Giovedì 9 Settembre 2010

"Padre Pio" - Fra’ Dionisio, miracolo mancato- La storia del giovane cappuccino di Cervinare che Padre Pio tentò di salvare

Si chiamava Salvatore Zullo ed era nato a Cervinara nel 1938.
Entrò nelle grazie del Santo di Pietrelcina che lo volle a San Giovanni Rotondo. Qui, nel 1960, lo ordinò sacerdote
dicendogli “tu sei la vittima”. A soli 26 anni il giovane fra’ Dionisio morì.
Il “dono” del suo sacerdozio fu «prosperità per la sua madre provincia»


Un santo, tanti miracoli e qualcuno mancato.
La guarigione di Matteo Colella, figlio di Antonio, il medico di Pietradefusi che lavora a San Giovanni Rotondo, per la Chiesa è la prova della santità di Padre Pio. Ma per molti, si sa, non ce ne sarebbe stato neanche bisogno.
Il diritto canonico per la gente comune vale quanto una banconota falsa.
Padre Pio è Padre Pio, qualcosa in più addirittura di San Pio, come dovremo abituarci a chiamarlo da domenica.
E la sua santità getta una luce nuova anche sulle tante vite, apparentemente minori, sicuramente silenziose, che appartengono alla spiritualità irpina.
Il percorso del cappuccino di Petrelcina è costellato di miracoli, misteri, dolori e vittorie sul male, ma anche di sconfitte e miracoli mancati, per così dire, che il santo sopportava come prove sacraficali e come tali riusciva a farle accettare anche a chi le subiva sulla propria pelle.
Questa è la storia di Padre Dionisio, al secolo Salvatore Zullo, nato a Cervinara il 19 giugno del 1938 e morto a soli 26 anni.
Salvatore era figlio di contadini.
Il padre, Tommaso, e la moglie, Concetta Piccolo, erano coloni di un ricco proprietario terriero napoletano.
A Cervinara coltivavano una terra ingenerosa e soprattutto altrui, e i frutti migliori li raccoglievano dal loro amore. Sicuramente lo erano stati Salvatore e Raffaele, i due figli che non seguirono la dura attività paterna.
Dalla Valle Caudina, in quegli anni, si partiva per un emigrazione spesso senza ritorno. La valle si svuotava di braccia e di speranze. Qualcuno però è rimasto. E può ancora raccontare.
Dei due fratelli Zullo, Salvatore era il più grande: «Non era come tutti gli altri ragazzi - ricorda Raffaele, oggi bidello sessantenne - non amava giocare con i compagni. Era molto riservato. Tutto casa e chiesa. Faceva il chirichetto all’abbazia di san Gennaro, alla frazione Ferrari». Lì i Zullo vivevano e vivono ancora.
Da giovanissimo Salvatore decide di prendere i voti e, come aveva fatto Padre Pio, va a studiare teologia a Gesualdo.
Qui la sua salute, assai cagionevole, inizia a dare segni di forte cedimento. Si riprende presto e inizia il noviziato a Morcone, dove si trattiene dal 9 ottobre 1955 al 19 ottobre 1956 e, come scrivono i cappuccini in un appunto post-mortem, lasciato alla famiglia, “temprò e affinò il suo carattere franco, aperto ed esuberante”.
I suoi studi interrotti, li completa a Venezia.
A marzo inoltrato Padre Pio lo vuole a San Giovanni Rotondo. A lui dedica ore di preghiere, e tenta di aiutarlo non solo con la forza dello spirito. Quella di Salvatore era una brutta malattia renale che lo stroncherà presto.
Padre Pio, però, non si arrende. Chiama un luminare napoletano, il professor Pontone, che fa arrivare in elicottero a San Giovanni Rotondo.
Ma è tutto inutile per la vita terrena di Salvatore Zullo. Padre Pio ancora non si rassegna.
Il suo desiderio, ora, è quello di ordinare sacerdote il giovane novizio di Cervinara . E vuole farlo in prima persona. Così, nonostante la gravità della sua malattia, Salvatore Zullo, riceve i voti da Padre Pio il 19 maggio del 1960. La cerimonia è commovente. “Fra Dionisio, ha deposto nelle mani di Padre Pio che ha officiato, la sua promessa di legarsi per sempre alla vita monastica. È il primo grande passo verso la Luce che gli apparirà in tutto il suo splendore il giorno della prima messa solenne... E siamo certi che Fra Dionisio ha avuto l’esatta visione della via che porta al sacerdozio, la via di Cristo quella che incomincia nel Getsemani e termina al Calvario”. Queste parole di un anonimo articolista del «Mattino», suonarono presaghe. Il Calvario di Fra Dionisio era sul finire. La prima messa solenne, che lo avrebbe consacrato sacerdote, doveva officiarla a Cervinara. Ma quello fu un viaggio di ritorno che Fra Dionisio non fece mai.
La cronaca riporta le parole di Padre Pio: «Rivolgendosi al giovane chierico ha detto: quando Abramo si recò sul monte per compiere il sacrificio che il Signore gli aveva chiesto, notò nel figlio che lo accompagnava uno smarrimento. Il piccolo, infatti, si chiedeva: ma dov’è la vittima da immolare? Ed Abramo rivolgendosi a lui disse: tu sei la vittima. Le medesime parole rivolgo a te o carissimo Fra Dionisio: tu sei la vittima”».
Dopo appena quattro anni, infatti, il 3 maggio del 1964, Fra’ Dionisio morì. Le parole di Padre Pio, con la consueta capacità divinatoria che gli attribuivano, erano state ancora una volta presaghe.
Il santo di Pietrelcina non aveva fatto il miracolo.
«La scienza ha dovuto ritirarsi, sconfitta dinanzi all’inesorabilità del male – blocco renale – che avanzava a stroncare la giovane esistenza del R. P. Dionisio da Cervinara». Così si legge nella nota dell’amministratore apostolico Fra’ Clemente da S. Maria, inviata alla famiglia.
Fra’ Clemente rivela anche il “dono” che, come tradizione, il neo-sacerdote chiede a Dio. Padre Dionisio non aveva chiesto niente per sé, nonostante le sue cattive condizioni di salute. Né aveva pensato alla sua ristretta famiglia.
«In un colloquio d’anima - ricorda Padre Clemente - mi confidò di voler chiedere al Signore come dono per il suo sacerdozio la prosperità della Madre Provincia».
L’Irpinia, dunque, e la Valle Caudina segnatamente, erano nei pensieri più fervidi del giovane cappuccino. Gli era nel cuore, più cara della propria vita, la salvezza della sua terra. Avendone conosciuto drammi e soprusi, ad essa augurava prosperità e benessere.
Un sacrificio che val bene un ricordo, in questi giorni di miracoli riusciti.

