Rosanna Perillo.
Presso il parcheggio dellospedale Moscati
in via Otranto alle 18.00 sarà officiata
la Santa Messa e di seguito saranno proiettate
sul maxi schermo le immagini della cerimonia
religiosa che sarà celebrata dal Santo
Padre.
Liniziativa é volta a dare la
possibilità a qunti non potranno recarsi
in san Pietro per seguire la cerimonia religiosa
ed é stata pensata soprattutto per
i degenti del nosocomio avellinese, impossibilitati
a seguire limportante evento religioso.
La cerimonia sarà trasmessa a partire
dalle ore 20.30 di domenica prossima.
Grottaminarda - Il Comune ha previsto
di concerto con le Poste italiane un annullo
postale in occasione della canonizzazione
di padre Pio. Insieme a questo domenica lAmministrazione
comunale di Grottaminarda distribuirà
un numero limitato di cartoline con lannullo
speciale del comune. Una iniziativa per ricordare
che il frate di Pietrelcina ha avuto una breve
permanenza al Santuario di Carpignano in giovane
età.
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| Pellegrini,
premunitevi contro il caldo |
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| Santificazione
sotto il sole cocente. Per domenica,
infatti, sono previste temperature superiori
ai 30 gradi e un alto tasso di umidità
che renderanno faticosa la giornata
dei pellegrini. Previsioni meteorologiche
che consigliano, secondo il Dipartimento
della Protezione civile, precauzioni
e accorgimenti contro il caldo. Ai pellegrini
che parteciperanno alle cerimonie si
consiglia, dunque: di munirsi di un
copricapo; di una scorta di acqua (anche
se nelle piazze sarà distribuita
gratuitamente); di indossare abiti adeguati
e comunque di prepararsi ad affrontare
una giornata in cui le temperature supereranno
di oltre 5 gradi la media stagionale,
con punte massime previste di 30-33
gradi allombra.. |
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Redazione
Corriere
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