Avella, l’inaugurazione del monumento di Padre Pio

"Nella foto, l'inaugurazione del monumento di Padre Pio"

Avellino, maxi schermo al Moscati
La Quarta circoscrizione del comune di Avellino, in collaborazione con il parroco Don Michele Grella in occasione della cerimonia di santificazione di Padre Pio che si terrà in Piazza S. Pietro Domenica 16 giugno ha programmato l’allestimento di un maxi schermo nei pressi del parcheggio dell’ospedale “Moscati” di Avellino nello spazio antistante alla statua del Santo di Pietrelcina.
L’iniziativa è stata promossa e curata dal consigliere della quarta circoscrizione Rosanna Perillo.
Presso il parcheggio dell’ospedale “Moscati” in via Otranto alle 18.00 sarà officiata la Santa Messa e di seguito saranno proiettate sul maxi schermo le immagini della cerimonia religiosa che sarà celebrata dal Santo Padre.
L’iniziativa é volta a dare la possibilità a qunti non potranno recarsi in san Pietro per seguire la cerimonia religiosa ed é stata pensata soprattutto per i degenti del nosocomio avellinese, impossibilitati a seguire l’importante evento religioso.
La cerimonia sarà trasmessa a partire dalle ore 20.30 di domenica prossima.
• Grottaminarda - Il Comune ha previsto di concerto con le Poste italiane un annullo postale in occasione della canonizzazione di padre Pio. Insieme a questo domenica l’Amministrazione comunale di Grottaminarda distribuirà un numero limitato di cartoline con l’annullo speciale del comune. Una iniziativa per ricordare che il frate di Pietrelcina ha avuto una breve permanenza al Santuario di Carpignano in giovane età.

Pellegrini, premunitevi contro il caldo
Santificazione sotto il sole cocente. Per domenica, infatti, sono previste temperature superiori ai 30 gradi e un alto tasso di umidità che renderanno faticosa la giornata dei pellegrini. Previsioni meteorologiche che consigliano, secondo il Dipartimento della Protezione civile, precauzioni e accorgimenti contro il caldo. Ai pellegrini che parteciperanno alle cerimonie si consiglia, dunque: di munirsi di un copricapo; di una scorta di acqua (anche se nelle piazze sarà distribuita gratuitamente); di indossare abiti adeguati e comunque di prepararsi ad affrontare una giornata in cui le temperature supereranno di oltre 5 gradi la media stagionale, con punte massime previste di 30-33 gradi all’ombra..
Redazione Corriere
 





sondaggi
_
_ entra
_
_

sondaggi
_
_ entra
_
_




forum
_
_
_



© 2002 - Conceptual design